Etica medica: obbligo di informare il paziente

Il paziente deve essere in grado di esprimere un consenso valido e corretto circa la terapia che gli viene proposta. A tal proposito, è stata emessa una sentenza della terza sezione civile della Corte di Cassazione (n. 2354 del 02/02/2010), che sancisce l’obbligo, da parte del medico, di fornire al paziente informazioni valide e corrette circa lo stato di salute ed eventuali rischi cui potrebbe andare incontro. Questo obbligo non è soggetto ad alcuna valutazione discrezionale, quindi può comprendere sia elementi di tipo diagnostico che di tipo prognostico. L’obbligo di informare il paziente in maniera completa ed esaustiva è prescritto

Il paziente deve essere in grado di esprimere un consenso valido e corretto circa la terapia che gli viene proposta. A tal proposito, è stata emessa una sentenza della terza sezione civile della Corte di Cassazione (n. 2354 del 02/02/2010), che sancisce l’obbligo, da parte del medico, di fornire al paziente informazioni valide e corrette circa lo stato di salute ed eventuali rischi cui potrebbe andare incontro. Questo obbligo non è soggetto ad alcuna valutazione discrezionale, quindi può comprendere sia elementi di tipo diagnostico che di tipo prognostico.

L’obbligo di informare il paziente in maniera completa ed esaustiva è prescritto dal codice di deontologia medica. Si tratta di una regola molto importante, poiché consente al paziente di farsi un’idea precisa e veritiera del proprio stato di salute e delle eventuali patologie che potrebbero in futuro manifestarsi. In questo modo il paziente può dare il suo pieno consenso ad eseguire il programma diagnostico previsto per impedire l’evoluzione di eventuali malattie. L’obbligo del medico è un elemento integrativo del contratto di prestazione professionale, quindi possiede rilevanza giuridica.

La violazione di tale obbligo di informazione rappresenta una violazione di diritti inviolabili e fondamentali della persona, in particolare quello della libertà personale. Un professionista che svolge con scrupolo il suo lavoro non può assolutamente esimersi da tale obbligo, altrimenti se ne ravvisa una negligenza nell’esecuzione della prestazione. Ricordiamo qui di seguito alcuni valori che devono essere applicati nell’etica medica:
– beneficenza: un buon medico deve sempre agire tenendo conto del miglior interesse del paziente;
– autonomia: ogni paziente può liberamente decidere se portare avanti il trattamento proposto o rifiutare;
– non malvagità: non si agisce assolutamente per provocare nocumento;
– dignità: il paziente ha un diritto sacrosanto cui non può rinunciare: la dignità;
– sincerità ed onestà: devono essere i valori capisaldi della professione medica ( il consenso informato di cui abbiamo parlato prima);
– giustizia: necessitano uguaglianza ed equità nella distribuzione delle risorse sanitarie, soprattutto dove queste scarseggiano.

2 Commenti

  1. D.ssa Cristiana Lenoci
  2. egidio scala

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