Clandestini espulsi anche se i loro figli vanno a scuola

Questa sentenza emessa dai giudici della Corte di Cassazione riguardante gli stranieri clandestini nel nostro Paese ha sollevato reazioni e polemiche nel mondo politico. Secondo gli “Ermellini” i clandestini possono essere espulsi dal territorio italiano nonostante i loro figli frequentino la scuola. La sentenza di cui si parla è la n. 5856/2010. Con questa decisione la Corte di Cassazione fa dietro front rispetto ad una precedente sentenza di qualche tempo fa, nella quale invece aveva affermato che i clandestini che avessero figli in età scolare potevano restare nel nostro Paese proprio per garantire ai minori una “crescita armonica” e priva

Questa sentenza emessa dai giudici della Corte di Cassazione riguardante gli stranieri clandestini nel nostro Paese ha sollevato reazioni e polemiche nel mondo politico. Secondo gli “Ermellini” i clandestini possono essere espulsi dal territorio italiano nonostante i loro figli frequentino la scuola. La sentenza di cui si parla è la n. 5856/2010.

Con questa decisione la Corte di Cassazione fa dietro front rispetto ad una precedente sentenza di qualche tempo fa, nella quale invece aveva affermato che i clandestini che avessero figli in età scolare potevano restare nel nostro Paese proprio per garantire ai minori una “crescita armonica” e priva di traumi affettivi.

Ora invece i giudici della Suprema Corte ritengono che frequentare la scuola non è un motivo valido per tollerare che gli stranieri restino clandestinamente in Italia. Nella motivazione della sentenza si legge che l’infanzia non può essere strumentalizzata per favorire l’inserimento di stranieri irregolari nel nostro contesto sociale.

La Corte ha così respinto il ricorso di uno straniero padre di due figli che frequentano la scuola e la cui moglie, in possesso di regolare permesso di soggiorno, sta aspettando la cittadinanza italiana. L’uomo ha cercato di convincere i giudici che il suo allontanamento avrebbe provocato un trauma ai figli, e che per questo il loro futuro ne sarebbe stato compromesso.

La sentenza in oggetto è stata definita “preoccupante” dall’alto commissario delle Nazioni Unite, Navi Pillay. In effetti, ha dichiarato il funzionario, prima di giudicarne la portata, questa andrebbe messa a confronto con tutte le pronunce giurisprudenziali che sono state emesse fino ad oggi a favore dei diritti dei minori e per la loro tutela.

A quanto pare, non sempre le decisioni dei giudici sono coerenti tra loro, a volte seguono percorsi diversi sugli stessi argomenti, adducendo motivazioni differenti. Cosa ne pensate circa questa decisione della Suprema Corte? Aspettiamo le vostre risposte ed i commenti al riguardo!

Una risposta

  1. roberto

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