La Rete è piena di trappole per i “navigatori”

Aumentano i casi di vere e proprie truffe ai danni dei consumatori effettuate attraverso Internet. I cibernauti devono difendersi quotidianamente dalle false vendite, i dialers, i concorsi e le lotterie che promettono premi fantastici, e dallo spamming, fastidiosissima invasione di mail pubblicitarie o inutili nella casella di posta elettronica. I maghi della truffa ne sanno una più del diavolo. Quale migliore occasione dell’uso di Internet per incastrare gli utenti, la maggior parte dei quali è sprovveduta di fronte a questi strumenti diabolici? Prendiamo per esempio i “Dialers”, che sono programmi in grado di stabilire connessioni a numeri telefonici a pagamento

Aumentano i casi di vere e proprie truffe ai danni dei consumatori effettuate attraverso Internet. I cibernauti devono difendersi quotidianamente dalle false vendite, i dialers, i concorsi e le lotterie che promettono premi fantastici, e dallo spamming, fastidiosissima invasione di mail pubblicitarie o inutili nella casella di posta elettronica.

I maghi della truffa ne sanno una più del diavolo. Quale migliore occasione dell’uso di Internet per incastrare gli utenti, la maggior parte dei quali è sprovveduta di fronte a questi strumenti diabolici? Prendiamo per esempio i “Dialers”, che sono programmi in grado di stabilire connessioni a numeri telefonici a pagamento o internazionali, senza che ovviamente il malcapitato utente si accorga di nulla. O meglio, si accorge che qualcosa non va quando legge le cifre astronomiche della propria bolletta telefonica!

La legge stabilisce che i siti che utilizzano questi programmi hanno l’obbligo di comunicare all’utente che il servizio è a pagamento e i relativi costi. Ma la maggior parte di essi non lo fa, oppure lo fa in modo poco chiaro, in modo che l’utente non riesca bene a percepire l’informazione. Scaricare brani musicali per un’ora e mezza da un sito che utilizza tali programmi costerebbe la bellezza di 3 euro al minuto, per un totale di 270 euro! Da siti qualificati come “Imusic” di Libero e www.messaggeriedigitali.it il costo del servizio si dimezza.

La Corte di Cassazione è quindi intervenuta sull’argomento, stabilendo che, quando l’utente contesta gli addebiti ricevuti in bolletta al gestore Telecom, questa ha l’obbligo di fornirgli un dettagliato tabulato nel quale vengono riportate tutte le chiamate effettuate. Molti utenti, inoltre, lamentano il fatto che la Telecom abbia staccato la linea telefonica perché questi non hanno pagato bollette contenenti addebiti “illegali”. La Corte ha stabilito che la Telecom non dovrà staccare la linea, fino a quando non fornisce i tabulati delle chiamate agli utenti che ne facciano richiesta.

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