Sms indesiderati: è violenza privata

Se il contenuto dei messaggini inviati con il cellulare è tale da costituire una violenza morale nei confronti di chi li riceve, ora si rischia la condanna per “violenza privata”. La Cassazione è intervenuta duramente nei confronti di chi invia sms indesiderati. La sentenza in oggetto è la n. 31758/2009.

Chi è vittima di continui messaggini indesiderati dal contenuto molesto da oggi può stare tranquillo, perché il suo “persecutore” avrà quello che si merita: una vera e propria condanna per “violenza privata”, in base a quanto stabilito nell’art. 610 del codice penale.

I giudici della quinta sezione penale, nel caso di specie, hanno configurato molto più che una semplice molestia. Il caso riguarda un uomo che inviava sms al marito della sua amante, cercando di farlo desistere dal tornare con sua moglie. Oltre a ciò, l’uomo è stato anche condannato perché  cercava di indurre la sua amante con le minacce a riprendere la relazione con lui, ricattandola anche di diffondere i video in cui i due avevano un rapporto sessuale.

L’uomo ha inoltrato ricorso in Cassazione, sostenendo che gli sms non potevano integrare gli estremi di una violenza privata. Ma la Corte lo ha respinto, evidenziando invece che il contenuto degli sms costituisce una chiara condotta di violenza privata ai danni del marito della donna, e di violenza morale ai danni di quest’ultima. Gli sms possono costituire una valida prova anche in una causa di divorzio.

Ma non ancora in Italia. Lo ha stabilito, infatti, la Corte di Cassazione francese. La pronuncia è alquanto interessante, poiché costituisce una deroga al principio dell’inviolabilità della corrispondenza. Nel caso di specie, infatti, la donna aveva letto i messaggini all’insaputa del marito, scoprendo che l’uomo la tradiva. Certo la donna ha violato l’intimità del marito, leggendo di nascosto la sua corrispondenza telefonica. La Corte ha comunque evidenziato che se violazione c’è stata, comunque è priva di “violenza o frode”. Mi chiedo se arriveremo a questo anche nel nostro Paese, dove vige una legge sulla privacy spesso disattesa in vari modi.