Un vademecum per i datori di lavoro, per fermare le “morti bianche”

Le regole per arginare il triste fenomeno delle “morti bianche” sono state redatte dalla Corte di Cassazione (quarta sezione penale) nella sentenza n. 27819 del 2009. Anche la giurisprudenza, e in particolare la Suprema Corte, interviene in maniera decisa in materia di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, con una serie di disposizioni che riguardano i compiti del datore di lavoro. Essendo questi titolare di una posizione di garanzia, deve istruire i lavoratori circa i rischi inerenti all’attività svolta, adottando nel contempo le opportune precauzioni e misure di sicurezza per evitare incidenti. Le misure di sicurezza così predisposte devono

Le regole per arginare il triste fenomeno delle “morti bianche” sono state redatte dalla Corte di Cassazione (quarta sezione penale) nella sentenza n. 27819 del 2009.

Anche la giurisprudenza, e in particolare la Suprema Corte, interviene in maniera decisa in materia di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, con una serie di disposizioni che riguardano i compiti del datore di lavoro. Essendo questi titolare di una posizione di garanzia, deve istruire i lavoratori circa i rischi inerenti all’attività svolta, adottando nel contempo le opportune precauzioni e misure di sicurezza per evitare incidenti.

Le misure di sicurezza così predisposte devono essere sempre controllate dal datore di lavoro, affinchè vengano costantemente osservate, e non trascurate, né tantomeno disapplicate. Il “capo” ha l’obbligo, inoltre, di controllare in maniera continua ed effettiva, che gli strumenti di lavoro vengano utilizzati correttamente, e che il processo di lavorazione si svolga senza alcun problema.

Nel caso specifico, preso in esame dalla Corte, un imprenditore è stato condannato per omicidio colposo, in quanto responsabile di aver provocato la morte di un suo dipendente. All’uomo gli si è addebitata sia la violazione delle norme in materia di infortuni sul lavoro, sia la circostanza di non aver diligentemente protetto la zona dell’incidente con le opportune misure di sicurezza, per non aver installato i segnali per garantire l’incolumità dei lavoratori, e per non aver fornito loro gli indumenti idonei, dotati per esempio di catarifrangenti.

D’ora in poi le norme saranno più severe per i datori di lavoro che non ottemperano agli obblighi previsti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Troppe morti assurde si sono susseguite, molte delle quali si potevano evitare, adottando le opportune misure di sicurezza, che la legge tra l’altro prescrive. Negligenza e trascuratezza delle norme non devono costare così caro, quanto la vita di una persona. Ci auspichiamo che sia da parte dei datori di lavoro, che dei lavoratori cresca la consapevolezza che il rispetto delle leggi in questo ambito sia assolutamente… vitale!

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