Cambio di operatore telefonico, è di nuovo caos

Il Garante delle Comunicazioni aveva adottato una procedura ultrarapida che garantiva un cambio di operatore in soli tre giorni. Ma una sentenza del Tar del Lazio di giugno ha annullato tale provvedimento, stabilendo che gli operatori possono chiedere “fino a 30 giorni di preavviso” all’utente che li vuole lasciare. Le conseguenze di ciò cominciano a farsi sentire dagli utenti. Il cliente che chiede di cambiare operatore telefonico mantenendo il proprio numero di cellulare, va incontro ora a nuove lungaggini da parte delle compagnie telefoniche. Queste, forti della pronuncia a loro favore emessa dal Tar del Lazio con sentenza n. 5769/09

Il Garante delle Comunicazioni aveva adottato una procedura ultrarapida che garantiva un cambio di operatore in soli tre giorni. Ma una sentenza del Tar del Lazio di giugno ha annullato tale provvedimento, stabilendo che gli operatori possono chiedere “fino a 30 giorni di preavviso” all’utente che li vuole lasciare. Le conseguenze di ciò cominciano a farsi sentire dagli utenti.

Il cliente che chiede di cambiare operatore telefonico mantenendo il proprio numero di cellulare, va incontro ora a nuove lungaggini da parte delle compagnie telefoniche. Queste, forti della pronuncia a loro favore emessa dal Tar del Lazio con sentenza n. 5769/09 depositata il 18 giugno 2009, spiegano al Garante le modalità di cambio. Tim ha per esempio specificato che chiamerà lei il cliente che vuole trasferirsi altrove, per avere conferma della sua volontà di andarsene. Se l’utente non darà conferma, allora Tim bloccherà il passaggio.

E lo bloccherà anche se il cliente risulta irreperibile, ovvero non si trova. Inoltre Tim, mentre chiede al cliente se vuole andare via, potrebbe fare una contro-offerta vantaggiosa per convincerlo a restare. Vodafone, dal canto suo, reclama chiarezza, pretendendo nuove e definitive regole sul trasferimento del cliente, al più presto, “entro un mese”.

Se questo chiarimento non arriverà, Vodafone darà seguito alla sentenza del Tar, e pretenderà l’osservanza del termine legale di preavviso, che è fissato nel termine di 30 giorni. Nel frattempo, la compagnia telefonica declina ogni responsabilità per gli eventuali ritardi che le persone subiranno nel lasciare Vodafone per trasferirsi ad un altro operatore telefonico.

Ma in questo clima di incertezza e caos, c’è una novità positiva per gli utenti ed i consumatori: il credito residuo della Sim potrà passare da un operatore all’altro, senza essere annullato, come accadeva prima. Dal credito residuo è sottratta una quota (da 1 a 1,6 euro) per i costi di gestione del passaggio. Vengono però annullati i crediti derivanti da autoricariche e bonus.

Per quanto riguarda invece la linea fissa (telefono e Adsl), da Novembre gli operatori saranno obbligati a effettuare il passaggio in 10 giorni. Da marzo, poi, l’utente riceverà un pin che comunicherà all’operatore che intende raggiungere. Serve per contrastare i casi in cui l’utente si è trasferito ad altro operatore senza averlo richiesto.

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