Contravvenzione arbitraria, va risarcito anche lo stress

Singolare pronuncia della Suprema Corte, che condanna la società comunale che gestisce “le strisce blu” di Palermo a risarcire lo stress subito da una donna (peraltro incinta) alla quale i vigili avevano prelevato la macchina con il carro attrezzi. Questa la vicenda sulla quale si è pronunciata la seconda sezione civile della Corte di Cassazione. Una donna palermitana, in stato interessante, aveva parcheggiato la propria autovettura in divieto di sosta, e per questo, al suo ritorno, aveva trovato che era stata rimossa con il carro attrezzi dai vigili. La donna si era messa alla ricerca dell’auto, e questo le aveva

Singolare pronuncia della Suprema Corte, che condanna la società comunale che gestisce “le strisce blu” di Palermo a risarcire lo stress subito da una donna (peraltro incinta) alla quale i vigili avevano prelevato la macchina con il carro attrezzi.

Questa la vicenda sulla quale si è pronunciata la seconda sezione civile della Corte di Cassazione. Una donna palermitana, in stato interessante, aveva parcheggiato la propria autovettura in divieto di sosta, e per questo, al suo ritorno, aveva trovato che era stata rimossa con il carro attrezzi dai vigili. La donna si era messa alla ricerca dell’auto, e questo le aveva provocato un notevole stress. Il giudice di Pace di Palermo, a cui la donna ha inoltrato il ricorso, non solo ha annullato la multa, ma ha anche disposto il rimborso, da parte della società municipale che gestisce le strisce blu (Amat) e del Comune di Palermo, il rimborso delle spese per il recupero dell’auto rimossa.

Ma la donna, che ha raccontato in un esposto dettagliato lo stress che aveva subito per la ricerca dell’auto rimossa illegittimamente dai vigili, è riuscita ad ottenere anche un risarcimento di 200 euro proprio per tale stato di agitazione in cui era stata messa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società municipale Amat, e la motivazione alla base del diniego sicuramente è destinata a “fare scuola”. Lo stato di stress provocato dalla rimozione del veicolo si giustifica alla luce della “comune esperienza”. Si fa riferimento, insomma, alla quotidianità del cittadino, che soprattutto al Sud viene ampiamente condizionata dalla burocrazia. La sentenza della Corte di Cassazione cui si fa riferimento è la n.6712.

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