Se non c’è reale necessità, il medico può rifiutare il ricovero

La Corte di Cassazione è intervenuta recentemente ad annullare la doppia condanna per il reato di omissione di atti d’ufficio inflitta ad un medico (nella specie, un chirurgo), che si era rifiutato di ricoverare una paziente. I giudici sono stati abbastanza chiari in merito.  Il medico può legittimamente negare il ricovero di un paziente, se ritiene a giusta ragione che non ve ne sia necessità. Nella sentenza in oggetto, che è la n. 46152/2009, la Suprema Corte ha ribadito con fermezza che il ricovero è necessario (ed anche urgente) se ed in quanto esista un pericolo reale ed effettivo di

La Corte di Cassazione è intervenuta recentemente ad annullare la doppia condanna per il reato di omissione di atti d’ufficio inflitta ad un medico (nella specie, un chirurgo), che si era rifiutato di ricoverare una paziente. I giudici sono stati abbastanza chiari in merito.  Il medico può legittimamente negare il ricovero di un paziente, se ritiene a giusta ragione che non ve ne sia necessità.

Nella sentenza in oggetto, che è la n. 46152/2009, la Suprema Corte ha ribadito con fermezza che il ricovero è necessario (ed anche urgente) se ed in quanto esista un pericolo reale ed effettivo di conseguenze dannose per la salute dell’individuo. Solo in questo caso può ravvisarsi una responsabilità penale del medico che si rifiuta di concedere il ricovero. Nel caso in questione, il chirurgo si era visto condannato a quattro mesi di reclusione per non aver concesso il ricovero presso il reparto di “chirurgia” ad una donna colpita da coliche biliari.

La paziente era stata inizialmente visitata da un altro medico, il quale, preoccupato per le forti coliche, si era rivolto al chirurgo. Questi gli aveva risposto in modo brusco, dicendo che non era il caso si sovraccaricare la mole di lavoro con richieste di così poco conto, come quella riguardante la paziente. Quando il caso è arrivato davanti ai giudici della Corte di Cassazione, il verdetto è stato completamente diverso.

Il chirurgo è stato prosciolto con la motivazione che “il fatto non sussiste”. Secondo i giudici, infatti, il diniego di ricovero ospedaliero non può rientrare tra le fattispecie di “omissione di atti d’ufficio”, seppure espresso con modalità poco ortodosse e volgari da parte del medico. Piuttosto, l’antigiuridicità del reato consiste nel “rifiuto indebito di un atto di ufficio che va compiuto senza ritardo”. E questo, chiaramente, non si ravvisa nel caso in questione. Immaginate quanto dovrebbero essere capienti gli ospedali per metterci dentro tutti coloro che chiedono un ricovero, spesso sulla base di infondati allarmismi!

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