Responsabilità delle società di rating: quale giurisdizione?

Rileva il luogo in cui è avvenuta la lesione. Nel caso si volesse agire per il risarcimento dei danni contro una società di rating che abbia attribuito ai titoli un rating superiore rispetto a quello reale, in maniera da indurre gli investitori ad acquistare tali titoli, ovvero per il tardivo declassamento del rating degli stessi, così da impedire una rapida operazione di disinvestimento per limitare le perdite, a quale giurisdizione rivolgersi?

Intervengono, in materia, le Sezioni Unite della Suprema Corte dei Cassazione, che, con ordinanza n. 8076 del 22 maggio 2012, richiamando gli orientamenti già espressi dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea, evidenziano come: “l’articolo 5, n. 3, del Regolamento CE n. 44 del 2011 (il quale stabilisce che il criterio di collegamento per individuare la giurisdizione in materia di illeciti civili dolosi o colposi nel “luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire”) va interpretato nel senso che per tale luogo deve intendersi quello in cui è avvenuta la lesione del diritto della vittima, senza avere riguardo al luogo dove si sono verificate o potranno verificarsi le conseguenze future di tale lesione”.

Nel caso di specie, gli ermellini hanno dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano in un’azione proposta da alcune società italiane contro una agenzia di rating per l‘acquisto, effettuato all’estero, di azioni di una società particolarmente sopravvalutata.

Nella promozione di tale azione risarcitoria, le ricorrenti società avevano richiesto che venisse dichiarata la competenza della magistratura italiana, all’uopo richiamando l’art. 5, n.3 del Reg. CE n.44/2001 che, in materia di illeciti civili dolosi o colposi, prevede che competente è la giurisdizione del giudice del luogo in cui è avvenuto il danno; danno che, nel caso specifico, era costituito dall’aver effettuato l’investimento nel luogo in cui i titoli sono stati registrati in favore dei titolari, risultato poi, sin dall’origine, sprovvisto di valore.

Tale danno sarebbe consistito nella perdita di valore dei titoli e mancata vendita degli stessi, e si sarebbe verificato in Italia, dove i titoli erano collocati.

La Cassazione, però, boccia l’azione rilevando, al riguardo, come non abbia importanza se la banca depositaria dei titoli ha sede in Italia, e nemmeno il luogo ove si trovi l’agenzia di rating, ma esclusivamente “il luogo in cui è avvenuta la pretesa lesione”, dunque il danno economico dei ricorrenti, che “è quello in cui i titoli sono stati acquistati ad un valore superiore all’effettivo.”.

In questo caso, dovrà essere preso in considerazione il luogo in cui sono stati acquistati i titoli (Londra) anche in relazione alle azioni di risarcimento danni dovuti al mancato declassamento, a nulla rilevando il luogo in cui ha sede la banca depositaria dei titoli stessi (nel caso, Bologna), né quello in cui il rating è emesso o in cui si potranno verificare le conseguenze future della lesione.

 

 

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