Danno morale ai genitori per lesioni conseguenti a vaccinazione

Una vaccinazione anti-poliomelite non effettuata con le dovute cautele e i controlli necessari, e per di più eseguita in modo superficiale ed affrettato da personale non abilitato a queste operazioni, ha causato lesioni gravissime ad un bimbo. I genitori inoltrano ricorso e ottengono il risarcimento per il danno morale subito. La linea difensiva dell’ente ospedaliero non convince affatto i giudici di merito. La Corte di Cassazione interviene a confermare la precedente pronuncia della Corte d’Appello dell’Aquila, rigettando nel contempo il ricorso presentato dalla Gestione liquidatoria della Usl e dalla Regione Abruzzo. I genitori del bimbo sottoposto a vaccinazione denunciano che

Una vaccinazione anti-poliomelite non effettuata con le dovute cautele e i controlli necessari, e per di più eseguita in modo superficiale ed affrettato da personale non abilitato a queste operazioni, ha causato lesioni gravissime ad un bimbo. I genitori inoltrano ricorso e ottengono il risarcimento per il danno morale subito. La linea difensiva dell’ente ospedaliero non convince affatto i giudici di merito.

La Corte di Cassazione interviene a confermare la precedente pronuncia della Corte d’Appello dell’Aquila, rigettando nel contempo il ricorso presentato dalla Gestione liquidatoria della Usl e dalla Regione Abruzzo. I genitori del bimbo sottoposto a vaccinazione denunciano che la preparazione e la seguente somministrazione sono state eseguite senza tenere conto della situazione di salute del piccolo e su una attenta anamnesi (come invece occorre fare, in questi casi).

Secondo quanto essi riferiscono, la visita era stata effettuata da personale non abilitato, e quindi non da un medico, non accorgendosi che il bimbo era un soggetto a rischio per quel tipo di vaccinazione. Gli enti citati si sono difesi dichiarando che la struttura ospedaliera non ha commesso alcun errore, comportandosi così come prevede il protocollo circa le vaccinazioni.

I giudici hanno respinto il ricorso, condannando l’ente sanitario a risarcire il danno morale ad entrambi i genitori, per colpa grave (ex art. 2043 cod. civile). I genitori del piccolo, infatti, sono costretti a sacrificare la vita di relazione per poter accudire e assistere il figlio poliomelitico. La vita del bimbo, poi, è stata gravemente compromessa, e questo a causa della negligenza di chi invece è tenuto a garantire prestazioni efficaci per assicurare la salute a tutti.

La sentenza in oggetto è stata emanata dalla terza sezione della Corte di Cassazione, e reca la data del 4 Marzo 2010, n. 5190. Di fronte a vicende come questa si prova indignazione e rabbia: invece di intervenire dopo, perché non impedire che questi fattacci avvengano prima?

4 Commenti

  1. Salvatore Mariella
  2. Salvatore
  3. Mariella Salvatore
  4. Mariella Salvatore

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