Cane dietro alle sbarre: l’obbligo di custodia permane

Il padrone di un cane che si trovi dietro un recinto e provochi comunque un danno a terzi è chiamato a risponderne penalmente. Il fatto che l’animale sia in un recinto non esime il proprietario dall’obbligo di custodirlo affinché non provochi alcun danno a cose e persone. Nel caso in oggetto, il cane, pur essendo chiuso, era riuscito comunque ad aggredire una donna attraverso le sbarre. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di primo grado, che era stata invece rigettata dalla Corte d’Appello. La sentenza della Suprema Corte (n. 20054/2010) non lascia spazio ad alcun dubbio

Il padrone di un cane che si trovi dietro un recinto e provochi comunque un danno a terzi è chiamato a risponderne penalmente. Il fatto che l’animale sia in un recinto non esime il proprietario dall’obbligo di custodirlo affinché non provochi alcun danno a cose e persone. Nel caso in oggetto, il cane, pur essendo chiuso, era riuscito comunque ad aggredire una donna attraverso le sbarre. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di primo grado, che era stata invece rigettata dalla Corte d’Appello.

La sentenza della Suprema Corte (n. 20054/2010) non lascia spazio ad alcun dubbio interpretativo: il padrone deve rispondere degli eventuali danni provocati dal suo cane anche se questo si trova chiuso in un recinto. Nel caso di specie, il cane, che era stato messo a guardia di un cantiere, secondo i giudici non era stato chiuso nel modo giusto, visto che era riuscito comunque ad infilare la testa tra le feritoie ed aveva aggredito una donna che passava di là per caso.

E questo vale anche se l’animale non rientra tra le categorie definite “pericolose” dal decreto ministeriale, come in questo caso. Il padrone dovrà fornire la prova che non vi sia stata negligenza da parte sua nella custodia del cane, e che la recinzione del cantiere sia stata ben segnalata con gli opportuni divieti di parcheggio e di passaggio agli estranei.

Secondo la Corte è indispensabile valutare che la recinzione sia stata chiusa nel modo più corretto, perché altrimenti vi si ravvisa la responsabilità di chi non l’ha chiusa come si doveva, consentendo al cane di riuscire a sporgersi e provocare dei danni. Ancora una sentenza sull’obbligo di custodia degli animali, che spesso sono protagonisti di episodi poco piacevoli.

Basterebbe un po’ più di accortezza da parte di chi possiede un animale, e una maggiore tolleranza da parte di chi ne viene a contatto. Ricordiamoci tutti che se decidiamo di avere un animale domestico siamo responsabili della loro ed altrui incolumità. Sempre e dovunque.

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