Usura bancaria: nuove condanne

Finalmente i Giudici iniziano a emettere decisioni degne di nota in relazione all’applicazione di tassi usurai ai clienti.

Numerose le sentenze che, nel corso del 2011, grazie anche all’ausilio dei CTU e CTP, hanno riscontrato l’applicazione di tassi di interessi al limite, se non superiore alla soglia dell’usura, in alcuni casi rinviando a giudizio i responsabili.

Il Tribunale di Avezzano (AQ), ha recentemente condannato una banca che aveva segnalato alla Centrale Rischi un correntista titolare di uno scoperto bancario.

Citata in giudizio, per applicazione di tassi illegittimi, la banca è stata condannata per usura, con ordine di immediata cancellazione del nominativo alla Centrale Rischi.

Secondo il giudice marsicano, al fine di verificare se la banca ha applicato interessi usurai, è necessario effettuare il calcolo complessivo degli interessi, e dunque, anche le commissioni di massimo scoperto (o quelle commissioni diversamente nominate da ogni banca, n.d.r.), che per l’istituto di credito rappresentano voci di guadagno e cioè componenti degli interessi che il cliente deve pagare.

Generalmente, infatti, le commissioni non vengono computate negli interessi, con la conseguenza che le banche lucrano indiscriminatamente sulle tali voci.

Una sentenza che apre nuovamente la strada alla tutela dei correntisti. Il rischio è , naturalmente, quello che ha visto, vede e verdà il Governo impegnarsi nella determinazione di aumento del tasso soglia, sì da evitare la crisi del sistema bancario.

Il Tribunale di Alba, con una recente sentenza del novembre 2011, ha ricompreso nel calcolo dell’usura anche i costi di polizza a garanzia del rischio, chiarendo che; “Secondo il chiaro tenore letterale dell’art. 644 comma 3 c.p., sono rilevanti, ai fini della determinazione della fattispecie di usura, tutti gli oneri che l’utente sopporti in connessione con l’uso del credito. Tra tali oneri rientra quindi anche il costo della polizza a garanzia del rischio morte del mutuatario che abbia ceduto il quinto della sua pensione alla banca.

E’ nulla la  clausola che preveda la corresponsione di somme per una cifra che, comunque, risulta superiore al tasso soglia.

(da ilcaso.it).

Ricordiamo, inoltre, come non più di qualche mese fa il Tribunale di Ortona (CH) ha condannato un Istituto di credito a rimborsare ben 530.000,00 euro ad un’azienda, di cui 420.000,00 circa per applicazione di illegittimi interessi, commissione di
massimo scoperto, spese e usura
, più ulteriori 107.000,00 circa a titolo di interessi legali e rivalutazione monetaria.

Il consiglio è sempre quello di verificare puntualmene le voci del vs. conto corrente, degli scoperti, delle polizze e via dicendo con l’ausilio di tecnici specializzati nel settore.

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