Contagi da sangue infetto: ribadita la responsabilità sin dagli anni 60/70.

La Cassazione ribadisce: il Ministero è responsabile dagli anni 60 per i contagi da sangue infetto.

La Cassazione interviene nuovamente sui limiti temporali della responsabilità ministeriale per tutti i contagi da sangue infetto, a seguito di emotrasfusioni o vaccinazioni obbligatorie.

Il Ministero della Salute continua a contestare la propria responsabilità (ne sono testimone nei miei giudizi), per essere stati approntati, i tests identificativi dei virus, -ricordiamo i numerosi contagi da HBV, HIV e HCV- solo successivamente ai fatti.

Ebbene, dopo le decisioni delle Sezioni Unite, la Cassazione ribadisce un principio ormai più che consolidato: il Ministero deve rispondere per tutti i contagi ed i decessi a seguito di contagio, a far data dagli anni 60/70.

Alla base del detto principio, fonti normative più che chiare ed inopinabili.

E’ quanto ribadisce la terza sezione della Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 9315 dello scorso 20 aprile 2010.

 “… in materia di colpa professionale e di nesso di causalità per il contagio derivato dalla trasfusione di sangue infetto, è ius receptum (S.U. un. 576, 581, 582 e 584/2008) che già a decorrere dagli anni ’60/’70 sussistevano obblighi normativi (L. n. 592 del 1967; D.P.R. n. 1256 del 1971, che all’art. 44, prescriveva di controllare se il donatore di sangue era stato affetto da epatite virale vietandone in tal caso la trasfusione ad altri; L. n. 519 dei 1973; L. n. 833 del 1973) di controlli volti ad impedire la trasmissione di malattie mediante il sangue infetto- ed infatti, già a decorrere dalla metà degli anni ’60 erano esclusi dalla possibilità di donare il sangue  coloro i cui valori delle transaminasi e delle GPT – indicatori della funzionalità epatica – erano alterati rispetto ai ranges prescritti – già a partire dalla data di rilevazione diagnostica dell’epatite B – 1973 – era obbligatoria la ricerca della presenza dell’antigene 3 in ogni singolo campione di sangue o plasma.

Era dunque obbligatorio, secondo le leges artis, anche all’epoca della trasfusione praticata alla …., per il medico e la struttura sanitaria ove egli operava, essendo indubbio il connotato di pericolosità insito nella trasfusione del sangue- S.U. 576 e 582/2008 – assumere la relativa decisione con attenzione e prudenza, scegliendo tra il fare ed il non fare in base all’esistenza o meno della necessità per le condizioni della paziente e non della mera opportunità discrezionale.”

9 Commenti

  1. Avv. Mary Corsi
  2. marilena
  3. Avv. Mary Corsi
  4. lilly
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  7. Vincenzo
  8. Avv. Mary Corsi
  9. lucia

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