Niente più esame di Stato per commercialisti ed avvocati?

Le conseguenze della proposta di legge delega concepita dal ministero dell’Economia ed esaminata nei giorni scorsi a Palazzo Chigi andrebbero ad incidere in modo rilevante sugli Ordini professionali di avvocati e commercialisti. Si tratta di una proposta di legge che va ben oltre il decreto legge Bersani sulla liberalizzazione delle professioni, poiché stabilisce l’abolizione dell’esame di Stato per avvocati e commercialisti.

E mentre il Guardasigilli Alfano è intervenuto a rassicurare gli Ordini sulla necessità di semplificare l’accesso agli Albi tramite norme specifiche, la bozza in questione è “misteriosamente” scomparsa dalla seduta tenutasi a Palazzo Chigi.

Accedere alle professioni di avvocato e commercialista previo tirocinio e senza superare alcun esame di Stato. E’ questa la novità principale stabilita nella bozza di proposta presentata qualche giorno fa dal ministero dell’Economia, cui si aggiunge anche la soppressione delle incompatibilità delle relative professioni con quella di giornalista professionista e con lo svolgimento di attività di tipo commerciale.

Tali novità sono state accolte con grande entusiasmo da parte dei giovani in procinto di laurearsi, ma un po’ meno dai professionisti affermati e dai relativi Ordini.

Entro un anno dall’entrata in vigore della legge il Governo è tenuto ad adottare uno o più decreti per stabilire la variazione delle tariffe fisse o minime degli Ordini, ed una serie di altre cose. Per esempio, abolire il divieto per gli iscritti a tali Ordini di utilizzare la pubblicità per motivi di decoro e dignità professionale, riservando agli Ordini stessi la valutazione circa eventuali casi motivati e concreti.

Sono inoltre previste alcune misure agevolative per consentire ai giovani di cominciare il tirocinio già durante l’università e sostenere la loro contribuzione previdenziale. Già, nel 2006, all’indomani dall’entrata in vigore del “decreto Bersani”, erano scesi in piazza circa 50 mila professionisti per chiedere un ridimensionamento dei poteri attribuiti agli Ordini professionali.

Il presidente dell’Ordine dei commercialisti, Claudio Siciliotti, teme che una misura del genere possa semplificare l’accesso a due professioni già troppo inflazionate. Inoltre, l’esame di Stato è previsto dalla nostra Carta Costituzionale, all’art. 13. Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, invece, dichiara che tale norma costituirebbe una palese violazione dell’art. 33 della Costituzione. Ora si attende l’intervento chiarificatore del ministro Alfano su questo spinoso argomento. Intanto vi chiedo: cosa ne pensate?

Vi sembra giusto abolire l’esame di Stato per accedere alle professioni di avvocato e commercialista? Aspettiamo i vostri commenti!

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