Entra in vigore l’obbligo di mediazione nelle cause civili.

Entra in vigore l’obbligo di mediazione.

Nella Gazzetta Ufficiale del 5 marzo u.s. è stato pubblicato il decreto legislativo 4 marzo 2010, n .28 di <attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali>.

Da oggi in poi, prima di procedere ad instaurare un procedimento civile, sarà obbligatorio esperire una mediazione. Solo per alcune materie la mediazione sarà obbligatoria, pena l’improcedibilità del procedimento giudiziale, mentre per altre materie sarà facoltativa.

Il decreto è entrato in vigore lo scorso 20 marzo.

L’art. 4,3o comma del d.lgs. n .28/2010 dispone che: <<all’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l’avvocato e l’assistito è annullabile. Il documento che contiene l’informazione è sottoscritto dall’assistito e deve essere allegato all’atto introduttivo dell’eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma I, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione>>.

L’esperimento del tentativo di mediazione diverrà obbligatorio dopo 12 mesi dall’entrata in vigore della norma.

 I procedimenti per cui sarà obbligatoria la mediazione sono: controversie relative a diritti disponibili in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Sono previste, inoltre, agevolazioni fiscali  a favore di quanti facciano ricorso al procedimento di mediazione. Ed in particolare:

ai sensi dell’art. 17, 2″ comma, <tutti gli atti, documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura>. Ai sensi del 3o comma della medesima disposizione, <il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente>;

ai sensi del 5o comma della medesima disposizione <quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato>:

ai sensi dell’art. 20, 1o comma <alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro cinquecento, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta e’ ridotto della metà>.

Il documento che contiene l’informazione deve essere sottoscritto dall’assistito e deve essere allegato all’atto introduttivo del giudizio.

2 Commenti

  1. Avv. Mary Corsi
  2. Giovanna Cersosimo

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