Autovelox, come presentare il ricorso

I tribunali ricevono quotidianamente migliaia di ricorsi inerenti l’autovelox, che da quando è stato istituito continua a “mietere” vittime: i poveri, ignari automobilisti che, oltre al danno economico, si vedono decurtati anche dei punti sulla patente. Certo, questi dispositivi servono come deterrente per limitare la velocità sulla strade, ma più spesso ancora vengono utilizzati per rimpinguare le casse dei Comuni. Molti autovelox, infatti, sono lasciati assolutamente incustoditi, oppure utilizzati in maniera impropria dal personale addetto alla rilevazione. Nel caso in cui ritenessimo di avere ragione, e di aver subito una contravvenzione iniqua, cosa possiamo fare per evitarne le conseguenze? Innanzitutto,

I tribunali ricevono quotidianamente migliaia di ricorsi inerenti l’autovelox, che da quando è stato istituito continua a “mietere” vittime: i poveri, ignari automobilisti che, oltre al danno economico, si vedono decurtati anche dei punti sulla patente. Certo, questi dispositivi servono come deterrente per limitare la velocità sulla strade, ma più spesso ancora vengono utilizzati per rimpinguare le casse dei Comuni. Molti autovelox, infatti, sono lasciati assolutamente incustoditi, oppure utilizzati in maniera impropria dal personale addetto alla rilevazione.

Nel caso in cui ritenessimo di avere ragione, e di aver subito una contravvenzione iniqua, cosa possiamo fare per evitarne le conseguenze? Innanzitutto, la contestazione deve avvenire immediatamente, a meno che non ci si trovi in autostrada, superstrada o altri luoghi in cui è impossibile fermare il veicolo senza il rischio di causare pericolo alla circolazione. Quando appunto non è possibile effettuare una contestazione immediata, gli agenti che hanno rilevato l’infrazione hanno l’obbligo di specificare nel verbale la motivazione per la quale non hanno fermato il veicolo in oggetto. Alcuni tratti di strada possono essere dotati di un dispositivo autovelox a discrezione del Prefetto, perchè ad esempio sono particolarmente pericolosi, e quindi non è possible procedere alla contestazione immediata. Ma di questo dovrà essere sempre fatta menzione nel verbale che si riceve. Ma quando è possibile contestare la contravvenzione ricevuta?

Affinchè il verbale sia valido è necessario che riporti (oltre al modello e alla targa dell’automobile): la tipologia dell’apparecchio; la tollerabilità del dispositivo (espressa in percentuale); la verifica della funzionalità dello strumento; l’omologazione ministeriale per gli apparecchi automatici; la modalità di utilizzo degli apparecchi; il provvedimento del Prefetto che indica in quali strade non è possibile fermare il trasgressore. Ovviamente, se uno di questi punti che abbiamo elencato non è presente nel verbale non significa che possiamo stare tranquilli e stracciare via la multa. Ci sono i presupposti per inoltrare il ricorso, ma non vuol dire che questo venga accettato. Se siamo intenzionati seriamente a fare ricorso, non dobbiamo pagare la multa.

Possiamo ricorrere al Giudice di Pace, ma improrogabilmente entro 30 giorni dalla notifica. Il ricorso si presenta alla cancelleria del Tribunale del luogo in cui ricade anche l’Ente che ha proceduto alla notifica della multa. Si può presentare ricorso anche dinanzi al Prefetto, tramite istanza all’Autorità che ha rilevato la sanzione (Vigili Urbani, Polizia, Carabinieri), ma entro 60 giorni dalla notifica. Il ricorso può anche essere inoltrato attraverso raccomandata, scrivendo sulla busta l’apposita dicitura: “RICORSO AL PREFETTO”. Nel caso in cui il ricorso dinanzi al Prefetto venga rigettato, l’importo della violazione raddoppia.

Ma qualora il Prefetto respinga il ricorso (e deve farlo nel tempo massimo di 120 giorni), restano ancora 30 giorni per proporre ricorso contro questo provvedimento, dinanzi al Giudice di Pace. Per valutare se ci sono i presupposti per ricorrere, e la modalità più giusta per farlo, vi consiglio di farvi asssistere da un legale di un’Associazione di consumatori, che di sicuro ha molta esperienza in questo campo.

Una risposta

  1. mimmo

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