21 Marzo: in vigore la conciliazione obbligatoria

Da domani in poi, prima di adire il giudice ordinario, in caso di controversie inerenti il settore civile si ha l’obbligo di tentare una conciliazione tra le parti attraverso l’intervento di un mediatore autorizzato dal Ministero della Giustizia. E’ entrata in vigore la legge che trasforma questo sistema da facoltativo ad obbligatorio, e che punta a raggiungere un accordo stragiudiziale tra le parti per evitare le lungaggini del giudizio e i costi esosi della giustizia stessa. E’ in atto una vera e propria “rivoluzione” nel campo della giustizia civile, e presto tutti i cittadini se ne renderanno conto. La novità

Da domani in poi, prima di adire il giudice ordinario, in caso di controversie inerenti il settore civile si ha l’obbligo di tentare una conciliazione tra le parti attraverso l’intervento di un mediatore autorizzato dal Ministero della Giustizia. E’ entrata in vigore la legge che trasforma questo sistema da facoltativo ad obbligatorio, e che punta a raggiungere un accordo stragiudiziale tra le parti per evitare le lungaggini del giudizio e i costi esosi della giustizia stessa.

E’ in atto una vera e propria “rivoluzione” nel campo della giustizia civile, e presto tutti i cittadini se ne renderanno conto. La novità riguarda l’entrata in vigore della legge che stabilisce l’obbligatorietà della conciliazione, un metodo di risoluzione delle controversie che consente di trovare un accordo tra le parti in modo amichevole e concorde, senza arrivare davanti al giudice. Il conciliatore potrà essere un medico, un ex giudice di pace, un avvocato. Stando a quello che dice la legge, potranno diventare mediatori di controversie in materia civile tutti i laureati iscritti ad un ordine professionale o ad un collegio, che abbiano seguito un corso specifico di perfezionamento della durata di 50 ore, organizzato dagli appositi organismi di mediazione autorizzati dal Ministero della Giustizia.

Il mediatore è un professionista assolutamente neutrale ed imparziale, che deve essere in grado di conquistare la fiducia delle parti e gestire la negoziazione tra loro, giungendo ad un accordo che soddisfi i reciproci interessi. Le materie che rientrano nella conciliazione obbligatoria sono tante, e tutte di estremo rilievo sociale: le successioni ereditarie, il condominio, le locazioni, i patti di famiglia, i comodati, la responsabilità medica, i contratti bancari ed assicurativi, gli affitti di azienda, la diffamazione, la responsabilità civile derivante dalla circolazione stradale. Se le parti arrivano davanti al giudice senza aver prima esperito il tentativo di conciliazione, sarà questo ad assegnare alle parti l’obbligo di inoltrare la domanda fissando un termine di 15 giorni.

Una grande mole di contenzioso arriverà presto sulla scrivania del conciliatore, una nuova figura professionale che aiuterà la giustizia a snellire le procedure e ad avvicinarsi ai più efficienti sistemi europei, che già da molto tempo applicano tali modalità di risoluzione delle controversie. D’altro canto, è stato proprio il comitato del Consiglio dei Ministri d’Europa ad invitare le autorità italiane a prendere atto e risolvere l’annoso problema della lungaggine dei processi, sottolineando come i ritardi della giustizia mettano in serio pericolo il rispetto della legge e la sua supremazia.

Immagine tratta da nuke.serviziprofessionali.org

6 Commenti

  1. D.ssa Cristiana Lenoci
  2. gianfranco
  3. D.ssa Cristiana Lenoci
  4. Domenico Bogliolo
  5. Carmine
  6. Renato Pacini

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