Linea telefonica staccata: il giudice propone l’uso del cellulare

La Confconsumatori di Pisa si è trovata a dover risolvere un caso alquanto particolare: un’associata ha subito il distacco della linea fissa del telefono e, in seguito alle sue ripetute proteste, il giudice ha pensato bene di proporle l’uso del telefono cellulare, oppure la possibilità di appoggiarsi ad altri gestori.

A detta del Responsabile dello Sportello di Confconsumatori di Pisa, Giovanni Longo, l’equiparazione posta dal giudice cautelare tra il telefono fisso e quello mobile non regge assolutamente, in quanto quest’ultimo non può sostituire il primo, sia perché il segnale non è sempre forte e presente, sia perché non esiste un elenco telefonico sul quale poter rintracciare il titolare in base al numero di cellulare.

Inoltre, il cliente può decidere in base ad esigenze di privacy, di non divulgare il numero di cellulare a chiunque, volendolo riservare solo alle persone a lui più vicine.

L’associata era abbonata da diversi anni alla compagnia telefonica e aveva sempre puntualmente pagato le bollette ricevute, anche perché, vivendo da sola, il telefono fisso era indispensabile per essere contattata da chiunque volesse. Nonostante ciò, la compagnia telefonica ha deciso di sospendere il servizio. Immediato è stato il ricorso d’urgenza (ex art. 700 c.p.c.) con la richiesta di immediata riattivazione del servizio.

Durante l’udienza, il giudice ha chiesto alla ricorrente se possedeva un telefono cellulare, e naturalmente questa ha risposto affermativamente. Il giudice ha rigettato la richiesta in maniera del tutto inaspettata, con la motivazione che dalle fatture emergevano gravi indizi circa la conclusione del contratto e del regolare adempimento delle obbligazione da parte della ricorrente.

Questa insomma avrebbe dichiarato al giudice di possedere un telefono cellulare e per questo non si è ravvisata la presenza di un pregiudizio “grave ed irreparabile”. Inoltre, secondo il giudice, la ricorrente aveva effettuato poche telefonate in uscita e il regime di mercato da la possibilità di rivolgersi ad un altro gestore di telefonia fisso.

A questo punto la Confconsumatori ha impugnato l’ordinanza del giudice facendo presente che la ricorrente aveva bisogno del telefono fisso per avere maggiore stabilità nella ricezione, che utilizzava il telefono cellulare soltanto per esigenze private e che non voleva comunicare il numero a chiunque.

Il Collegio intervenuto successivamente ha dato ragione all’associazione dei consumatori, il reclamo è stato accolto e la compagnia telefonica ha dovuto provvedere all’immediato riallaccio della linea.

Il possesso di un cellulare non esclude il pregiudizio per la ricorrente, che in tutti questi anni era solita essere rintracciata tramite telefono fisso, e che avrebbe subito un grave danno ricorrendo ad un altro gestore, essendo costretta a cambiare numero telefonico.

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