Cassazione: licenziato il lavoratore improduttivo

Questa volta prendiamo atto di una decisione della sezione lavoro della Corte di Cassazione. La sentenza n. 3125/2010 ha statuito la possibilità, per le aziende, di procedere al licenziamento di un lavoratore che risulti, dal confronto con gli altri dipendenti, effettivamente improduttivo, e quindi non utile all’azienda. Le aziende, cioè, possono stabilire una valutazione in base alla media produttiva di tutti gli impiegati, e rendersi conto se vi è una sproporzione tra di essi. La Corte precisa che ai fini del licenziamento non rileva il fatto che il lavoratore sia stato assunto da pochi mesi, poiché la fase di adattamento

Questa volta prendiamo atto di una decisione della sezione lavoro della Corte di Cassazione. La sentenza n. 3125/2010 ha statuito la possibilità, per le aziende, di procedere al licenziamento di un lavoratore che risulti, dal confronto con gli altri dipendenti, effettivamente improduttivo, e quindi non utile all’azienda.

Le aziende, cioè, possono stabilire una valutazione in base alla media produttiva di tutti gli impiegati, e rendersi conto se vi è una sproporzione tra di essi. La Corte precisa che ai fini del licenziamento non rileva il fatto che il lavoratore sia stato assunto da pochi mesi, poiché la fase di adattamento al nuovo lavoro e alle mansioni a lui assegnate non dovrebbe superare i due mesi, soprattutto se si tratta di mansioni manuali, ripetitive e senza alcuna complessità.

Nella fattispecie passata al vaglio dalla Corte di Cassazione esistono gli estremi di una violazione del dipendente riguardo alla collaborazione fissata con l’azienda. Certo, bisognerà sempre accertarsi che le valutazioni dell’azienda siano obiettive e non condizionate o influenzate da alcunché.

Questo non è sempre facile negli ambienti di lavoro, soprattutto in quelli molto competitivi e dove è lasciata troppa discrezionalità ai “capi”. Maggiore flessibilità, a mio avviso, andrebbe usata per i lavoratori da poco assunti, soprattutto se assunti a termine. Spesso infatti è su di loro che si concentra la maggior parte dell’attenzione, pretendendo da questi efficienza e produttività maggiore, rispetto a chi lavora da tanti anni.

Si auspica, quindi, che questa pronuncia della Suprema Corte venga applicata come è giusto che sia, con buon senso ed equità. Come tutte le pronunce giurisprudenziali, anche questa presta il fianco ad una serie di commenti e precisazioni, proprio perché andrebbe adattata in ogni ambiente lavorativo, la qual cosa non risulta sempre agevole.

Come sempre, siamo aperti ad ogni genere di commento da parte vostra, e di ogni esperienza che vorrete raccontarci inerente l’argomento trattato.

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