Un solo bagnino in piscina: condanna penale in caso di incidente

La Corte di Cassazione (quarta sezione penale) è intervenuta a convalidare la condanna ad un anno di reclusione nei confronti del gestore di un centro sportivo comprendente una piscina della superficie di circa 615 metri quadri. Nella suddetta piscina era presente un solo bagnino a sorvegliare i bagnanti, e non due come è previsto. In piscina è necessario prevedere la presenza di due bagnini addetti all’assistenza dei bagnanti, soprattutto quando la stessa è piuttosto grande. In caso di incidente, infatti, se non è presente il secondo assistente bagnante, il gestore del complesso sportivo non può evitare la condanna penale. La

La Corte di Cassazione (quarta sezione penale) è intervenuta a convalidare la condanna ad un anno di reclusione nei confronti del gestore di un centro sportivo comprendente una piscina della superficie di circa 615 metri quadri. Nella suddetta piscina era presente un solo bagnino a sorvegliare i bagnanti, e non due come è previsto.

In piscina è necessario prevedere la presenza di due bagnini addetti all’assistenza dei bagnanti, soprattutto quando la stessa è piuttosto grande. In caso di incidente, infatti, se non è presente il secondo assistente bagnante, il gestore del complesso sportivo non può evitare la condanna penale.

La decisione della Suprema Corte (stabilita nella sentenza n. 27367/2010) arriva puntuale nei confronti del gestore del centro sportivo in questione, dove qualche tempo prima si era verificato un increscioso incidente: una bimba era rimasta per parecchi minuti sul fondo della piscina prima che alcuni bagnanti la soccorressero. Dopo una decina di giorni in ospedale la piccola è morta.

In primo grado i giudici avevano condannato anche il bagnino che aveva consentito alla bambina di entrare nella piscina riservata ai bimbi senza però svolgere il suo dovere di controllo. In seconda istanza, invece, la Corte di Appello aveva assolto il bagnino e confermato la condanna del gestore.

Il ricorso dell’imputato in Cassazione aveva fatto leva sul fatto che comunque la presenza del secondo bagnino non avrebbe potuto evitare l’incidente perché comunque sarebbe stato intento a sorvegliare l’altra parte della piscina, visto che i due bagnini si erano così divisi il lavoro. Comunque questa sentenza è importante perché fissa l’attenzione su un problema diffuso: la sorveglianza nelle piscine pubbliche e private, indispensabile per salvaguardare la nostra incolumità e soprattutto quella dei più piccoli.

2 Commenti

  1. D.ssa Cristiana Lenoci
  2. Sara Tacchini

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