Anatocismo bancario, commissione di massimo scoperto, uso piazza e prescrizione.

Banca condannata per anatocismo.

Il Tribunale di Brescia, con la recente sentenza n. 124 del 18.01.2010, fa il punto sulle complesse problematiche riguardanti la disciplina degli interessi anatocistici nei contratti di conto corrente, rilevando aspetti particolari sulla natura e regolamentazione della commissione di massimo scoperto, sugli interessi “uso piazza” e sulla prescrizione.

Sulla capitalizzazione trimestrale degli interessi.

Secondo il Giudice bresciano è nulla la clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi (cd. anatocismo bancario) e ciò comporta la nullità parziale del contratto ai sensi dell’articolo 1419 cod. civ.. Una volta affermata la nullità della clausola, non è consentito al giudice inserire automaticamente altre clausole prevedenti capitalizzazione di diversa periodicità, in quanto l’anatocismo è consentito dalla legge solo a determinate condizioni (articolo 1283 cod. civ.) e, in mancanza di valida pattuizione tra le parti, esso non rimane pattuito tra le medesime (si vedano Cass. civ., sez. un., 17/07/2001, n. 9653 nella parte motiva; Corte d’Appello di Milano, 4/04/2003, n. 1142; Corte d’Appello di Brindisi, 13/05/2002; Corte d’Appello di Torino, 21/01/2002, n. 64). Ovviamente la nullità della clausola anatocistica non può essere applicata ai contratti bancari stipulati dopo il 22 aprile 2000 (ai sensi dell’articolo 25 D.Lgs 342/1999) in relazione ai quali è valida la clausola che prevede l’anatocismo purché con periodicità identica per gli interessi debitori e per quelli creditori. Invece, per i contratti originariamente stipulati prima del 22 aprile 2000, l’anatocismo deve ritenersi valido se decorrente dal 1 luglio 2000 e, soprattutto, se le parti hanno previamente adeguato le disposizioni sulla reciprocità dell’anatocismo tra interessi debitori e creditori.”

Per quanto concerne la commissione di massimo scoperto ritiene che, laddove il conto corrente sia collegato a un’apertura di credito, non è assimilabile agli interessi, con la conseguenza che,alla CMS non può applicarsi il divieto anatocistico relativo ai soli interessi e dovrà calcolarsi solo alla chiusura definitiva del conto, sempre che sia stata determinata specificamente e per iscritto. Laddove, invece, il conto corrente non sia abbinato a un’apertura di credito, la Commissione deve ritenersi abbia natura di accessorio che si aggiunge agli interessi passivi e non può, pertanto, essere capitalizzata

 

Interessi “uso piazza”.

Nella sentenza si specifica, inoltre che é nulla la clausola “interessi uso piazza” di cui all’art. 7, comma 3, delle Norme Bancarie Uniformi (NUB). E’ vero, come affermano le banche che la Legge 154/1992 non prevedeva alcuna disciplina intertemporale per i contratti bancari stipulati anteriormente alla sua entrata in vigore ed è altrettanto vero che l’art. 161 TUB stabilisce che i contratti conclusi prima della sua entrata in vigore restano regolati dalle norme anteriori, tuttavia la clausola nr. 7 delle NUB è da ritenere nulla ai sensi dell’art. 1284 Cod. Civ., a causa della eccessiva genericità e indeterminatezza che impedisce al correntista di stabilire con immediatezza il tasso di interesse applicato nei suoi confronti. Neppure il generico riferimento al tasso interbancario è sufficientemente univoco. Lo stesso dicasi per l’eventuale riferimento ad accordi di cartello (che, se esistenti, violerebbero la Legge 287/1990 sulla tutela della concorrenza del mercato.”

Prescrizione.

Infine, quanto all’annosa questione sulla prescrizione, il Tribunale di Brescia assume che il termine decennale debba decorrere non dalle singole scadenze, ma dalla chiusura del conto corrente, poiché “solo il saldo finale … ha il carattere della definitività.”.

Avv. Mary Corsi

2 Commenti

  1. Avv. Mary Corsi
  2. raffaele muratgia

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