La multa? Se non la paghi, lavori!

Dalla Regione Toscana arriva una originale proposta che sta suscitando interesse e dibattiti. Chi compie un illecito amministrativo può scegliere se pagare la sanzione pecuniaria, oppure svolgere delle attività “socialmente utili”, retribuite a 20 euro all’ora. Qual è la vostra opinione al riguardo? Se il Consiglio regionale dà la sua approvazione, potrebbe presto diventare realtà la proposta del vicepresidente della Regione Toscana di offrire un’alternativa a chi compie un’infrazione: o pagare la multa, oppure rimboccarsi le maniche. Anziché sborsare i soldi della multa, l’automobilista che infrange il codice della strada potrebbe, per esempio, essere adibito ad una mansione “socialmente utile”.

Dalla Regione Toscana arriva una originale proposta che sta suscitando interesse e dibattiti. Chi compie un illecito amministrativo può scegliere se pagare la sanzione pecuniaria, oppure svolgere delle attività “socialmente utili”, retribuite a 20 euro all’ora. Qual è la vostra opinione al riguardo?

Se il Consiglio regionale dà la sua approvazione, potrebbe presto diventare realtà la proposta del vicepresidente della Regione Toscana di offrire un’alternativa a chi compie un’infrazione: o pagare la multa, oppure rimboccarsi le maniche. Anziché sborsare i soldi della multa, l’automobilista che infrange il codice della strada potrebbe, per esempio, essere adibito ad una mansione “socialmente utile”.

Si potrà scegliere di rifare i letti ai pazienti negli ospedali, pulire i giardini pubblici, aiutare le persone anziane e i disabili, dipingere le mura di una scuola, ecc. Per ogni ora di lavoro viene abbuonata 20 euro alla contravvenzione che è stata “evitata”. Che non è poco, visto che a fine mese il gruzzolo ammonterebbe a circa 3800 euro… Una cifra ragguardevole, in questi tempi di crisi!

Ma il provvedimento, che in teoria vorrebbe eliminare ogni discriminazione tra ricchi e poveri, visto che la stessa multa può avere un’incidenza diversa a seconda del patrimonio del multato, in realtà non convince troppo. Ecco la motivazione. Chi ha i soldi, infatti, preferirà pagare la classica multa, senza avere altri pensieri. Chi invece non ne ha, oppure non ha un lavoro o l’ha perduto, potrebbe trovarsi costretto a svolgere qualsiasi mansione, anche quelle maggiormente esposte alla “pubblica riprovazione”.

Si aggiungerebbe insomma, al danno la beffa. Ci chiediamo allora se non sia meglio rendere obbligatoria (almeno in parte) l’espiazione della “colpa” tramite lavori socialmente utili, piuttosto che lasciare del tutto aperta la facoltà di scelta. A questo proposito, vorremmo suscitare i vostri commenti sull’argomento, che naturalmente pubblicheremo sul blog. E intanto attendiamo la decisione del Consiglio regionale toscano.

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