Onere della prova della Pubblica Amministrazione

Forse interesserà sapere al lettore che il principio di autorità della Pubblica Amministrazione ha subito un ridimensionamento anche ad opera di una recente sentenza del Consiglio di Stato (sez. VI sent. 2763/08). La citata sentenza segna un nuovo modo di considerare i rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione nei rapporti processuali.

L’illegittimità di un atto invocata dai privati costituisce da sola una presunzione di colpa per l’ente pubblico.

In passato, era ritenuto pacifico che gli atti della Pubblica Amministrazione anche in un contenzioso giudiziario, fossero garantiti da una presunzione di legittimità sulla considerazione che tali atti sono rivolti all’interesse pubblico.

La situazione ora è cambiata poiché le presunzioni ( intese come conseguenze che la legge o il giudice traggono da un fatto noto per risalire a uno ignoto) riguardano nello stesso modo sia l’atto amministrativo che l’atto di un privato.

Da ciò consegue che l’atto amministrativo non è più protetto dalla presunzione di legittimità e dunque non tutti gli atti amministrativi sono di per sé legittimi.  Sul piano processuale ciò vuol dire che anche la Pubblica Amministrazione deve provare i fatti che sono alla base della sua pretesa.

E così la ricordata  sentenza , attraverso una accurata motivazione,  ha affermato che il privato non deve produrre prove particolari per dimostrare la colpa della Pubblica Amministrazione. Infatti, a fronte di un atto illegittimo sarà la Pubblica Amministrazione che dovrà produrre le prove per dimostrare,  ad esempio,  l’errore scusabile.

In sostanza,  dinanzi al giudice la posizione della pubblica amministrazione  e del privato sono sullo stesso piano, affermandosi una sostanziale parità di posizioni nella produzione delle prove e nella loro valutazione.

Una risposta

  1. Cacciapuoti Pasquale

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