Decreto Omnibus: ecco cosa prevede

Il Decreto Ominibus è diventato legge. Ieri, 26 Maggio, la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del decreto omnibus del 31 Marzo 2011 n. 34. Il testo ora è in attesa di essere firmato dal Capo dello Stato. L’approvazione del decreto è avvenuta per una manciata di voti, una decina. Ecco le norme in esso contenute.

Il decreto “omnibus” stabilisce: la rinuncia da parte del Governo ad impiantare centrali nucleari nel nostro Paese; lo stanziamento di 149 milioni di euro a favore del Fus (Fondo unico per lo spettacolo); alcuni limiti alla proprietà di televisioni e giornali (in particolare, viene fissata una proroga del divieto di partecipazione in imprese editrici di giornali quotidiani da parte delle società televisive in ambito nazionale, alla data del 31 Dicembre 2012); lo stanziamento di 7 milioni di euro per interventi a favore della “cultura”, ossia istituzioni ed enti che svolgono attività culturali; 80 milioni per la conservazione e manutenzione dei beni culturali; la possbilità di attingere ai prestiti agevolati della Cassa depositi e prestiti a favore di società considerate “strategiche”; soppressione di un euro sul prezzo dei ticket per entrare al cinema (tale contributo era stato previsto nel decreto “mille proroghe”).

Naturalmente le polemiche non sono mancate, a giusta ragione. Il decreto arriva a pochi giorni dal referendum (indetto per i prossimi 12 e 13 Giugno), e non è ancora chiaro se tali norme, che stabiliscono il divieto di costruire centrali nucleari in Italia, siano sufficienti a decretare l’annullamento del quesito referendario su tale materia.

Quello del nucleare è un tema cui i cittadini sono molto sensibili, ed eliminare il quesito referendario che lo riguarda potrà influenzare negativamente il raggiungimento del quorum dei votanti, anche nelle altre materie (acqua e legittimo impedimento).

periamo che il buon senso prevalga, e che la Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi con urgenza sull’argomento, stabilisca che il popolo ha il diritto di recarsi al voto come espressione della propria sovranità. Peraltro è proprio la Carta costituzionale che attribuisce la sovranità al popolo (art.1). Intanto in queste ultime ore si moltiplicano gli appelli delle associazioni ambientaliste al Capo di Stato, prima fra tutte il WWF.

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