Non lo assume per pendenza di un procedimento penale: Poste Italiane condannata

Poste Italiane condannata: ingiustificato il rifiuto ad assumere a tempo indeterminato un lavoratore per la sola sussistenza di un procedimento penale a suo carico.

Interessante sentenza del Tribunale di Roma, sez Lavoro, del 22 marzo 2012, sull’illegittima mancata assunzione a tempo indeterminato di un ex CTD.

Interessante sentenza del Tribunale di Roma, sez Lavoro, del 22 marzo 2012, sull’illegittima mancata assunzione a tempo indeterminato di un ex CTD.

In un giudizio incardinato dal ns. studio, il ricorrente conveniva in giudizio Poste Italiane per ivi sentirla condannare all’obbligo di assunzione a tempo indeterminato.

Premetteva di essere iscritto nella graduatoria nazionale dalla quale attingere per le assunzioni a tempo indeterminato e riferiva di essere stato ritualmente convocato per sottoscrivere il contratto di lavoro a tempo indeterminato; ma in quella occasione gli veniva negata verbalmente l’assunzione in quanto dai documenti presentati  si evinceva la sussistenza di carichi penali pendenti.

Poste Italiane si difendeva, assumendo che la sospensione dell’assunzione doveva ritenersi legittima, in quanto, essendo pendente un procedimento penale, questo doveva ritenersi rilevante e giustificare la detta sospensione per discrezionalità dell’Ente.

Il Giudice del Lavoro di Roma accoglieva il ricorso, specificando che, ai sensi dell’accordo 13.01.2006 e 10.07.2008 “la copertura dei posti disponibili avviene mediante scorrimento della graduatoria sino a esaurimento posti stessi … invitando il ricorrente … a presentarsi a pena di esclusione munito della documentazione”.

Rileva il Giudice che dal tenore della missiva, la società Poste Italiane  aveva assunto l’obbligo di formulare la proposta contrattuale, ma ciò non era avvenuto in quanto, dai certificati prodotti, risultava un rinvio a giudizio.

Tuttavia, né dal richiamato accordo Poste/OOSS, né dall’art. 19 CCNL 2007 è previsto che l’assunzione a tempo indeterminato-determinato a seguito dello scorrimento della graduatoria sia condizionata dall’assenza di carichi pendenti.

Né può condividersi la prospettazione delle Poste secondo la quale avrebbe un potere discrezionale di non procedere all’assunzione nel caso di mera pendenza di un procedimento penale poiché l’esibizione del certificato penale (dal quale peraltro risultava “Nulla”) può ritenersi al più richiesta al fine di verificare l’insussistenza di sentenze di condanna passate in giudicato per reati incompatibili con l’instaurando rapporto di lavoro.

Atteso che il ricorrente aveva solamente pendente un procedimento e non sussiste alcuna condanna, tantomeno passata in giudicato, il rifiuto di Poste di procedere all’assunzione è del tutto ingiustificato.

 



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Questo articolo ha un commento

  • giuseppe scrive:

    finalmente si sta facendo luce su tutte ste regole illecite che questa azienda a imposto per anni a noi giovani sotto ricatto per anni.

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