Il bilancio di condominio

Gestire un condominio richiede l’assolvimento di parecchie incombenze, anche di tipo finanziario. Fare il bilancio delle spese condominali è obbligatorio sia per gli edifici più piccoli, che per quelli più grandi. Oltre far quadrare i conti, all’amministratore dello stabile spetta anche la stesura del bilancio, che deve assolvere a tale dovere nella maniera più giusta e “trasparente”.

Il Codice Civile non disciplina in modo dettagliato l’istituto del condominio. Nessun articolo, per esempio, stabilisce come va redatto il bilancio di un condominio. Nell’art. 1130 c.c. si legge che il professionista, entro la fine di ogni anno, deve rendere conto della sua gestione, ma senza precisare i criteri e le modalità da seguire per una corretta compilazione di tale documento.

La Corte di Cassazione è intervenuta con alcuni ragguagli al riguardo: il rendiconto deve essere comprensibile e chiaro a tutti i condomini, e ognuno di essi deve prenderne visione prima che venga indetta l’assemblea per l’approvazione. Ogni condominio deve essere fornito di un conto corrente sul quale vanno effettuate tutte le operazioni relative allo stabile, e dal quale risulti in maniera chiara il saldo contabile.

Metodi di bilancio

Visto che la legge tace circa il criterio da adottare per la redazione delle spese in entrata e in uscita, l’amministratore può utilizzare a suo piacimento o il metodo “di cassa” o quello di “competenza”. Ovviamente la scelta deve essere consentita dal regolamento di condominio.

Il primo metodo tiene conto soltanto delle entrate e delle uscite verificatesi durante il c.d. “periodo contabile” (che in genere va dal 1° Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno). In pratica, ogni registrazione contabile viene fatta nel momento stesso in cui si verifica l’ingresso o la fuoriuscita di denaro dal conto corrente.

Il secondo metodo, invece, consiste nell’inserire nel bilancio tutte le voci di entrata e di uscita che si verificano durante il periodo contabile, anche se le operazioni non sono ancora effettivamente avvenute.

Quale metodo scegliere?

Entrambi i metodi hanno la loro efficacia, ma quello di “cassa” può comportare qualche problema se un nuovo condomino entra a far parte dello stabile. Questi, infatti, anche se il nuovo proprietario ha risolto le eventuali pendenze che risultano dal bilancio con il venditore, potrebbe trovarsi a contribuire ad alcune spese riguardanti periodi precedenti.

In cosa consiste il bilancio di condominio

Il bilancio è formato dal preventivo e dal consuntivo. Il primo non è altro che la previsione delle spese ordinarie relative ad ogni anno di gestione: proprio perché si tratta di pianificazioni e previsioni non possono essere documentate né sicure.

Il consuntivo si riferisce alle spese effettivamente sostenute nell’arco dell’anno, e sono documentate. Inoltre il consuntivo indica la ripartizione delle rate e delle spese in base ai millesimi di proprietà di ogni abitante del condominio.

I controlli

Ogni condomino è in grado di esercitare i controlli necessari sul rendiconto della gestione condominiale. Consultando il bilancio si deve verificare che ad ogni voce presente nel rendiconto corrispondano i giustificativi delle spese fatte.

Inoltre va verificata la corrispondenza tra il saldo del conto corrente intestato al condominio e quello che viene riportato nel bilancio. Il condomino può controllare le fatture non ancora saldate e gli eventuali pagamenti in contante effettuati dall’amministratore. Anche questi movimenti devono essere riportati tra le voci del bilancio.



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Questo articolo ha 4 commenti

  • luigi scrive:

    e’ possibile che un amministratore mette in bilancio una fattura senza che risulti in estratto conto l’uscita della somma pagata

  • maurizio scrive:

    Una delle cose importanti è definire se quanto si afferma di un fatto è coerente con la violazione del codice civile,ora l’art 100 cpc afferma che in poche parole ciò che si esprime deve avere una vlenz giuridica se ciò non fosse ci si esporrebbe ad una condanna per lite temerariaoccorre perciò rivolgersi sempre ad un professionista,che sarà in grado di valutare la situazione e esporrà anche se potrà essere deludente per chi chiede la valutazione e ritiene di essere oggetto di ingiustizia le motivazioni per cui si può procedere o non si può procedereil cosidetto rischio causa,la legge è ciò che è giusto dare e spesso credere di avere ragione è un fatto puramente personale,solo un primus interpares può essere in grado di valutare il fatto con la dovuta attenzione ma legato appunto alla realtà del fatto.
    un piccolo esempio: se si vedono due persone litigare con forza,e un delle due imbracciando un fucile esplode un colpo in direzione dell’altro,e l’altro cade a terra morto, si pensa di aver assistito ad un omicidio,in reltà poi si scopre che il fucile era caricato salve,e il colpo era stato esploso per difendersi dll veemenza della lite, e il contendente era morto di infarto. questo può dare l’idea di come si vive un fatto o accadimento , e di come questo accadimento è in realtà,

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Caro Alberto, potrebbe denunciare la situazione e le irregolarità del cso al giudice civile, ma dati i tempi biblici della giustizia italiana, Le consiglierei piuttosto di intraprendere la strada della mediazione civile.

  • alberto scrive:

    sono 10anni che insisto di aprire il conto corrente intestato al condominio l’amministratore con la collaborazione dei suoi compari oltre 8o x cento dei condomini insistono di non aprire il conto quinto dovrei rivolgermi al giudige
    spese di avvocato il rischio di essere condanato e pagare altre spese è mai possibile che un mio diritto non posso usufruire spese riportate in bilangio senza fatture nel 2004 feci una denunzia alla quardia di finanza allegando tutta la documentaziome dei bilangi di circa 6 anni tempo perso non anno mai indacato questa è oggi l’italia

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