Affidamento dei minori: il giudice deve ascoltarli

La Corte di Cassazione (Sezioni Unite Civili) ha stabilito, nella sentenza n. 22238/2009, che il giudice designato a decidere circa l’affidamento di un minore, ha l’obbligo di ascoltarlo, a meno che questo possa arrecargli un danno, oppure si dimostri che lo stesso abbia difficoltà di discernimento. I giudici della Suprema Corte confermano ciò che si trova scritto nella Convenzione di Strasburgo, e che è stato ratificato in una legge nazionale, la legge n.54 del 8 Febbraio 2006. L’audizione del minore di fronte al giudice chiamato a decidere dell’affidamento è prevista anche dall’art.12 della Convenzione dei diritti del fanciullo, stilata a

La Corte di Cassazione (Sezioni Unite Civili) ha stabilito, nella sentenza n. 22238/2009, che il giudice designato a decidere circa l’affidamento di un minore, ha l’obbligo di ascoltarlo, a meno che questo possa arrecargli un danno, oppure si dimostri che lo stesso abbia difficoltà di discernimento. I giudici della Suprema Corte confermano ciò che si trova scritto nella Convenzione di Strasburgo, e che è stato ratificato in una legge nazionale, la legge n.54 del 8 Febbraio 2006.
L’audizione del minore di fronte al giudice chiamato a decidere dell’affidamento è prevista anche dall’art.12 della Convenzione dei diritti del fanciullo, stilata a New York nel 1991. In questo documento, scritto a favore dell’infanzia, si riconosce al minore il preciso diritto di esprimere in maniera libera le proprie opinioni, su qualsiasi circostanza che possa riguardarlo, e quindi di essere ascoltato durante i procedimenti giudiziari o amministrativi nei quali si trovi coinvolto.

Ogni decisione che coinvolga la persona del minore deve necessariamente tenere conto della loro opinione al riguardo. Nel caso specifico, il giudice è tenuto ad informare il minore circa le istanze provenienti dai genitori, dopo averli consultati e messi al corrente riguardo le decisioni da emettere, sotto qualsiasi forma, anche di decreto. Se le audizioni, per i contenuti o le modalità con le quali vengono svolte, possono in qualche modo ledere gli interessi personali del minore, devono essere vietate.

Come in ogni legge e statuizione che si rispetti, l’interesse dei minori è sempre primario rispetto a qualsiasi altro. Ogni circostanza che riguardi i minori e che tocchi la loro personalità ancora fragile e incompiuta, deve essere verificata e salvaguardata. Allo stesso modo, il giudice procederà all’audizione con la massima delicatezza possibile, in modo da non turbare minimamente il minore, ma acquisendo comunque le informazioni che reputa più importanti ai fini della giusta decisione da prendere (rapporti con i genitori, carattere del minore, reazioni emotive, ecc.)

Una risposta

  1. raffaele

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