Otturazioni dentali: allarme mercurio.

Amalgama al mercurio. I gravi danni che può provocare.

 

Forse non tutti sanno che l’inizio dell’uso del mercurio come amalgama per otturare i denti risale al periodo che va dal 1850 al 1935.

Già dai primi anni 80 i più coscienziosi medici si ribellarono al loro utilizzo.

Alcuni Paesi del Nord Europa hanno totalmente eliminato il mercurio dall’industria dentale. L’Italia, no. Non si sa cosa stia aspettando per eliminare l’utilizzo di tale metallo nelle otturazioni.

Infatti, la piccolissima quantità di mercurio rilasciata quotidianamente dall’amalgama presente nella nostra bocca, causa notevoli problemi, anche a distanza di tempo ed improvvisamente.

L’amalgama non è quel composto “stabile” che si credeva un tempo.

Perde mercurio per tutto il tempo, come è stato facilmente provato, così come dove va a finire, per la maggior parte nel nostro corpo.

Se il mercurio è una sostanza tossica, come riconosciuto da più che accreditate riviste mediche, vuol dire che molti pazienti (ci rientro io stessa) sono intossicati.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta, quando ci parlano di amalgama.

Nell’amalgama non è presente solo il mercurio, ma anche altri metalli e metalli diversi creano una corrente galvanica. L’attacco al nostro fisico, dunque, non dipende solo dal mercurio, ma anche dall’argento e dal rame che vi sono contenuti. Bastano alcune amalgame in bocca per avere una vera e propria batteria.

Mal di testa? Potrebbe dipendere dall’amalgama che il dentista vi ha applicato. Tant’è che molti pazienti cui è stato eliminato hanno trovato immediato giovamento, probabilmente per il fatto di aver rimosso la batteria che bombardava il cervello di scariche elettriche.

Ai danni di natura prettamente estetica/clinica, tecnica operativa, aggiungiamo tutti quei danni causati dal comportamento tossico dei materiali, quali responsabili di tutta una serie di conseguenze e patologie più o meno gravi, debilitanti, vere e proprie malattie autoimmuni, malattie nella maggior parte immunodepressive (allergie, dermatiti, mal di testa, fatica, ipossia, eccessiva traspirazione, debolezza muscolare, edema, eccessiva urinazione, cistiti, infertilità, inibizione del sistema immunitario ecc.)

Nella sanità odierna l’amalgama continua ad essere usata per i denti posteriori, e il paziente non è messo nella condizione di scegliere il materiale.

Spetta al Governo l’onere di dare alla fine la possibilità di scelta al paziente o di assicurarsi che non venga danneggiato dalle amalgame e dal mercurio (alcuni sono geneticamente più protetti di altri dagli effetti dei metalli pesanti) prima di introdurla.

Nel nostro parlamento, l’On. Scilipoti in riferimento al problema delle otturazioni dentali in amalgama, poco prima dell’estate così dichiarava: “Entro pochi giorni il gruppo predisporrà un documento informativo dei rischi connessi all’amalgama dentale per consentire ai cittadini di effettuare scelte consapevoli per la propria salute, visti i rischi che l’uso del mercurio in odontoiatria comporta anche per gli stessi dentisti, gli assistenti alla poltrona e per chi le ha in bocca”. Continua il deputato di Italia dei valori: “Senza dimenticare  l’impatto devastante che il mercurio ha sull’ambiente e sulla salute, per la contaminazione delle acque, dell’aria e dei prodotti di cui ci alimentiamo”. “Il gruppo sostiene la necessità di mettere al bando, quanto prima possibile, questo materiale. La proposta di legge che ho recentemente presentato alla Camera per la messa al bando dell’amalgame – conclude l’On. Scilipoti (IDV) – si pone nella direzione indicata dai Paesi Nordici nella prima conferenza del Programma Ambientale delle Nazioni Unite, che si è tenuta ai primi di giugno a Stoccolma e anticipa quanto proposto all’incontro di Bruxelles sulle strategie comunitarie sul mercurio.

Un consiglio? Rifiutatevi categoricamente di farvi applicare l’amalgama e pretendetene la rimozione. Fate dei tests allergologici.

Purtroppo, non è semplice diagnosticare l’intossicazione da mercurio.

L’intossicazione acuta si può diagnosticare entro poche ore dalla contaminazione con la ricerca specifica nel sangue e nelle urine.

L’intossicazione cronica si può diagnosticare soltanto con l’Analisi Minerale Tissutale (mineralogramma) oppure con la biopsia al cervello.

 Si può prevedere la richiesta di risarcimento in caso di esito positivo nel test per amalgami e in presenza di danni organici tipici.

Nessun odontoiatra può permettersi di provocare dei danni evidenti alla salute, così come lo stesso Ministero della Salute, che pure deve rispondere in caso di gravi danni per utilizzo legalizzato di materiale tossico, poiché ha solo vietato l’utilizzazione, l’importazione e l’immissione in commercio   sul   territorio  italiano  degli  amalgami  dentali non preparati sotto forma di capsule predosate (sempre di amalgama di tratta).

 

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