Nozze tra omosessuali: la Corte Costituzionale dice no!

No alle nozze Gay.

 

riceviamo e pubblichiamo questo contributo a cura dell’avv. Pietro Luca Raciti

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 138/2010, ha dichiarato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento “inammissibili” per una parte e “infondate” per l’altra.

La questione sottoposta al vaglio di costituzionalità concerneva la presunta illegittimità delle vigenti disposizioni legislative nella parte in cui non consentono, alle persone dello stesso sesso, di contrarre matrimonio tra loro.

La Corte ha motivato il diniego alle nozze gay affermando che il vincolo matrimoniale non è suscettibile di interpretazioni creative.

Secondo la Corte è vero che nel nostro ordinamento è assente una apposita normativa rivolta a dettare una qualche disciplina alle unioni tra persone dello stesso sesso, ma ciò non giustifica un intervento diretto della Corte atto a colmare il vuoto normativo (tramite una cd. sentenza additiva).

In particolare, la Corte ricorda che il matrimonio e la famiglia sono concetti dotati della duttilità propria dei principi costituzionali (vanno interpretati tenendo conto della evoluzione del costume sociale), pur tuttavia non possono essere intesi in modo da modificare il nucleo della norma a tal punto da includervi fattispecie estranee alla volontà del Costituente.

Posto che i costituenti, riferendosi all’istituto matrimoniale, avevano in mente quello definito dal codice del 1942 (matrimonio tra coniugi di sesso diverso), una diversa interpretazione sarebbe creativa, ovvero creerebbe una disposizione diversa da quella posta nella Costituzione.

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