Assolto dalla Cassazione il preside condannato per agevolazione uso stupefacenti

Il sig. Dagnini è dirigente dell’Istituto superiore “Majorana” di Rho (Mi). Era stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per il reato di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. La Corte di Cassazione è intervenuta ad annullare, senza rinvio, la sentenza dei giudici di merito. Il  dirigente scolastico milanese è stato protagonista di una vicenda giudiziaria che ha fatto discutere parecchio, in quanto accusato ingiustamente di non essere intervenuto in maniera concreta per contrastare il consumo di hashish all’interno della sua scuola. Inizialmente al preside erano stati contestati i reati di “omessa denuncia, favoreggiamento e agevolazione dolosa di

Il sig. Dagnini è dirigente dell’Istituto superiore “Majorana” di Rho (Mi). Era stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per il reato di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. La Corte di Cassazione è intervenuta ad annullare, senza rinvio, la sentenza dei giudici di merito. Il  dirigente scolastico milanese è stato protagonista di una vicenda giudiziaria che ha fatto discutere parecchio, in quanto accusato ingiustamente di non essere intervenuto in maniera concreta per contrastare il consumo di hashish all’interno della sua scuola.

Inizialmente al preside erano stati contestati i reati di “omessa denuncia, favoreggiamento e agevolazione dolosa di sostanze stupefacenti”. Ora tutte queste condanne sono state annullate. Una grande vittoria, secondo la difesa del preside Dagnini, poiché questa assurda vicenda non aveva alcuna ragione di esistere. Dall’esame degli atti processuali è emerso infatti che il dirigente aveva preso più di una iniziativa per informare gli allievi del suo istituto sui rischi dell’uso delle sostanze stupefacenti, predisponendo anche collaborazioni con la asl del territorio competenti.

Inoltre aveva stabilito controlli ed interventi precisi all’interno della scuola, per arginare il fenomeno, purtroppo assai diffuso, del consumo delle sostanze stupefacenti, quali l’hashish. A tale scopo erano stati allertati e sensibilizzati al problema anche i docenti, era stato allestito uno sportello di supporto psicologico per gli alunni che avessero necessità, ed altri interventi.

Le azioni del preside rientrano nell’ambito dell’educazione alla salute, e non possono paragonarsi ad un’azione di polizia ( quindi repressiva), che invece spetta alle sole forze dell’ordine. A detta di Dagnini, il preside deve rappresentare un punto di riferimento per gli alunni, una figura autorevole, certo. Ma non uno sceriffo… Se poi viene sorpreso all’interno della scuola uno spacciatore, allora sarà suo compito avvisare subito la polizia, affinchè proceda all’arresto del delinquente.

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