L’avviso di accertamento è legittimo anche se si basa solo su un questionario

L’Agenzia delle Entrate può emettere un avviso di accertamento anche basandosi esclusivamente su un questionario inviato al contribuente e da questi debitamente compilato. L’ufficio finanziario, infatti, non ha alcun obbligo di effettuare ulteriori verifiche per procedere all’emissione di un avviso di accertamento fiscale. Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Suprema Corte (sentenza Corte Cassazione n. 8507 del 9/04/2010), la quale sostanzialmente sancisce la legittimità di accertamenti basati esclusivamente su informazioni fornite dal contribuente, così come previsto dall’art. 32 del DPR n.600/73. Si ricorda inoltre che l’Agenzia delle Entrate, ai sensi della predetta norma (precisamente al punto 4),

L’Agenzia delle Entrate può emettere un avviso di accertamento anche basandosi esclusivamente su un questionario inviato al contribuente e da questi debitamente compilato.

L’ufficio finanziario, infatti, non ha alcun obbligo di effettuare ulteriori verifiche per procedere all’emissione di un avviso di accertamento fiscale.

Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Suprema Corte (sentenza Corte Cassazione n. 8507 del 9/04/2010), la quale sostanzialmente sancisce la legittimità di accertamenti basati esclusivamente su informazioni fornite dal contribuente, così come previsto dall’art. 32 del DPR n.600/73.

Si ricorda inoltre che l’Agenzia delle Entrate, ai sensi della predetta norma (precisamente al punto 4), ha la possibilità di reperire informazioni non solo direttamente dai contribuenti interessati dall’accertamento ma anche inviando questionari a soggetti terzi con i quali questi “abbiano intrattenuto rapporti”.    

Avv. Matteo Sances

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Una risposta

  1. Chiara Spada

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