Carichi pendenti? Il lavoratore va assunto e risarcito. Poste Italiane condannata

L’esistenza di carichi pendenti non giustifica la mancata assunzione. E’ dovuto anche il risarcimento danni. Poste Italiane condannata.   Già con sentenza del 2012, il Tribunale di Roma, sez Lavoro, sull’illegittima mancata assunzione a tempo indeterminato di un ex CTD, a causa della sussistenza di carichi penali pendenti, rilevava come non “può condividersi la prospettazione delle Poste secondo la quale avrebbe un potere discrezionale di non procedere all’assunzione nel caso di mera pendenza di un procedimento penale poiché l’esibizione del certificato penale (dal quale peraltro risultava “Nulla”) può ritenersi al più richiesta al fine di verificare l’insussistenza di sentenze di

L’esistenza di carichi pendenti non giustifica la mancata assunzione. E’ dovuto anche il risarcimento danni.

Poste Italiane condannata.

 

Già con sentenza del 2012, il Tribunale di Roma, sez Lavoro, sull’illegittima mancata assunzione a tempo indeterminato di un ex CTD, a causa della sussistenza di carichi penali pendenti, rilevava come non “può condividersi la prospettazione delle Poste secondo la quale avrebbe un potere discrezionale di non procedere all’assunzione nel caso di mera pendenza di un procedimento penale poiché l’esibizione del certificato penale (dal quale peraltro risultava “Nulla”) può ritenersi al più richiesta al fine di verificare l’insussistenza di sentenze di condanna passate in giudicato per reati incompatibili con l’instaurando rapporto di lavoro.”.

Disponeva, quindi, l’immediata assunzione a tempo indeterminato del lavoratore, ma non riconosceva il risarcimento del danno.

Poste Italiane proponeva appello e la Corte di Appello di Roma lo respingeva totalmente, accogliendo, invece, l’appello incidentale avanzato dal nostro studio, condannandola anche al risarcimento dei danni: