Cassazione, una sentenza sulle “insidie stradali”

Tombini, buche e lavori in corso sulla strada vanno sempre segnalati. Alla manutenzione, e relativa segnalazione devono provvedere gli enti preposti a questo. La Corte di Cassazione è intervenuta recentemente sul’argomento, con la sentenza 11709/2009. Segnalare le insidie presenti sulla carreggiata è un obbligo cui gli enti preposti alla manutenzione stradale non devono sottrarsi. Nel caso si verifichi un incidente, infatti, la responsabilità è da attribuirsi alla loro negligenza. Il caso sul quale la Corte ha emesso il verdetto riguarda un automobilista, incappato per due volte in un incidente avvenuto a Fiumicino, a causa di un tombino “fortemente sporgente dal

Tombini, buche e lavori in corso sulla strada vanno sempre segnalati. Alla manutenzione, e relativa segnalazione devono provvedere gli enti preposti a questo. La Corte di Cassazione è intervenuta recentemente sul’argomento, con la sentenza 11709/2009.

Segnalare le insidie presenti sulla carreggiata è un obbligo cui gli enti preposti alla manutenzione stradale non devono sottrarsi. Nel caso si verifichi un incidente, infatti, la responsabilità è da attribuirsi alla loro negligenza. Il caso sul quale la Corte ha emesso il verdetto riguarda un automobilista, incappato per due volte in un incidente avvenuto a Fiumicino, a causa di un tombino “fortemente sporgente dal suolo stradale” e per nulla segnalato.

I giudici di merito hanno attribuito all’automobilista la colpa esclusiva dell’avvenuto incidente, ritenendo che, a causa dell’elevata velocità, aveva investito un’auto parcheggiata all’interno del giardino antistante una abitazione. L’automobilista ha quindi esposto il suo ricorso in Cassazione.

I giudici della Suprema Corte, nell’esaminare la vicenda, sono andati oltre la considerazione dell’elevata velocità tenuta dal guidatore, evidenziando invece come il tombino sporgente e l’omessa segnalazione possano essere considerate la causa del sinistro. Se ci fosse stato un cartello che segnalava il pericolo, di sicuro il conducente avrebbe rallentato l’andatura, e ciò sarebbe bastato ad evitare l’incidente e le sue dannose conseguenze. Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza che abbiamo segnalato.

Ora si attende un nuovo processo, nel quale si dovrà tener conto della negligenza dell’ente che si occupa della manutenzione delle strade, per ravvisare un concorso di colpa a suo carico. Sono sempre più numerose le cause che riguardano, per esempio, le buche disseminate sulle strade. La casistica è varia, così come diversa è l’entità dei danni risarcibili.

2 Commenti

  1. D.ssa Cristiana Lenoci
  2. sergio

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