Precario nella scuola da 32 anni, ora chiede il risarcimento

La precarietà è una piaga sociale che non risparmia neppure le persone di una certa età. Lo sa bene M.M., un insegnante della scuola di Roma che dal 1979 ad oggi non è riuscito ancora ad ottenere un posto di ruolo. Ormai prossimo alla pensione e logorato da questa situazione lavorativa precaria che si trascina da ben 32 anni, il docente ha deciso di rivolgersi al Codacons.

Ha sporto infatti denuncia all’Ispettorato del lavoro, potendosi ravvisare le ipotesi di “abuso di autorità di soggetto debole”, “sfruttamento del lavoro” e “appropriazione indebita di forza lavoro”.

Inoltre, vengono chiamati in causa i 28 ministri dell’Istruzione che si sono avvicendati dal 1979 per chiedere un risarcimento di 3 milioni di euro per non aver potuto, in questi 32 anni, avere un futuro certo e mettere su una famiglia.

Secondo Carlo Rienzi, questa è una storia assurda che davvero ha tutti i presupposti per essere considerato un “lunghissimo sfruttamento del lavoro”. In tutta Italia i precari della scuola stanno inviando richieste di risarcimento di questo tipo ai tribunali.

E sono molte le pronunce favorevoli ai precari, come quella della Corte d’Appello di Firenze che ha rigettato un ricorso in appello del Ministero dell’Istruzione verso il Tribunale di Livorno, che aveva riconosciuto, a giusta ragione, la stipula di un contratto di un docente fino al 31 Agosto, anziché fino al 30 Giugno.

L’associazione per la tutela dei consumatori “Codacons” ha raccolto circa 2000 adesioni dei precari per l’avvio di ricorsi collettivi dinanzi ai Tribunali del lavoro. Si chiede al Ministero di immettere definitivamente in ruolo tutti gli insegnanti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e convertire i relativi contratti a tempo determinato. E pensare che un po’ di tempo fa il ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione Renato Brunetta ha dichiarato che i precari sono “la peggiore Italia”.

L’infelice affermazione del ministro ha provocato molte polemiche, il mondo dei precari (e non solo) è insorto contro di lui. E’ davvero triste che le persone che ci governano siano le più estranee a noi e a quello che viviamo ogni giorno.

La disoccupazione e la precarietà, a mio avviso, non sono dati e numeri da ridimensionare, ma storie e vicende umane da raccontare con tatto e sensibilità. Anche su questo argomento, amici lettori, vorrei sentire la vostra voce. State vivendo sulla vostra pelle una situazione di precarietà economica? Cosa ne pensate della definizione del ministro Brunetta riguardo ai precari italiani?

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