Patria potestà: quando si rischia di perderla?

Lo Stato non sottrae mai ai genitori il loro prezioso ruolo se non esistono motivi estremamente seri ed importanti. L’interesse da salvaguardare a tutti i costi è il benessere dei figli, che vanno assolutamente protetti in caso di situazioni pericolose per la loro integrità psico-fisica. In passato la legge affidava al genitore di sesso maschile […]

Lo Stato non sottrae mai ai genitori il loro prezioso ruolo se non esistono motivi estremamente seri ed importanti. L’interesse da salvaguardare a tutti i costi è il benessere dei figli, che vanno assolutamente protetti in caso di situazioni pericolose per la loro integrità psico-fisica.

In passato la legge affidava al genitore di sesso maschile la piena autorità sui figli minori. La “patria potestà” rappresentava il diritto/dovere del padre di impartire l’educazione nei confronti dei figli. Con la riforma del diritto di famiglia, avvenuta nel 1975, le figure del padre e della madre sono state equiparate sia nei diritti che nei doveri, e oggi si parla di “potestà genitoriale”.

Se dal punto di vista giuridico è più corretto parlare di potestà genitoriale, (intesa come attribuzione di potere ai genitori al fine di tutelare l’interesse dei figli), in psicologia e pedagogia si parla piuttosto di “responsabilità educativa” di entrambi i genitori nella cura dei figli. La giurisprudenza oggi focalizza l’attenzione sui bisogni del minore, che non è più visto soltanto come un soggetto bisognoso di cure, ma anche attivamente in grado di manifestare le proprie esigenze ed opinioni personali. Anche di fronte al giudice, se interpellato. Per la legge italiana la famiglia d’origine ha sempre la corsia preferenziale. A meno che non sopraggiungano gravissime mancanze da parte dei genitori.

In alcuni casi può essere disposto l’affidamento temporaneo ad un’altra famiglia che si occupi dei bimbi, che viene scelta dal Tribunale per i minorenni. Contemporaneamente, però, i genitori naturali vengono seguiti affinchè superino i problemi ed acquisiscano maturità e competenze per tornare ad occuparsi dei figli. I minori possono essere adottati definitivamente solo quando si trovano in uno stato di abbandono materiale e morale irreversibile. Prima, cioè, di dichiarare lo stato di adattabilità di un minore, i giudici valutano con estrema attenzione l’intera situazione familiare.

L’affidamento temporaneo viene stabilito tenendo conto del periodo di progetto di recupero fissato per i genitori naturali da parte dei servizi sociali, consultori familiari o Sert (servizi per le dipendenze). Purtroppo sono in aumento i casi di genitori alcolizzati o tossicodipendenti che vengono allontanati dai figli per seguire progetti educativi di recupero. La legge che regola l’affidamento temporaneo dei minori è la n. 149/2001.



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Questo articolo ha 274 commenti

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    La questione è troppo complessa per essere trattata qui. Si rivolga ai servizi sociali, La consiglieranno per il meglio.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    direi nessuna, se non quelle di pacifica convivenza e divisione delle spese, essendo lei maggiorenne.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    semplicemente affidarsi al suo legale, che certamente conosce più di me la situazione.

  • fabiana grippo scrive:

    Buona sera avvocato sono una ragazza di quasi 17 anni con un bimbo di 7 mesi e mezzo e un ragazzo straniero di 25 anni quando e nato il mio bambino mi hanno sospeso la patria potesta perche io sono minorenne e lui non ha i documenti…. io non ho famiglia su cui possa fare appoggio ma i servizi sociali non ci aiutano economicamente e se il tribunale dei minori non sblocca la sospensione della patria potesta il mio compagno non puo prendere i documenti e non puo lavorare noi non abbiamo nessun tipo d problema con droghe ma il mio compagno ha devi vecchi precedenti pedali e il nostro avvocato dice che ci vuole solo pazienza secondo lei e giusto quello che stanno facendo lo possono fare? e io cosa posso fare in questa situazione??

  • jeggi scrive:

    Salve, sono una ragazza di 18 anni. Vivo ancora con i miei genitori perchè studio e quindi non ho la possibilità di andare a vivere in un altra casa, ma svolgo lavoretti che mi permettono di affrontare spese che può avere una ragazza della mia età. Dato che ormai provvedo quasi a tutto da sola volevo sapere quali sono le regole che i miei genitori possono impormi, e quali sono le mie limitazioni in quanto figlia maggiorenne. Grazie mille per l’attenzione

  • Lisa scrive:

    Salve avvocato, mio padre ha una compagna da ormai 7 anni, la signora ha una figlia che io padre ha riconosciuto ma che ha abbandonato appena la bambina aveva 1/2 mesi, la mamma non ha mai visto nemmeno un soldo da parte del
    Padre e non l’ha mai più visto e sentito (la bambina non lo conosce nemmeno) ora la compagna di mio papà (la mamma della bimba) sta morendo.. La bambina ha 9 anni… Mio padre non può fare niente per tenerla? La bambina non vuole proprio andare dal suo papà .. La prego mi risponda .. Saluti

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Si rivolga ai servizi sociali e ad un avvocato, usufruendo del patrocinio a spese dello tato. Solo loro possono aiutarla.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Sicuramente, data la delicatezza della questione, non può fare a meno che rivolgersi ad un legale esperto nel settore

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Faccia intervenire i servizi sociali che già la assistono. Solo loro possono trovare una soluzione ideale.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Se non vi è accordo, l’unica alternativa è coinvolgere il Tribunale dei minori e gli assistenti sociali che troveranno la soluzione migliore per la piccola.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    è libero di fare tutte le richieste che ritiene, salvo provare che non sussiste il diritto al risarcimento.

  • massimo scrive:

    salve
    un padre che abbandona i figli x 38 anni senza dargli ne mantenimento ecc……
    si ripresenta a una tragica occasione di un incidente nn mortale del figlio x ke sa che a diritto a dei soldi dall assicurazione se condo voi e giusto che lui dica che essendo il padre biologico a diritto?

  • simone scrive:

    Sono un ragazzo di 18 anni con una figlia di 3 mesi e mezzo che vive nella casa della mia compagna, la mia compagna ha 16 anni e ha smesso di allattare dopo 20 giorni dalla nascita. Non siamo sposati e non viviamo nella stessa casa, però abitiamo a 500m di distanza. Volevo sapere se io, con il pieno accordo della mia compagna, potevo far vivere nostra figlia a casa mia. Io ho un contratto a chiamata e ho la possibilità di mantenere nostra figlia anche con un po di aiuto da parte di mia mamma lavoratrice. Io ho preso questa decisione perché il nonno materno di nostra figlia mi ha detto che nostra figlia non cambia casa e che resta con loro, io questa cosa non la trovo affatto giusta dato che mi sento un po’ “inviolato” da una “cosa” mia. Poi volevo sapere chi esercita la patria potestà. Spero di essere stato abbastanza chiaro.

  • katherine Bolanos scrive:

    Buon giorno Avvoc. Io sono una mamma di 4 figli mia figlia e in cinta a soltanto 15 anni e sono stata sfratata tre mesi fa , io e miei figli siamo eseguiti dai servizi sociali e tribunali di minori adesso mi trovo in comunità da tre mesi , ieri il servizio sociale me a detto k se io non trovo una casa mi butterano fuori dalla comunita senza miei figli , io pur troppo lavoro in regola due ore al giorno e no riesco con la mia busta paga trovarmi la casa , vorrei sapere se possono alontanarmi de miei figli x questo motivo , grazie mille.

  • lilli scrive:

    Salve, sono una donna straniera spossata con un cittadino italiano, non ho a nessuno in questo paese, non ho un lavoro perché mio marito non mi ha lasciato mai lavorare e nemmeno amici perché abitando in campagna senza patente non mi era possibile relazionarmi con nesuno, quindi sono completamente sola in questo paese, mio marito mi maltratta psicologicamente en continuazione, me sgrida sempre e mi umilia e il peggio è che gode quando lo fa, sono mamma da poco e ora mi fa stare male dicendomi che mi toglierà il mio bambino, mi dissi che la legge lo darà a lui perché io non ho come mantenerlo e chiama sempre a la sua famiglia per raccontare sempre bugie su di me, come che sono esaurita dopo il parto e tante altre bugie, ogni giorno inventa una diversa, è troppo offensivo nei miei confronti e non è capace di parlare come senza tra tarme male, davanti a loro è un amore, gentilissimo e quando gli chiama al telefono per sparlare di me fa sempre la vittima e parla con una voce sofferente, è molto astuto, lui sa quanto amo mio figlio quindi sa come farmi soffrire, sa pure che sono una bravissima mamma, è da quando mio figlio è nato che me ne prendo cura praticamente da sola perché è vero che economicamente e lui a mantenerlo ma non ha mai cambiato un pannolino, non si alza la notte perché da quando e nato se ne e andato a dormire in un’altra stanza cosi il bambino non lo sveglia, quindi sono io a non dormire ne di giorno ne di notte perché non mi guarda il bambino nemmeno per fare un pisolino di una ora, lo fa lui invece, davanti a la sua famiglia prende sempre al bambino in braccia, invece a casa lo fa pochissimo sotto una mia richiesta perché è stanco, sono io la che no dorme ne la notte ne il giorno ma quello stanco è lui, cosi racconta a i suoi, giorni fa mi ha trattato male davanti a sua madre e li ho detto che me ne tornavo con mio figlio da sola a casa nostra e la madre se ha mezzo a ridere e mi ha detto con ironia, “tuo figlio”, e anche lui si ha mezzo a ridere, mi sono spaventata, per tutti loro io non ho diritto a mio figlio e comandano loro, tra l’altro sono gente di una buona posizione economica e io non ho niente, per lui come abbiamo un figlio ormai sono condannata perché si no me conviene me ne devo andare e lasciarlo a lui, io posso sopportare tutte le umiliazione del mondo per mio figlio, non mi importa cosa mi fa, cerco di farmi forza e andare avanti pensando solo al mio bambino ma, la mia domanda è la seguente, se domani lui me da una pedata come mi disse sempre, è vero che può togliermi il mio bambino, li ripeto che sono da sola, non ho soldi per un abboccato e nemmeno come arrivare perché abito in campagna senza la machina, tra ‘altro se fanno indagine sul di me possono solo domandare a la sua famiglia che riferirà tutte le cattiverie che racconta lui, cosa posso fare in caso si stanche di tenermi in mezzo y decide di mandarmi via e togliermi il mio bambino, per favore mi risponda, sono disperata, lui è la unica cosa che ho e senza di lui non immagino la mia vita, grazie.

  • Viviana scrive:

    Salve Avv. Ho affidamento esclusivo sul mio figlio che ha 9 anni. Ora dopo due anni dalla sentenza vorrei procedere per togliere al suo padre naturale la patria potestà. Lui è straniero non vive in italia, non educa il figlio da quando il bimbo ha compiuto 4 anni, non contribuisce. Ho altri due bimbi dal mio compagno e lui che è praticamente il padre per il mio figlio. Vorrei sapere come meglio procedere. Grazie

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Sono questioni estremamente delicate che vanno valutate nelle opportune sedi. Mi spiace, ma credo non abbia alternativa che rivolgersi ad un legale specializzato.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Il padre può sempre procedere al riconoscimento di paternità.
    Legge n. 219 del 10 dicembre 2012 “Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali

  • Gilda scrive:

    Salve avvocato, vorrei sapere se io faccio fare il dna a mio marito che crede che il figlio non sia suo (sei anni) cosa non vera poi saro’ obbligata a farglielo riconoscere? grazie

  • mely scrive:

    salve, sono la mamma di un bimbo che sette anni fa ho adottato in un paese straniero. da molti anni subisco tradimenti da mio marito per paura di perdere i criteri della certificazione di idoneità. lui è una persona abbastanza influente e per tal motivo non mi rivolgo ad un legale. mi dice che se mi rivolgo ad un legale per una separazione perdo mio figlio. mi rendo conto che mio figlio seppur attenzionato da noi percepisce quel qualcosa che non va. e devo dire che la resistenza a tutta questa situazione fondamentalmente toglie quel valore di dignità che noi avremmo dovuto dare a questo bimbo gia abbandonato in passato. a cosa vado incontro se chiedessi la separazione ? è vero che potrebbero togliermi il bambino?quanto dovrò subire?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    non direi. Piuttosto va valutata la possibilità di sostenere economicamente il minore.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Lo ha detto Lei. Deve andare necessariamente da un legale.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Quando ci sono di mezzo i minori, Il tribunale dei minori e gli assistenti sociali possono fare tutte le indagini ritenute opportune. Forse è il caso che si munisca di un buon legale che La segua passo passo.

  • Dario scrive:

    Egr. Avv. le chiedo un parere perche sono disperato, ho avuto una relazione di pochi mesi, dalla quale è nata una bimba stupenda, all’atto di nascita solo io ho riconosciuto la piccola, la madre molto giovane ha deciso di non farlo, adesso il Tribunale sta indagando non capisco perchè, sono stato chiamato in questura hanno voluto sapere come ho conosciuto la madre, chi ha pagato le spese mediche ecc. perche il Tribunale prende queste decisioni quando la legge permette di riconoscere a un solo genitore. Secondo sua esperienza quando dura questa procedura,?posso essere informato per sapere il perche dell’apertura di qqueste indagine?
    Grazie Dario

  • m. scrive:

    Salve sono m. E ho una bimba di 8 mesi.dopoun paio di anni ho deciso di lasciare il mio compagno che dopo la nascita di mia figlia é diventato violento con me e mi minacciava. Ora finalmente ho preso coraggio e sono andata a asa dei miei genitori con la bimba i quali mi aiutano molto. Il mio ex compagno si é inventato che il mio padre mi toccava ma non é assolutamnte vero …é una cosa inventata perche non vule che stia con mio padre quando io vado al lavro. Il mio ex compagno non é mai stato presente. Preferiva uscire con gli amici o calcio invee d stare con noi e ora vuole portarmi via la bambona.non sono ancora andata dall’avvocato ma non voglio cbe lui la veda senza la mia presenza. Ho paura che le possa fare del male. Posso chiedere la custodoa esclusiva? Cosa posso fare? La prego me lo dica. Sono disperata

  • libera scrive:

    volevo sapere se tolgono i figli alle madre che non trovano lavoro?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Dovrebbe essere più preciso e specificare i motivi. Per togliere un cognome si agisce attraverso la prefettura. Ma solitamente si fa il contrario (è il figlio o la madre che lo chiede per responsabilità paterna).

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Cara signora Antonella, mi pare una situazione delicata che deve essere portata all’attenzione di un legale e eventualmente assistenti sociali, e non può essere certo discussa su un blog. Se teme per la sua incolumità, deve provvedere ad allarmare le forze dell’ordine, con l’assistenza di un legale.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Per far perdere la potestà non è sufficiente l’assenza del genitore, ma deve esserci una situazione nociva e pericolosa per il minore-

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Sono domande a cui non posso rispondere. In caso di separazione con minori, interviene il Pubblico Ministero che, se del caso, rimette gli atti al Tribunale dei minori e agli assistenti sociali che valuteranno con estrema delicatezza la questione.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Se è lui il suo unico tutore, ha facoltà di decidere. Non posso ceto escludere che la famiglia di suo fratello possa provvedere a denunziare eventuali comportamenti ritenuti nocivi. In quel caso si attiverebbe il Tribunale dei Minori con l’ausilio degli assistenti sociali. Solo il Tribunale deciderebbe, poi, se vi sono situazioni negative e a chi affidare la bimba.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Sono questioni talmente delicate che possono essere decise, con opportuni approfondimenti, solo dal Tribunale dei minori. In ogni caso di modifica delle circostanze familiare, si può sempre chiedere una revisione.

  • Francesco scrive:

    Salve, volevo un consiglio se procedere ad un appello in merito ad una sentenza del Tribunale dei Minori, il quale mi obbliga di far vedere le mie due bimbe di 7/4 anni alla madre che tre anni fa, le ha abbandonate oltre che separandosi dallo scrivente proponendo lei stessa una separazione consensuale con l’affido esclusivo a me, delle bimbe. Le bimbe per tre anni non hanno mai più visto la madre, si faceva sentire raramente per pochi minuti al telefono e parlava solo con la maggiore. Le bimbe spontaneamente le ho fatte seguire da sempre dalla psicologa infantile, la quale mi consigliava di promuovere tramite il Tribunale dei Minori la decadenza della potestà da parte della madre, mai presente, non ha mai erogato una lira da tre anni, omettendo quanto disposto dal Giudice in seduta di separazione. Io non ho una linea fissa telefonica e non ho Skipe, visto che le figlie venivano destabilizzate nei pochi contatti telefonici con la madre, il fatto di ricomparire dopo tre anni non è grave psicologicamente? Davanti al giudice del tribunale dei minori, quando la signora ha avanzato la richiesta di vedere le figlie tramite skipe probabilmente dopo cena… Spontaneamente mi è venuta fuori una battuta che ha fatto sorridere a tutti: la mattina accendo skipe e mentre tu vestì le bambine per andare a scuola, io intanto preparo la colazione… :-) apparte la battuta, lei vuole solo che le bimbe sappiano che esiste la mamma, e che mamma, aggiungo io. Viviamo in regioni molto distanti tra loro, ho subito trasferimenti di lavoro, vivo da solo con le mie bimbe da tre anni e quando la signora è andata via da casa dopo 7 anni di matrimonio per una nuova convivenza, sa cosa mi ha detto? “Hai voluto la bicicletta, ora pedala” riferito alle bimbe. Grazie attendo una risposta.

  • anna scrive:

    Salve, avevo una domanda da farle, le spiego brevemente. Mio fratello è diventato vedovo da poco tempo, ma era in fase di separazione. Ha una bambina di 10 anni e da anni ha una relazione con una persona che vive in America, anch’ essa separata con 2 figli. Mio fratello ha sempre detto di avere intenzione di trasferirsi in America e,ha sempre dichiarato di voler portare la figlia con sè, ma la situazione giudiziaria che aveva con la moglie, morta a seguito di un operazione non andata a buon fine, che la portata ad essere immobile in un letto, pur essendo capace di intendere e di volere, ma incapace di qualsiasi movimenti e di parlare. Ci sono problemi con la famiglia di lei, ci sono denunce, richieste di risarcimenti, richieste di vedere la piccola, insomma, attualmente ci sono moltissimi problemi legali per quanto riguarda il rapporto tra la famiglia della defunta e mio fratello. Tuttavia, mio fratello continua a volersi trasferire in America ma annunciando che vuole affidare , forse in via ufficiosa, la bambina a mia madre, 75 anni. è possibile? non potrebbe rischiare una denuncia per abbandono di minore?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Deve munirsi di un buon avvocato che La segua con estrema attenzione.

  • debora scrive:

    Buon pomeriggio dott..le spiego un po la situazione sette anni fa o incontrato il padre dei miei digli ne o 3 dopo sette anni o avuto il coraggio e l aiuto dei miei genitori x andare via da quella casa che ormai per me era diventata un incubo io sette anni so solo botte violenze adesso e da usette mesi che sto con un altro uomo mi sono sposata e mantiene i bimbi come se fossero i suoi,mi e arrivato un decreto dal tribunale ed e già da tre settimane che non o più i miei bimbi con me perché in questo caso dopo che o fatto l allontanamento del padre dei bambini ed essendo che non si e mai preso cura dei digli ne mentre stavamo insieme e ne adesso il tribunale in che modo può levarmi la guardia potestà se fin ora my sono sempre occupata io su tutto ciò che gli serviva hai miei figli cosa posso fare?io li voglio con me

  • Veronica scrive:

    Salve, avrei bisogno di un consiglio,

    mio fratello è spostato da 4 anni ed ha una bambina di 18 mesi; mia cognata ha sempre avuto un carattere difficile che, a seguito della nascita della bambina e dagli impegni che ne derivano è andato sempre peggiorando, già in passato ha avuto problemi psicologici a seguito di un lutto in famiglia ed adesso sembrano ritornati.
    In seguito a liti futili ha rotto degli oggetti con rabbia adosso a mio fratello e una volta ha alzato le mani, in queste situazioni perde completamente il controllo e, sinceramente, abbiamo paura che possa succedere qualcosa. Sò che insistendo mio fratello è riuscito a convincerla ad andare da una psicologa, ma la situazione anche se a volte sembra migliorare non va, anzi, sta degenerando. Cosa dovrebbe fare mio fratello per la separazione? e la bambina, verrebbe affidata alla madre? Vi ringrazio anticipatamente per la risposta

  • mariella scrive:

    volevo sapere ,se si può togliere la patria podestà , se in 10 mesi il padre non da neanche 1euro al figlio e lo viene a vedere ogni 4 , 5 mesi , e al telefono nemmeno sentirsi,e pretende di portarselo in giro

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    per togliere la potestà a un genitore necessitano situazioni gravi e pregiudizievoli per il minore, e non mi pare il Suo caso. Stia tranquillo e al limite, si rivolga a un legale per un consulto.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    ovviamente Lei non sarebbe il padre naturale. La madre potrebbe chiedere il disconoscimento. sarebbe opportuno affidarsi ai servizi sociali.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    La legge 1204 /71 ha disciplinato l’istituto della maternità stabilendo i diritti fondamentali delle madri lavoratrici. La legge 53/2000 ha modificato la legge precedente introducendo alcune novità riguardanti in particolare i congedi facoltativi per i primi otto anni di vita del bambino e la flessibilità del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro.
    Da ultimo l’intera materia è stata ridisciplinata dal D. Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
    In questa scheda verranno illustrati i punti principali dell’istituto della maternità così come sono stati disciplinati dal D. Lgs. n. 151, del 2001, Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.

    Congedo di maternità
    Gli articoli 16 e 17 del predetto T.U. prevedono un vero e proprio divieto di adibire le donne al lavoro durante l’astensione obbligatoria per maternità, punito con l’arresto fino a sei mesi.
    Le lavoratrici hanno il diritto di astenersi dal lavoro per i 2 mesi precedenti e per i 3 mesi successivi al parto. Per poter esercitare questo diritto è necessario presentare prima dell’inizio del periodo di congedo previsto dall’art. 16, D. Lgs. n. 151, del 2001, un certificato rilasciato da un medico ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, al datore di lavoro e all’INPS. La lavoratrice è tenuta altresì a presentare, entro trenta giorni, la dichiarazione di nascita del figlio.
    L’art. 17 del D. Lgs. n. 151 del 2001, cit. stabilisce che quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli è prevista l’anticipazione del congedo di maternità a tre mesi dalla data presunta del parto.
    Durante il periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice percepisce l’80% della retribuzione. Il periodo di congedo di maternità viene conteggiato per il riconoscimento dell’anzianità di lavoro. (ferie, tredicesima, progressione della carriera). Inoltre, le ferie e le altre assenze spettanti alla lavoratrice non possono essere godute contemporaneamente ai periodi di congedo.
    Il D. Lgs. n. 151, del 2001 ha mantenuto il principio di flessibilità dell’astensione obbligatoria dal lavoro già disciplinato dall’art. 12, L. 8 marzo 2000, n. 53. La durata complessiva dell’astensione rimane di cinque mesi, ma se le lavoratrici lo richiedono possono astenersi dal lavoro, a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione però che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale e il medico dell’ispettorato del lavoro attestino che non ci sono rischi per la salute della gestante e del nascituro.
    Al termine del periodo di congedo di maternità e fino al compimento di un anno di età del bambino, le lavoratrici hanno diritto di conservare il posto di lavoro e di rientrare nella stessa unità produttiva dove erano occupate all’inizio del periodo di gravidanza o in un’altra nello stesso Comune, mantenendo le stesse mansioni o equivalenti, inoltre, non possono essere trasferite a meno che non vi consentano espressamente. Tali ultime disposizioni si applicano anche al lavoratore al rientro al lavoro dopo la fruizione del congedo di paternità.

    Anticipazione del periodo di congedo per maternità
    Come detto in precedenza, qualora le lavoratrici siano occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli, il congedo di maternità è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto. Inoltre, l’ispettorato del lavoro, sulla base di accertamento medico, avvalendosi dei competenti organi del servizio sanitario, può disporre su istanza della lavoratrice l’interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza, per uno o più periodi nel caso di gravi complicanze, quando le condizioni di lavoro sono ritenute pregiudizievoli e nell’ipotesi che la donna non possa essere spostata ad altre mansioni.
    In questi ultimi due casi l’astensione può essere disposta anche d’ufficio dall’ispettorato del lavoro, qualora nel corso della propria attività di vigilanza constati l’esistenza delle condizioni che danno luogo all’astensione medesima.
    E’ necessario presentare la certificazione del medico del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato e dell’ispettorato del lavoro al datore di lavoro attestante le condizioni di salute o le condizioni ambientali pregiudizievoli.
    Durante tale periodo alla lavoratrice è dovuto l’80% della retribuzione.

    Congedi di paternità
    Il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità ovvero per la parte residua di esso, in caso di morte o di grave infermità della madre, di abbandono del figlio da parte della stessa oppure di affidamento esclusivo del bambino al padre.

    Parti prematuri
    Nel caso in cui il parto avvenga in data anticipata rispetto alla data prevista, la lavoratrice potrà usufruire dei giorni non goduti prima del parto aggiungendoli al periodo di congedo di maternità dopo il parto.
    E’ necessario che la lavoratrice presenti, entro trenta giorni, la dichiarazione di nascita del figlio.

    Congedo parentale
    Nei primi otto anni di vita del bambino ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro per un periodo non superiore ai dieci mesi.
    Possono astenersi dal lavoro:

    a) la madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi;
    b) il padre lavoratore dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi;
    c) qualora vi sia un solo genitore, il periodo di astensione è consentito per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi.

    Se il padre lavoratore esercita il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo di almeno tre mesi, il limite è elevato a sette mesi e il limite complessivo delle astensioni dal lavoro dei genitori è conseguentemente elevato a undici mesi.
    Il genitore che vuole astenersi dal lavoro per la cura del figlio deve preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi, e comunque con un periodo di preavviso non inferiore a quindici giorni, salvo casi di oggettiva impossibilità.
    L’art. 38 del T.U. prevede che chi rifiuti od ostacoli l’esercizio dei diritti di assenza dal lavoro sopracitati sia punito con la sanzione amministrativa da lire 516 Euro a 2580 Euro.

    Congedi per malattia del figlio
    I genitori possono astenersi dal lavoro durante le malattie del figlio minore di anni otto. Entrambi i genitori alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni. Se il bambino ha un’età compresa fra i tre e gli otto anni è possibile assentarsi dal lavoro nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno per ciascun genitore, dietro presentazione di certificato medico. I genitori devono presentare anche una dichiarazione attestante che l’altro genitore non sia in astensione dal lavoro negli stessi giorni per il medesimo motivo.
    La malattia del bambino che da luogo a ricovero ospedaliero interrompe il decorso del periodo di ferie in godimento da parte del genitore.
    I periodi di congedo parentale sono computati nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia.
    Il rifiuto o l’opposizione all’esercizio dei predetti diritti di assenza dal lavoro comporta la punizione con una sanzione amministrativa da Euro 516 a Euro 2580.

    Indennità per congedo parentale o malattia del bambino
    Durante i periodi di congedo parentale ai lavoratori e alle lavoratrici è dovuta un’indennità pari al 30% della retribuzione per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi, sino al terzo anno di vita del bambino. Il periodo è coperto da contribuzione figurativa.
    Fino al compimento dell’ottavo anno di vita del bambino, per il restante periodo di congedo parentale, è prevista un’indennità pari al 30 % della retribuzione, nell’ipotesi in cui il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria; il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa.
    Per i periodi di astensione per malattia del bambino non è previsto alcun trattamento economico ed è dovuta la contribuzione figurativa.

    Periodi giornalieri di riposo: permessi per allattamento
    Fino al compimento del 1° anno di vita del bambino le lavoratrici madri , hanno la possibilità di usufruire di due interruzioni dell’attività lavorativa giornaliere per 2 ore complessive al giorno, se l’orario è di almeno 6 ore; se è inferiore a 6 ore l’interruzione giornaliera è di 1 ora.
    I periodi di riposo possono essere utilizzati anche dal padre lavoratore nei seguenti casi:

    a) quando il padre è l’unico affidatario del bambino;
    b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvale;
    c) nel caso in cui la madre non sia una lavoratrice dipendente;
    d) in caso di morte o grave infermità della madre.

    Per i riposi per allattamento è dovuta un’indennità a carico dell’ente assicuratore pari all’intero ammontare della paga oraria.
    Le ore di permesso giornaliero non vengono conteggiate nel calcolo di tredicesima e le ferie.
    In caso di parto plurimo, i periodi di permesso sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre.

    Adozione
    I genitori adottivi o affidatari hanno gli stessi diritti in materia di congedo di maternità e di paternità, di congedi parentali, di congedi per malattia dei figli ed infine di congedi per riposi giornalieri.
    Chi effettua un’adozione o abbia ottenuto in affidamento un bambino, può godere dei seguenti benefici:

    Congedo di maternità e paternità: nel caso di un bambino con meno di sei anni di età: diritto all’assenza dal lavoro ed all’80% della retribuzione, per i primi 3 mesi successivi all’entrata del bambino in famiglia. Il congedo, che non sia stato richiesto dalla lavoratrice, spetta alle medesime condizioni, al lavoratore. Congedi parentali:nel caso di un bambino con meno di sei anni di età ovvero bambino adottato tra i sei e i dodici anni (entro i tre anni successivi all’ingresso in famiglia): diritto all’assenza dal lavoro ed al 30% della retribuzione, per un periodo non superiore ai 6 mesi. Congedo per malattia: il congedo per malattia del bambino spetta anche per le adozioni e gli affidamenti ma il limite è stato elevato a sei anni. Fino al compimento dell’ottavo anno di età i genitori, alternativamente, possono astenersi dal lavoro per cinque giorni lavorativi all’anno. Se il bambino ha un’età compresa fra i sei e i dodici anni il congedo può essere fruito nei primi tre anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.
    Genitori di portatori di handicap
    Se il bambino naturale, adottivo o affidatario, è portatore di handicap la madre può usufruire, in alternativa con il padre, una volta decorso il termine del periodo di congedo parentale spettante al richiedente, del prolungamento fino a 3 anni del congedo parentale con una retribuzione pari al 30% , a condizione che la gravità dell’handicap sia accertata da una commissione dell’ASL e che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati oppure; in alternativa il padre e la madre possono richiedere di usufruire di 2 ore di permesso giornaliero retribuito sino al compimento del 3° anno d’età del bambino.
    Successivamente, al compimento del terzo anno di età del bambino, la legge stabilisce la possibilità di usufruire di tre giorni di permesso mensile coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche continuativamente, a condizione che la persona con handicap non sia ricoverata a tempo pieno.
    Infine questi genitori hanno il diritto di scegliere la sede di lavoro dell’Azienda vicino al loro domicilio e non possono essere trasferiti in altra sede senza il loro consenso.
    La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di un soggetto disabile da almeno cinque anni, può fruire di un periodo di congedo, retribuito al 100%, continuativo o frazionato, non superiore a due anni, per gravi motivi familiari, consistenti nella cura del disabile stesso. Durante tale periodo non è possibile fruire del prolungamento del periodo di congedo parentale e dei permessi.
    I riposi i permessi e i congedi spettano anche quando l’altro genitore non ne ha diritto.

    Divieto di licenziamento, sospensione dal lavoro, dimissioni in caso di maternità
    Durante il periodo di maternità vige il divieto di licenziamento. La lavoratrice madre non può essere licenziata o sospesa dall’inizio della gestazione fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro previsti dalla legge, nonché fino al compimento del 1° anno di età del bambino. Per lo stesso periodo non può essere sospesa dal lavoro a meno che non si tratti di sospensione dell’intera Azienda o reparto.
    In caso di fruizione del congedo di paternità, il divieto di licenziamento si applica anche al padre lavoratore per la durata del congedo stesso e si estende fino al compimento di un anno di età del bambino. Le disposizioni previste dall’art. 54, D. Lgs. n. 151 del 2001, cit. si applicano altresì in caso di adozione e di affidamento. Il divieto di licenziamento si applica fino ad un anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, in caso di fruizione del congedo di maternità e di paternità.
    Nel caso in cui la lavoratrice madre rassegni le dimissioni dal suo posto di lavoro durante il periodo di vigenza del divieto di licenziamento è necessario comunicare le dimissioni all’ispettorato del lavoro il quale dovrà controllarne la regolarità e provvedere alla loro convalida. In ogni caso permane il diritto al TFR oltre, ovviamente, l’indennità sostitutiva di preavviso.

    Il divieto non si applica:

    1) nel caso di licenziamento per giusta causa dovuto a colpa grave della lavoratrice;
    2) nel caso di cessazione dell’attività dell’azienda;
    3) nel caso di ultimazione della prestazione per cui la lavoratrice era stata assunta;
    4) in caso di esito negativo della prova.

    Il licenziamento intimato alla lavoratrice in stato di gravidanza al di fuori dei precedenti casi è nullo.

    Divieto di lavori pesanti e del lavoro notturno
    Durante il periodo compreso dall’inizio della gestazione fino a 7 mesi dopo il parto la lavoratrice non può essere adibita a lavori pesanti nonché ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri e comunque deve essere impiegata in attività adeguate al suo stato. E’ inoltre vietato adibire le donne ad attività lavorative notturne (dalle ore 24 alle ore 6) dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.

    Sostituzione di lavoratori in astensione
    In sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori in congedo, il datore di lavoro può assumere personale con contratto a tempo determinato o temporaneo.
    L’assunzione di lavoratori a tempo determinato in sostituzione di lavoratori in congedo può avvenire anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio dell’astensione, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva.
    Nelle aziende con meno di venti dipendenti, per i contributi a carico del datore di lavoro che assume lavoratori con contratto a tempo determinato in sostituzione di lavoratori in congedo , è concesso uno sgravio contributivo del 50 % fino al compimento di un anno di età del figlio della lavoratrice o del lavoratore in congedo e per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento.
    Nelle aziende in cui operano lavoratrici autonome, in caso di maternità, e comunque entro il primo anno di età del bambino o nel primo anno di accoglienza del minore adottato o in affidamento, è possibile assumere un lavoratore a tempo determinato o temporaneo, per un periodo massimo di dodici mesi, con le medesime agevolazioni previste per l’assunzione di lavoratori a tempo determinato in sostituzione di lavoratrici dipendenti.

    Congedi del padre lavoratore
    Il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro nei primi tre mesi dalla nascita del figlio, in caso di morte, di grave infermità della madre o di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. Il padre lavoratore che intenda avvalersi di questo diritto deve presentare al datore di lavoro la certificazione relativa alle condizioni precedentemente elencate.
    I periodi di riposo previsti per il primo anno di vita del bambino e i relativi trattamenti economici sono riconosciuti al padre lavoratore quando:
    i figli siano affidati al solo padre; in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvale; la madre non sia lavoratrice dipendente.
    Sostegno alla maternità ed alla paternità
    Nel capo X del T.U., dedicato alle Disposizioni Speciali, si elencano lavoratori con contratti speciali a cui sono applicabili le norme sul congedo di maternità e paternità:

    1) i lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato o con contratto di lavoro temporaneo dipendenti da amministrazioni statali;
    2) il personale militare;
    3) i lavoratori a tempo parziale, pur con trattamento riproporzionato in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa
    4) i lavoratori e le lavoratrici a domicilio;
    5) i lavoratori e le lavoratrici addetti ai servizi domestici;
    6) i lavoratori e le lavoratrici agricole;
    7) i lavoratori e le lavoratrici socialmente utili;
    8) le lavoratrici con contratto di collaborazione coordinata a continuativa?

    Per le coltivatrici dirette, mezzadre e colone è corrisposta dall’INPS un’indennità giornaliera, per i due mesi precedenti e per i tre successivi al parto dell’80% della retribuzione minima per gli operai agricoli; per lavoratrici autonome, artigiane ed esercenti attività commerciali, invece, l’INPS corrisponde l’80% del salario minimo giornaliero stabilito dall’art. 1 D. L. 402/81. A questi due gruppi di lavoratrici è esteso il diritto al congedo parentale e il relativo trattamento economico, limitatamente ad un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino.
    Alle libere professioniste iscritte ad una cassa previdenza e assistenza è corrisposta un’indennità di maternità per i due mesi precedenti e per i tre successivi alla data del parto
    L’indennità corrisponde all’80% di 5/12 del reddito percepito e denunciato ai fini fiscali nel secondo anno precedente la domanda e, in ogni caso, non inferiore a cinque mensilità di retribuzione calcolate nella misura dell’80% del salario minimo giornaliero stabilito dall’art. 1 D. L. 402/81. L’indennità è corrisposta indipendentemente dall’effettiva astensione dall’attività dalla Cassa di Previdenza a seguito di domanda presentata dall’interessata.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Non sarebbe il caso di rivolgersi agli assistenti sociali e al Tribunale dei minori? Son cose che vann gestite con delicatezza, non certo attraverso un blog. Si premunisca da attacchi che potrebbero essere fatali.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    cara Francesca.. io sono un blog.. Lei avrà certamente assistenti sociali, cancellieri e giudici che la sapranno aiutare. Si rivolga a un legale specializzato sui minori (se non ha reddito può accedere al patrocinio a spese dello Stato).

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    I motivi della perdtà di potestà sono stabiliti dall’art. 330 del codice civile. Non è possibile affrontare tali argomenti delicati in un blog. Si rivolga ad un legale specializzato.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Direi proprio di no. I motivi per la pedita della potestà sono tassativamente stabiliti dall’art. 330 del codice civile.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Mi spiace, ma continuo a dire che, in questa sede, che è solo un blog legale, non posso affrontare argomentazioni così delicate e piene di stravolgimenti che SOLO gli addetti ai lavori vicini alla famiglia possono sapere. Si munisca di un buon legale specializzato che sarà certamete in grado di darLe le giuste indicazioni.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Queste situazioni sono sempre molto particolari e delicate. Necessitano di assistenti sociali e giudici del Tribunale dei minori. Si affidi a un legale specializzato.

  • aurora scrive:

    buongiorno,la madre può togliere la patria potesta dal figlio tramite l’assensa sociale, solo se il figlio a volte non è educatamente corretto perche la madre non lo rispetta come dovrebbe,potrebbe?

  • sara scrive:

    Salve, vorrei sapere se può decadere la patria potestà per un padre che non ha mai provveduto ai figli, affettivamente ed economicamente,che circa 10 anni fa se ne è andato di casa con un’altra donna, e da quasi un anno i suoi figli e la moglie sono andati a vivere in un’altra città. I figli sono maggiorenni, di cui uno disabile motorio,la moglie non è separata legalmente, e lui continua a non dare niente ai figlie, i soldi per comprare i libri per la scuola ad esempio, li dava il nonno materno. I figli lo odiano e non lo considerano più un padre. Cosa dice la legge a proposito?lui ha il dovere di provvedere a loro?come si può fare per far si che la legge lo ”costringa” a fare il suo dovere,che non ha mai fatto?Grazie

  • tatiana scrive:

    buongiorno vorrei un consiglio mio figlio è stato dato in adozione in primo grado di giudizio il 13 giugno ho il ricorso al tribunale ordinario ma visto che le varie relazione delle psicologhe, delle psichiatre, della comunità dove viveva il bambino, della tutrice legale e anche dell’assistente sociale erano positive (solo la CTU e il giudice volevano che mio figlio andasse in adozione) come posso fare per vincere il ricorso? grazie per l’attenzione sono disperata

  • tatiana scrive:

    buongiorno vorrei un consiglio mio figlio è stato dato in adozione in primo grado di giudizio il 13 giugno ho il ricorso al tribunale ordinario ma visto che le varie relazione delle psicologhe, delle psichiatre, della comunità dove viveva il bambino, della tutrice legale e anche dell’assistente sociale erano positive (solo la CTU e il giudice volevano che mio figlio andasse in adozione) come posso fare per vincere il ricorso? grazie per l’attenzione dedicatami

  • Sonia scrive:

    …P.S. Oppure sarebbe possibile adottarlo io, e fargli prendere il mio cognome?( per aprirgli un conto corrente e necessaria la firma e i dati del padre naturale, che può anche ritirare…..)grazie

  • Sonia scrive:

    Salve, ho un bambino di 11 anni affetto da handicap grave, il padre lo ha riconosciuto e poi è sparito.ho l’affidamento esclusivo. Ha conosciuto il padre solo tramite incontri protetti, poi di nuovo 1/2 chiamate all’anno da 2 min circa, però versa il mantenimento da qualche anno.ora il mio compagno, padre delle mie 2 bambine, gli fa da padre, lo educa, lo mantiene, e sopratutto lo assiste e supporta durante i ricoveri e la vita quotidiana…si può far qualcosa x farlo diventare parte integrante di questa nuova famiglia anche a livello giuridico? Il padre naturale nn ha l’affidamento ma ha la patria potestà.grazie

  • francesca scrive:

    salve sono una mamma il giudice ha stabilito di mandare mia figlia di 15 e 3 mesi in una struttura educativa ….potrei sapere che significa …? e poi ke io dovrei fare un percorso genitoriale ….e che devono fare un progetto definitivo entro ottobre 2013 …nn capisco nnt …..ho solo paura x mia figlia che me la portano via e lei sta malissimo continua a piangere xke nn vuole essere portata via da me….

  • Claudio scrive:

    Salve,
    sono il padre di una bimba di un anno avuta da una relazione extra-coniugale. La bimba è stata riconosciuta congiuntamente sia da me che dalla madre che è poi tornata nel suo paese in Romania per accudire il suo primo figlio di tre anni; ogni mese e mezzo circa torna in Italia per vedere ns figlia e stare un pò con lei. il tribunale mi ha chiesto esame dna che ho fatto (sto aspettando i risultati) ma cosa succede se dovesse risultare negativo?

  • patty scrive:

    buongiorno volevo sapere se esiste una legge per madri lavoratrici per quanto riguarda gli orari fissi di lavoro. mi spiego mio marito è fuori per lavoro e starà via per dei mesi quindi ho solo io la gestione totale della bambina (11 anni).

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    La questione è talmente delicata che sarebbe il caso di farla valutare compiutamente da un legale. Naturalmente confermo che ha tutti i diritti e doveri di un padre.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Sono valutazioni delicate che effettuato gli assistenti sociali, con il Giudice dei minori.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Cara Catia… se tutti i genitori disordinati potessero perdere l’affidamento dei figli, direi che staremmo messi proprio male. Mi fa specie che, studiando legge, si sia posta il problema. Dorma sonni tranquilli.

  • catia 68 scrive:

    Buongiorno a tutti, so che il mio quesito in confronto agli altri presentati è molto più superficiale, ma ho bisogno di un parere per togliere un piccolo dubbio:sto studiando giurisprudenza con una particolare predisposizione appunto per il diritto di famiglia; recententemente ho ospitato per una cena un’amica che, vedendo che il mio divano non era in perfetto ordine, ossia aveva libri sparsi sopra,oltretutto testi sui quali sto studiando e della gommapiuma uscita da un cuscino del divano rotto per terra, ha cominciato a dire che se entra mio marito con un amico assistente sociale a causa di questo disordine posso perdere l’affidamento dei figli,uno di 15 anni e mezzo l’altro di 17. Ho problemi di mal di schiena gravi al punto che il dottore della ditta dove lavoro ha emesso un certificato dove dice che devo lavorare a giorni alterni per non sforzarla eccessivamente. Se qualcuno può darmi una conferma al mio pensiero,ossia che gli assistenti sociali abbiano situazioni ben più gravi che qualche libro sparso su un divano da risolvere, ringrazio anticipatamente.

  • piera scrive:

    volevo sapere una bambina di 6 anni che vive in casa famiglia da 16 mesi in una casa famiglia, adesso sembra che vogliano mandarla a casa probabilmente perche a dicembre scadono i 2 anni pero’ suo papa’ e mamma sono separati ed in piu’ il papa non lavora ha un’altra compagna con un bambino e possibile farla ritornare a casa senza che il suo pappa abbia un lavoro per poterla mantenere
    quali sono i requisiti che devono avere sia la mamma ed il papa’ per potersi riprendere
    sua figlia?

  • salvatore scrive:

    salve avrei bisogno di alcune risposte importanti… dopo una relazione con la mia compagna lei e rimasta incinta, dopo un mese di convivenza le cose sono andate male e lei ha deciso di andarsene e tornare a casa sua in peru, non siamo sposati, lei dice che devo dimenticarmi di lei e tanto meno del figlio che sta per avere… possibile che io nn possa fare nulla per impedire che mio figlio cresca senza suo padre?

  • katia scrive:

    Salve, sono una madre che ha un figlio di 3 anni e mezzo ,mi sono lasciata con il padre di mio figlio nel maggio del 2011, perchè scoperto che il padre biologico ha il vizietto (si veste da donna e ha i compagni di giochi ) ,perchè non lavorava ,e non era più presente e un tipo violento ,io nel settembre del 2011 mi trasferì a casa di mia madre perchè non riuscivo a far fronte alle spese , nello stesso periodo conobbì il mio attuale compagno , e mi sono trasferita con mio figlio in sicilia, quando mi trasferi il mio ex a fatto denuncia di rapimento di minore da tetto coniugale che non esiste perche lui per primo lascio l’abitazione nel maggio del 2011, nel maggio del 2012 il mio ex chiamo al mio cell. e ha cominciato a prendermi di offese e minacce con la scusa di voler sentire il bambino ,io gli chiesi di smettere di chiamare poichè ero incinta di 5 mesi con gravidanza a rischio, lui insistette ed io gli feci querela, adesso dopo due anni vuole vederlo,nel frattempo mio figlio chiama papà il mio attuale compagno con cui ho una figlia di 8 mesi ,faccio anche presente che nel febbraio del 2012 il mio ex e finito in galera per 3 mesi con l’accusa di furto, volevo sapere se con queste attenuanti posso impedire al mio ex di vedere mio figlio e per di più se posso togliere la patria podesta al mio ex?

  • mauro scrive:

    salve,volevo solo fare una domanda,io da quasi 5 mesi non convivo piu con la mia compagna di cui abbiamo avuto una bellissima bambina 1 anno e mezzo fa.ho avuto problemi di lavoro,lei non voleva piu che stessi con lei perche mi parlo che non provava piu niente per me…naturalmente ho accettato a malincuore piu che altro per mia figlia,ma da persona equilibrata sono uscito di casa,mi sono sentito un po perso ed ho pensato di andare all´ estero per questo periodo..ho provato a chiamare per sentire come stava mia figlia ma lei non voleva darmi nessuna informazione.adesso torno in italia perche sento troppo la mancanza di mia figlia ma il problema rimane quello del lavoro e la mia paura che lei voglia togliermi la patria podesta perche in questo periodo non sono riuscito a mandare nessun aiuto…puo´ lei farmi questo?…grazie

  • erio scrive:

    BUONASERA, vorrei chiedere in che modo posso togliere il mio COGNOME

    ad un figlio-

  • Roberto scrive:

    Sono un padre separato con un bimbo di 5 anni, 4 anni di ricorsi per la mia domanda di affido esclusivo presso di me…tramite CTU la mamma è stata dagnosticata ‘narcisismo’, ha gravi carenza patologiche, è affetta di epatite C, ha passato tanti anni di tossicopendenza (durante ricorso è venuto fuori che suo marito era morto di overdose, manco lo sapevo)..anch’io ho fatto errori ma ne sono uscito orgogliosamente e sto dando tutti il meglio per mio bimbo, non ho mai saltato un incontro in questi 4 anni, ogni volta mio figlio mi dice di non voler tornare dalla mamma (c’è stato un lungo periodo che appena vedeva la mamma scoppiava in un pianto)… In Tribunale ora parlano come soluzione la casa famiglia, mi sento impotente di fronte a questi Tribunali…i giudici sono padri eterni, non puoi dire nè fare nulla se non te lo permettono…assistenti sociali si occupano di cosa? Di genitori ma non monitorano direttamente i bambini.. Mi vergogno solo di una cosa, di essere italiano.

  • antonella scrive:

    *ps: ho intenzione inoltre di chiedere l’annullamento del matrimonio. cercando su internet ho visto che è possibile richiederlo avendo come causa il timore, abbiamo convissuto insieme meno di un anno e io avevo paura che facesse del male a me e mia madre per i suoi continui scatti di ira e facesse saltare in aria la mia casa in cui vivevamo, visto che un giorno mi disse di possedere dell’esplosivo che si usa per pescare. grazie mille ancora.

  • antonella scrive:

    Buongiorno, le vorrei chiedere se c’è un modo per togliere la patria potestà a mio marito. ho una bimba di 6 mesi lui mi ha lasciata dopo averla dichiarata subito dopo il parta con inganno dicendo a mia madre che è una donna anziana che se non avessero dichiarato immediatamente la bambina non saremmo potuti uscire dall’ospedale. io non volevo mettergli il suo cognome perchè è una persona che in gravidanza si è scoperto molto violento e aggressivo, e subito dopo averla dichiarata con inganno è partito e non so dove sia. non manda soldi alla bambina. mia madre mi aiuta economicamente perchè io non lavoro. abbiamo abitato insieme meno di un anno, gli ho tolto la residenza adesso sono tornata a casa di mia madre e da qualche mese ho scoperto che è un tossicodipendente che fa uso di cocaina. come posso fare? per favore mi aiuti, ho un disperato bisogno di un consiglio. grazie mille anticipatamente.

  • sonne63 scrive:

    A me da l’impressione che in tutti questi post c’è solo tanta voglia di punire senza pensare ad una strada migliore, quella della cooperazione della comprensione e della rinuncia dove ognuno sta arroccato nelle proprie posizioni senza valutare se dall’altra parte ci sono le prerogative di ristabilire un rapporto anche con un aiuto mediato esterno. Si è genitori sempre e la bigenitorialità va aiutata perchè alle volte possono sussistere problemi di capacità o incapacità relazionale sia da una parte che dall’altra tenendo presente che per un bambino perdere un genitore con l’allontanamento provoca dei disordini affettivi da adulto.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    per togliere la potestà a un genitore, devono ricorrere specifiche circostanze che possano far temere per l’incolumità fisica e psichica del bambino. Quanto ai pagamenti non effettuati, ci sono gli strumenti guridici per obbligarlo al versamento.

  • CLAUDIA scrive:

    SALVE VOLEVO UN INFORMAZIONE ,SICCOME HO UN BIMBO DI TRE ANNI E IL PADRE DA QUANDO è NATO NON Dà MANTENIMENTO ,LO CERCA A STENTO ,LO CHIAMA POCHE VOLTE ,NON VIENE MAI HA PRENDERLO PER VEDERLO,TRANNE ALCUNE VOLTE PERCHè IL BAMBINO PIANGE CHE VUOLE VEDERLO è ALLORA SI RIESCE AD AVERE UN APPUNTAMENTO .LUI DICE CHE è SEMPRE OCCUPATO ,MA NON LAVORA,HA SEMPRE COSE DA FARE.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    mi spiace, ma i motivi per agire in tal senso sono estremamente seri, ovvero il genitore deve esssere un pericolo per il figlio. La potestà è il potere del genitore nei confronti del figlio non pienamente capace di intendere e di volere (e quindi minorenne o debilitato psicologicamente), il problema non sussiste quando si è maggiorenni. Quanto agli eventuali debiti, è sufficiente non accettarli tramite accollo, o non accettare l’eredità.

  • consuelo scrive:

    Buongiorno lae vorrei chiedere se esiste un modo per togliere la patria potesta a mio padre anche se io ho 36 anni..le spiego,mio padre e’ sempre stato assente e non ha mai provveduto ne a me ne a mio fratello,in piu sono tre anni che non si fa nemmeno sentire..io non vorrei che in un futuro se avesse bisogno di aiuto noi dovremmo obbligatoriamente aiutarlo..anche economicamente.Le chiedo come ci si puo’ comportare in questo caso e quali sono i nostri obblighi in futuro,anche perche non vorrei dover saldare i suoi debiti..
    grazie anticipatamente

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Se il filgio è stato riconosciuto alla nascita dal padre, la potestà è di entrambi.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Si rivolga agli assistenti sociali. Se ricorrono i presupposti può chiedere al Giudice l’autorizzazione all’espatrio di suo figlio, anche se il padre non da il consenso.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    La situazione è abbastanza complessa, cara Paola. essendo minorenne dovresti rivolgerti al Tribunale dei minori, anche attraverso tua zia e agli assistenti sociali. Oppure attendere il compimento della maggiore età e valutare il da farsi.

  • Paola scrive:

    Salve,mi chiamo Paola e ho 17 anni. Vivo a Palermo con la mia famiglia,mia madre è del madagascar e mio padre è palermitano. Ho una sorella di 8 anni e sinceramente ho paura per la sua adolescenza. Mio padre è una persona molto suscettibile da quando sono entrata nell’età adolescenziale,spesso mi mette sotto forti pressioni e questo mi mette molto alla prova. Ultimamente le pressioni sono molto più pesanti da quando ha saputo che sono fidanzata. I miei problemi non sono solo questi;a causa di queste pressioni,il pomeriggio fuori casa non bastava più e dato che non posso uscire la sera e,devo essere a casa alle 19,ho deciso di marinare la scuola ogni tanto. La prima volta la scuola ha chiamato a casa e ha convocato i miei genitori. Mio padre stava per picchiarmi davanti il vicepresida e per evitarlo i collaboratori del preside mi hanno messa in un’altra stanza. I miei problemi erano iniziati prima,ma questo “evento“ ha peggiorato tutto ovviamente. La situazione prima non era molto “confortante“ dato che i litigi erano spesso e volentieri molto pesanti e molte volte dovevanointervenire i vicini altrimenti andavo a finire in ospedale. Da quando la scuola ha chiamato la prima volta, ogni sera c‘era un litigio assicurato, come un incontro di box,solo che io ero il sacco. Mi venivano tirati oggetti,mi venivano tirati i capelli,calci, pugni e tanto altro;Una volta sono dovuta scappare per la paura. Dopo un po era tutto calmo,ma poi le liti erano tornate pesanti perché volevo uscire col fidanzato ma ora lo conosce e non può dirmi no,solo che le pressioni sono diventate più pesanti. Sono mancata di nuovo un bel po di giorni da scuola e hanno chiamato di nuovo. Mio padre non mi ha ancora picchiata perché mia madre si sentirebbe male,però mi provoca così reagisco e lui mi picchia. Io e mio padre non abbiamo mai avuto un rapporto come nelle altre famiglie,ho sempre ricevuto sempre insulti e minacce(anche di morte).Non sapevo con chi parlare prima e avevo paura,adesso voglio solo che tutto questo finisca,per me e mia sorella. Mio padre ha una sorella cn cui mi vedo di nascosto e vorrei che lei avesse la mia tutela fino a quando farò 18 anni; cosa posso fare? Grazie. Un saluto
    minacce(anche di morte);ogni volta che sbaglio una piccola cosa mi insulta e minaccia.

  • diana marcela scrive:

    ciao vi prego aiutatemi ho avuto un bimbo con mi ex compagno italo domenicano io sono colombiana il quale mi a fatto del male mettendomi le mani addosso senza io farli mai denuncia, ho scoperto a fatto un trio a casa mia con mio fratello che aveva arresti domiciliari a casa mia nella mia stanza con la culla del mio bimbo affianco quando lo ho saputo ho tolto gli arresti domiciliare a mio fratello mandandolo a una struttura galera dopo di che o scoperto che la cugina e stata a vivere per piu di un mese a casa mia aveva un rapporto con il padre di mio figlio dormendo sempre nel mio letto affianco al mio bimbo di due anni perche io viaggiavo per LAVORO sto diventando pazza sto troppo male psicologicamente non so come si puo fare tanto male in cosi poco tempo lo ho mandato via di casa e adesso si e mezzo subito con un altra, cosa posso fare ho dimagrito 10 killi se non piu sto sparendo come una anorexica! voglio andare in colombia con mio bimbo come posso fare per farlo lui non vuole firmare il passaporto mia mamma si sposa o bisogno di staccare di qui un po ed sta gia con un altra fuma marihuana ed e accusato di agresione a publicop uficiale, non mi da niente per il bimbo sempre ho fatto tutto io non o un lavoro in regola ma posso aprirmi la mia partita iva sono molto brava come madre e voglio il diritto a viaggiare con mio figlio; anche se il padre non gli dia niente lui non lavora e sente il fabbisogno diario di fumare marihuana per quello trova soldi aiutatemi vi prego non voglio le assistenti sociale nella mia vita per quello ho sempre dato tutto a mio figlio senza farli mancare mai niente, la sua di familia si intromette allora che dianno loro il mantenimento del mio piccolo come devo muovermi???? quando lui si e mezzo con me era sposato per dargli documenti a la sua ex mi puo acusare di qualcosa????

  • sonia scrive:

    Buongiorno, vorrei chiarimenti in merito alla questione della potestà.Ho un figlio, con il padre non ho mai convissuto e poco dopo che è nato l’ho lasciato perchè non provvedeva alla sua parte di mantenimento del figlio, aveva scatti improvvisi di rabbia e sbalzi di umore, tutto questo anche davanti al figlio, con cui ha stabilito un rapporto in cui alterna momenti di morbosità e attaccamento e protezione eccessiva ad altri in cui non si fa vedere nè sentire per giorni.Così decisi che non potevo continuare a stare con lui e l’ho lasciato, nonostante i suoi ricatti, le sue minacce di rivolgersi ai carabinieri, e che quando il bambino sarebbe stato più grande gli avrebbe raccontato che x colpa della madre non aveva avuto una famiglia ecc…insomma una situazione non facile, tanto che ho preferito non rivolgermi ad alcun Tribunale per non rischiare che poi se la fosse rifatta psicologicamente con mio figlio.Le chiedo pertanto se non avendo mai convissuto e non avendo mai regolamentato la cosa in Tribunale la potestà è di entrambi o solo con il genitore con cui convive.Grazie

  • antonietta scrive:

    sono una ragazza madre e da 9 anni il papa si e sottratto ad essere papa adesso vorrebbe riconoscere mio figlio ed io non voglio posso sapere sepuo farlo o e inutile tutto quello che fa anche perche parlando con un avv. mi ha detto che fino ad 1 anno e 1 giorno di vita del figlio se lui non si fa vedere perde definitivamente la patri podesta vi prego rispondetemi e urgente non so che fare
    saluti antonietta

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Direi proprio di no, posto che la patria potestà si perde con decisione del giudice solo se ricorrono gravi motivi, ovvero se il genitore sia “pericoloso” per la serenità e la vita dei figli, previo attento esame della questione da parte degli assistenti sociali. Non che Lei voglia agire per un Suo interesse personale, stante nel riavvicinamento del suo compagno liberatosi dall’”impegno” di genitore? Se ama davvero il suo compagno, non deve liberarlo dai figli, ma da se stesso.

  • John scrive:

    sono un ragazzo disperato e non saprei più come muovermi.
    Mi hanno sbarrato la vita, la mia famiglia, falcidiandola sul nascere.

    3 anni fa incrocio il mio compagno. lui è un medico, ha 36 anni io 32.
    ci frequentiamo e ci amiamo.
    un rapporto d’amore semplice ma vero ed intenso.

    ci accomuna l’amore, la famiglia, l’umanità.
    la madre aveva avuto sospetti su di lui,perchè lo aveva messo alla prova, costringendolo più volte a fidanzarsi con ragazze di buone famiglie, intese così da lei.
    ma nulla da fare. lui non ne vuole sapere.

    a mia insaputa, prima del nostro incontro lo costringe ad andare in america. procreazione assistita, surrogacy.
    non mi dice nulla fino a qualche mese dopo, quando avendo saputo della certezza dell’inseminazione andata a buon fine, la madre assieme alla sorella, nonchè sua zia, dapprima ci fanno pedinare, poi lo costringono ad allontanarmi definitivamente senza alcuna motivazione.
    i bambini hanno tre anni e vivono in quella che io definisco la casa degli orrori. lui vive con sua madre e fa esattamente quello che la madre gli ordina sotto dicktat. non è in grado di decidere per lui nè tanto meno per i suoi figli. per me è semplicemente genitore e non padre e qui ne passa di differenza.
    Si tratta di un malessere psicopatologico e psicopatogeno che si genera dalla mancanza di una vera famiglia e dallo sofferenza che ancora oggi lui non ha superato circa la separazione dei propri genitori. Amando molto la famiglia e credendo in questo altissimo valore, ne soffre. E si è rifugiato nella culla della madre, credendo di far bene e fidandosi, perché ha solo vissuto con lei la sua infanzia, adolescenza, gioventù, aggrappandosi unicamente a lei. Ma quasi sicuramente cercando anche di compiere dei piccoli passi fuori dal guscio, ma senza risultati o molto scarsi. Ognivolta la madre gli andava dietro in maniera oppressiva, assillante, entrava persino nella propria intimità, imponendogli di scegliere questa o piuttosta quell’altra ragazza come fidanzatina, violando la propria intimità, portandola sul lastrico.
    Inoltre doveva assolvere a questo annoso problema estetico della mamma arrivando ad affittare un utero e inventarsi la morte della compagna. Essere genitori non è uno scherzo e non si può fare il genitore solo perché si sente la necessità di soddisfare un desiderio di qualcun’altro, credendo che i bambini siano bambolotti da pettinare e vestire e basta. I bambini hanno diritto alla verità sulla propria esistenza e hanno diritto alla propria libertà e alla propria vita come avrebbero diritto alla propria famiglia, formata da due genitori siano essi una donna e un uomo, due donne o due uomini. Purchè siano genitori senza alcun tipo di scambio d’identità, la nonna che vuole assolutamente sostituire la mamma o il papà, rutengo che i nonni debbano fare i nonni, gli zii debbano fare gli zii e i genitori devono essere i propri genitori. Non è uno scherzo fare i genitori, lo stesso Freaud ammetteva che quello di genitore è il “mestiere impossibile”. Non si può partire da un presupposto sbagliato, “faccio un figlio, faccio addirittura due figli per soddisfare una richiesta che non è mia”.
    Una persona nella propria progettualità del suo percorso di vita sente questo, ma nascente da un suo personale desiderio. E soprattutto bisogna essere consapevoli di essere genitori, dettato dalle stesse responsabilità che comporta.

    CHIEDO:
    - non avendo alcun legame di sangue, posso mettere in discussione la sua patria potestà, essendo lui non in grado di essere padre ma solo genitore, visto che ha un problema psicopatologico e psicopatogeno nel non riuscire ad arginare la madre che gli ha deciso carriera e vita e vorrà costringere anche la libertà dei bambini, oltre ad aver spezzato il nostro rapporto d’amore, la nostra famiglia e non dando ai bambini una famiglia vera seppure formata da due ragazzi?

    RingaziandoLa fin da ora,
    Cordiali Saluti

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    deve depositare un ricorso al Tribunale dei minori, dimostrando che il padre trascura i doveri con pregiudizio sulla minore.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    potrebbe rispondere di sottrazione di minore. Deve rivolgersi al Tribunale dei minori per ottenere l’affidamento e l’autorizzazione all’espatrio.

  • luigi scrive:

    salve,
    Ho un grandissimo problema e spero tanto che voi mi possiate dare una mano.
    sono italiano e da circa 7 anni convivo con una ragazza francese in italia, tra la nostra unione 5 anni fa e’ nato nostro figlio
    da circa 4 mesi “causa forte crisi in italia” abbiamo deciso di trasferirci in francia
    per farla breve mi sono reso conto che la compagna con cui sto si e’ rivelata una persona indescrivibile”propio ieri sono stato menato dalla mia compagna e suo fratello” la sua famiglia sta cercando in tutti i modi di togliermi mio figlio e mandare me a quel paese!!
    damanda :se prendo mio figlio e lo porto con me nuovamente in italia a cosa vado in contro a livello legale?
    da premettere che mio figlio e’ molto piu’ legato a me e nonostante abbia ancora 5 anni e’ evidente che stia soffrendo fortemente
    grazie a tutti per la cortese attenzione.

  • sabina scrive:

    salve vorrei sapere come fare per togliere la patria potesta a mia figlia e anche il cognome se il mio ex convivente nn mi da nessun mantenimento ,nn vuole vedere la figlia solo perke ‘ nn desidero piu tornare con lui essendo questi manesco e facendomi subire violenza piscologica ,nn ho avviato nessuna pratica di affido perke desideravo ke anche da separati nn sposati specifico ,volevo ke si occupasse della figlia invece e un disinteressato totale ,cosa mi consiglia …..ho 25 anni e mi sento in colpa per lei la prego mi risp ..grazie

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Certamente. Si rivolga ad un notaio.

  • Sara scrive:

    Buongiorno, sono una mamma molto preoccupata per il futuro dei miei figli. Mio marito ha contratto, negli anni, molti debiti e adesso riceve continue richieste affinchè questi debiti siano saldati, anche attraverso il tribunale. Quello che mi preoccupa e che i creditori possano in futuro rivalersi anche su di me e i bambini, se dovessimo ereditare immobili e soldi rischiamo di perdere tutto? C’ è una soluzione perchè ciò non accada? Grazie

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Art. 390 c.c.. Emancipazione di diritto.
    Il minore è di diritto emancipato col matrimonio.

    Art. 397. Emancipato autorizzato all’esercizio di un’impresa commerciale.
    Il minore emancipato può esercitare un’impresa commerciale senza l’assistenza del curatore, se è autorizzato dal tribunale, previo parere del giudice tutelare e sentito il curatore.
    L’autorizzazione può essere revocata dal tribunale su istanza del curatore o d’ufficio, previo, in entrambi i casi, il parere del giudice tutelare e sentito il minore emancipato.
    Il minore emancipato, che è autorizzato all’esercizio di una impresa commerciale, può compiere da solo gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione, anche se estranei all’esercizio dell’impresa.

  • Sara scrive:

    Gentile Avvocato,

    volevo parlarle della mia situazione che ritengo alquanto agghiacciante.

    Ho un bimbo di 10 mesi, nato negli UK dove io ed il mio compagno ci siamo conosiuti.
    Premetto che siamo entrambi Italiani anche se io di Napoli e lui di Reggio Emilia. Quando siamo venuti in Italia in occasione delle vacanze pasquali, nel giorno del battesimo del bimbo e di fronte ad entrambe le famiglie il mio ex compagno ha inscenato una discussione il tutto per andare via. Lascia me e mio figlio, dove sono attualmente, a casa dei miei genitori, e parte con la sua famiglia.
    Da allora chiedeva una volta ogni tanto del bimbo fino poi a scomparire del tutto senza interessarsi ne’ moralmente ne’ economicamente del bambino. La sua famiglia invece, la madre, mi fa pressioni mentali appoggiando in questo comportamento il figlio e volendo vedere il bimbo solo su skype perche’ per lei che e’ giovane (53 anni) e’ troppo scomodante prendere un treno e venire al vedere il bimbo.

    Non e’ il mantenimento che voglio, ma solo salvaguardare mio figlio da chi non lo considera. Far in modo di tutelare me e il bimbo e crescerlo nel modo piu’ sereno possibile.
    Cosa posso fare? Puo’ essere considerato abbandono di minore e allontanare lui e la sua famiglia da mio figlio?

    La ringrazio veramente tanto anche solo per aver avuto la pazienza di leggerla questa mail cosi’ lunga!

    Cordiali saluti

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    devono sussistere gravi motivi, e per questo sono demandati i servizi sociali. Attraverso loro può fare domanda al Tribunale.

  • Komal scrive:

    SAlve,
    Ho una domanda, mio ex marito ha sempre pagato il mantenimento regolarmente anche se con minacce e ritardi.. Comunque sia in 8anni di separazione non ha mai preso cura della bambina e quell poco che l’ha vista è stato pieno di rancore verso di lei.. Ha anche detto e fatto a lei delle cattiverie gratuite.. Mi ha denunciato di non fargli vedere nostra figlia quando non era vero anzi quelle 10 volte che si sono visti (incluso tutte le buche che le ha dato e le volte che ha disdetto..)
    Comunque adesso sono più di 5 anni che nn se la fila per niente.. Non paga nessuna delle spese mediche/sportive/scolastiche che secondo la sentenza Dell tribunale, dovrebbe pagare… Ogni volta gli chiamo o lo chiama la bambina per parlare lui attacca in faccia e le dice le peggio cattiverie Dell tipo “se arrivi seconda sei una perdente” oppure “tua sorellina è la tua sorellastra che un giorno ti ammazzerà per i soldi che dovrebbero essere solo tuoi” tua madre ha tanti fidanzati e dovresti chiamare uno di loro il tuo papà”, “perché non andate a morire da qualche parte così non dovrò più spendere una lira” etc, etc, etc,! E adesso non vuole firmare il passaporto per la bambina dicendo che io la porterò in india per vivere la.. (io sono indiana ma vivo qui da 10anni, lavoro anche se in nero, perché non campo con 500euro al mese che mi da lui) lui dice che non ho un lavoro e quindi nessun motivo per tornare.. Che poi anche se forse così non le ha mai fatto un augurio di compleanno o di natale, figuriamoci un regalo e mi sta creando ancora problemi se non altro..
    Anche i servizi sociali hanno una pessima relazione su di lui per cui ha perso anche il affido condiviso.. Infatti sono l’unica che ha l’affido della bimba.. Ho tutte persone come educatori, insegnanti Dell asilo e scuola materna che sono disposte a testimoniare per non parlare del mio datore di lavoro che è un medico psichiatra/psicoterapeuta..
    La mia domanda è si puo fare richiesta per rievocare la potestà della bambina??
    Vi chiedo scusa in quanto straniera di aver fatto errori di grammatica o di ortografia.
    Grazie a tutti,
    Komal Sonia

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Direi che non posso aiutarla non avendo alcuna conoscenza della situazione. Si affidi al Suo legale, sono certa che saprà assisterLa nel modo migliore.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Non potrei mai risponderLe, sono situazioni particolari che necessitano di puntuale vaglio da parte degli organi preposti.

  • andrea scrive:

    la mia convivente fa uso quotidiano di cannabis,,mariuana..il suo carattere talvolta è pieno di rabbia e arroganza,,abbiamo un figlio di 22 mesi e quando lavoro sono preoccupato per la sua salute..lei nnon vuole smettere..se mi rivolgo al tribunale dei minori,,quante possibilita’ ho di portare via il bambino??

  • milena scrive:

    Gentile avvocato sto per diventare mamma per la prima volta il padre di mia figlia mio convivente è agli arresti domiciliari per detenzione ai fini di spaccio 2 anni e 8 mesi ne ha gia scontati 1 anno e 3 mesi senza mai chiedere permessi e ha ogni controllo da parte dei carabinieri lo hanno sempre trovato a casa..Tramite il suo avvocato ho fatto fare la richiesta per assistere al parto..La richiesta è stata respinta l avvocato vuole sapere il giorno preciso della nascita per fargli fare un permesso per venire in ospedale per il riconoscimento..Io finisco le 40 settimane 8 agosto ma non posso sapere di preciso quando la bambina nascerà..Credo che il mio compagno ha tutti i diritti di vedere e riconoscere sua figlia che grazie al suo arrivo ha deciso di cambiare vita mettendo la testa a posto…Sono disperata che altro si puo fare?

  • Matteo scrive:

    Salve volevo sapere se l’emancipazione minorile poteva essere eseguita senza il matrimonio, apertura di un’attività, ma semplicemente perchè ci si vuole allontanare dai genitori con i quali non si vive secondo i diritti dei minori, grazie..

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Difficile che le possa togliere Sua figlia. A ogni modo, riterrei necessario rivolgersi ad un legale per tutelare Lei e sua figlia.

  • marica scrive:

    gent, avv. volevo sapere un parere ho una figlia di 5 mesi riconosciuta dal padre!io ho lasciato il mio ex ragazzo padre di mia figlia perche e un uomo molto aggressivo mi alzava sempre le mani infatti lo lasciato quando io ero incinta di 5 mesi x per tanto meno sono finita in ospedale..il problema e quanta e nata mia figlia lui e venuto a riconoscerla ma non la mantiene…e cosi io ho rifutato di farlo venire ha casa mia a vedere mia figlia 1 perche non la mantiene,secondo perche ho paura e un tipo molto violento..lui adesso dopo 5 mesi vuole mettere nel mezzo l’avvocati perche vuole l’affidamento di mia figlia???lo puo fare??io ho tanta paura nn penso ke i giudici gli daranno l’affidamento a lui sopratutto ke tipo e??volevo sapere come mi devo comportare grazie in anticipo…..

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Se non vi è alcuna disposizione in merito, trattasi di sottrazione di minore.

  • Stefano scrive:

    Salve avvocato,
    Una minorenne di genitori conviventi, ancora prima di alcuna sentenza, viene sottratta dalla madre. Di lei non si hanno piu notizie, il padre cerca di contattarla ma l’ex compagna non gli fa vedere la bambina. Non risponde al telefono ne al citofono. È possibile rivederla prima della sentenza del giudice? Potrebbero passare mesi nonostante la procedura d’urgenza gia avviata al tribunale dei minori; nell’interesse del minore c’è un modo per permetterle di rivedere il padre??? La madre puo perdere a questo punto l’affidamento esclusivo??? Le forze dell’ordine possono aiutare il padre??? Grazie anticipatamente.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Sara, innanzitutto ha un legale e credo che la stia seguendo al meglio, tenuto conto, naturalmente, che io non conosco i fatti. Se la serenità di suo figlio può essere compromessa, si rivolga agli assistenti sociali per trovare la soluzione più confacente per il piccolo.

  • SARA scrive:

    Buongiorno Avvocato,
    le spiego in breve la situazione in cui vivo. Ho avuto un figlio nato da una convivenza con una persona pluripregiudicata quando avevo 21 anni. Durante la gravidanza lui è stato arrestato e condannato a 14 anni di carcere. Inizialmente il piccolo aveva il mio cognome ma dopo un anno ho accettato di farglielo riconoscere e di mettere il suo cognome senza capire assolutamente che insieme al cognome gli stavo consegnando la patria potestà. Lui e il bimbo si sono incontrati spesso in carcere quando era piccolo e non capiva dove lo portavo. Ora ha sette anni ed è circa una anno che non lo vede per la distanza del carcere in cui nel frattempo è stato trasferito. Non abbiamo mai avuto motivi per scontrarci per ciò che riguardava l’educazione di ns figlio nonostante io e lui fin dal suo arresto abbiamo smesso di essere una coppia. Ora io e mio figlio viviamo col mio nuovo compagno da due anni che è carabiniere e la cosa non è gradita al mio ex che sta iniziando a creare problemi. Parlando con un legale ho chiesto se posso togliergli la patria potestà visto che tra un paio di anni è prevista la sua scarcerazione (sconti di pena italiani..) e minaccia di rovinare l’equilibrio familiare che mio figlio ha finalmente raggiunto perchè dice che la legge lo protegge perchè ne è il padre. Mio figlio chiama e considera padre il mio nuovo compagno. Ho speranza che un giudice mi ascolti e mi liberi dalla paura di essere costretta a consegnare nelle mani di una persona che ha passato più tempo dentro che fuori e che non avendo un mestiere, probabilmente continuerà a delinquere anche dopo? il mio avvocato mi dice che mi devo raspettare una risposta del tipo che era un pregiudicato e un detenuto anche quando gliel’ho concessa e che non potrei per gli stessi motivi ora chiedere che gli venga tolta.
    La prego di darmi un suggerimento quanto prima

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Se ci sono requisiti di urgenza (e ciò dovrà provare il Suo legale) potrebbe darsi che l’udienza venga fissata a breve, ma dipende sempre dai Tribunali.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Deve rivolgersi al Tribunale e chiedere tutti i chiarimenti. Trattasi di un’adozione particolare certamente più snella di quella legittimante.

  • Nadia scrive:

    Gentile Avvocato,mio figlio e’ stato affidato congiuntamente a me ed al mio ex compagno due anni fa.Da allora le condizioni psicologiche del padre di mio figlio sono peggiorate,e’ sempre più dedito al gioco delle macchinette e probabilmente all’uso di cocaina,non e’ in grado di curarsi del bimbo e nei miei confronti e’ sempre più pieno di astio per non dire odio…sembra una bomba che sta per scoppiare.Ho già preso accordi con l’avvocato per inoltrare al tribunale dei minori una richiesta di modifica delle condizioni di affidamento ( sara’ inoltrata settimana prossima). Volevo sapere quali potrebbero essere le tempistiche da oggi in avanti prima di una nuova convocazione in tribunale.La prima volta ci vollero sei mesi…e’ possibile che anche questa volta debba trascorrere così tanto o posso avere speranza di tempi più brevi?Ho ricevuto più di una risposta ma tutte discostanti fra di loro…vorrei conoscere anche il suo parere.Grazie

  • Lucia scrive:

    Gentile Avv. Corsi,
    innanzitutto grazie per la sua preziosa risposta!

    E in base a quale criterio viene rilasciata l’adozione? E quanto tempo più o meno occorre?

    Grazie e buon lavoro
    Distinti saluti
    Lucia

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Suo marito dovrà procedere con l’adozione di sua figlia.

  • Lucia scrive:

    Gentile Avv. Corsi buongiorno,

    il mio compagno è morto un’ora prima che mia figlia nascesse, quindi non ha dichiarato di essere il padre legittimo.
    Purtroppo ora che mia figlia ha compiuto 5 anni, mi sono ammalata di tumore e la “nonna paterna” vorrebbe prendersi cura della bimba.
    Ma io non voglio, pertanto ho deciso di sposare un uomo che amo e vorrei che lui si prendesse cura di mia figlia!
    Io vorrei sapere quest’uomo nei confronti della mia bambina cosa diventerà? Padre Legittimo? ottiene solo La Patria Potestà? o qualcos’altro?
    Ed eventualmente si parli di Patria Potestà, in quanto tempo quest’uomo può entrarne in possesso? Dovranno per caso fare delle verifiche nei confronti di quest’uomo prima i Servizi Sociali per rilasciare la Patria Potestà?
    E se io venissi a mancare durante tutte queste procedure, a chi verrà affidata mia figlia?
    Grazie e buon lavoro
    Lucia

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Il Suo avvocato saprà certamente consigliarLa per il meglio. L’intervento degli assistenti sociali determinerà con attenzione la situazione e, se dovesse emergere che il padre possa essere pericoloso per il bimbo, potrà agire anche per la patria potestà.

  • Nadia scrive:

    Gentile avvocato,mi trovo davanti a scelte molto delicate e vorrei sapere qualcosa in piu’ rispetto a ciò che mi attende.Sono separata da 4 anni e vivo con mio figlio di sette.Optai due anni fa per un affidamento congiunto nella speranza che la situazione potesse migliorare:il padre del bimbo ha una personalità complessa in quanto da sempre soffre di forti dipendenze,in particolare gioco d’azzardo e cocaina con qualche”capatina all’alcool”.Spesso alterna queste dipendenze…in questi ultimi anni il gioco ha sicuramente prevalso ma ahimè mi giungono voci sconfortanti anche sul resto.Ad ogni modo questi problemi hanno seriamente compromesso il nostro rapporto di genitori creando conflitti enormi.sono rimasta vittima di vere e proprie persecuzioni sfociate in querele per non parlare del fatto che il signore in questione non e’ in grado di accudire il bimbo,mio figlio e’ spesso un mezzo per potermi perseguitare…il dramma e’ che quest’uomo se cosi’ lo si puo’ ancora definire e’ ignaro della sua condizione psicofisica e dunque continua ad arrecare danni a me e al bimbo,siamo alla sua merce’…ho contattato già il mio avvocato e stiamo per procedere per chiedere al giudice l’intervento degli assistenti sociali.Secondo lei,dati i presupposti,potrei far togliere a questo padre la patria potestà ?E se così non fosse come dovrei procedere?Potrei allontanarmi dal territorio?Quali conseguenze ci sarebbero?Veramente potrei essere obbligata a vivere così ?Non penso di poter resistere ancora a lungo….Grazie per la sua attenzione

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    L’ art. 330 c.c. prevede che il genitore che viola o trascura i doveri ovvero abusa di poteri inerenti alla potestà parentale (violazione, trascuratezza, abuso), con grave pregiudizio per il figlio, venga dichiarato decaduto dalla potestà dal Tribunale per i Minorenni, intendendosi, per gravi motivi, anche un suo allontanamento dalla residenza familiare.
    Per quanto concerne i casi concreti, la sanzione può essere irrogata, non solo nell’ipotesi di maltrattamenti fisici nei confronti del figlio, ma anche in caso di comprovata incapacità di capire i bisogni del minore con coartazione psicologica da parte del genitore. Inoltre si può decadere dalla potestà nel caso di inottemperanza dei genitori ad un ordine dato dal Giudice (cure mediche, vaccinazioni).
    Non sono invece stati ritenuti sufficienti altri elementi di fatto emergenti dalla condotta genitoriale, quali il disaccordo nell’affidare il figlio alle cure dei nonni, la circostanza che il genitore viveva con una persona non gradita al minore, ovvero una grave malattia mentale della madre o l’attività di meretricio praticata dalla madre.

  • nereide scrive:

    Quali sono i motivi per cui un Tribunale può dichiarare decaduta la patria potestà?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Federica, io non posso darle nessuna risposta. Vada dal Suo avvocato e si faccia chiarire la questione. Se non ha possibilità di pagare, esiste il patrocinio a spese dello Stato (oovero l’avvocato lo paga lo Stato Italiano e non Lei).

  • federica scrive:

    salve vi scrivo perchè avrei bisogno di un consiglio i miei figli minorenni entrambi sono stati dati in adozione già da un paio di mesi volevo sapere visto e considerato che l’impugnazione volevo farla ma per motivi di lavoro ed economici non potevo muovermi il mio avvocato ha annullato tutto dicendo che non si poteva presentare senza di me posso sapere se avrei ancora una speranza per non perdere i miei figli che vorrei qui vicino a me?
    vi prego cortesemente una risposta
    grazie

  • Lucrezia scrive:

    dimenticavo avvocato ke io ho l’affidamento esclusivo

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Cara Lucrezia, il Suo avvocato che Le dice? Ma come faccio a dirLe se può vincere una causa senza averne la minima cognizione? Non posso assolutamente indicare nulla.. sono situazioni molto delicate in cui intervengono gli assistenti sociali, il Tribunale dei minori.. con apposite relazioni e verifiche fattuali della realtà familiare. Parli con il Suo legale.

  • Lucrezia scrive:

    Dimenticavo avvocato tra l’altroio ho l’affidamento esclusivo della bambina

  • Lucrezia scrive:

    Salve avvocato, volevo chiederle un parere..
    Tra un paio di mesi avrò l’udienza al tribunale dei minorenni per far decadere la patria potestà al padre di mia figlia..
    Siccome è stato sempre un uomo disinteressato, facendosi vivo solo quando gli sembrava comodo senza mai vedere la bambina (e adesso ne son passati 9 di anni) non ha mai dato il mantenimento (apparte 200-300 euro in 9 anni) non ha mai contribuito ad eventuali spese non si è mai presentato agli incontri con psicologa ed è sparito completamente insomma avvocato mia figlia ha 10 anni e non ne vuole sapere nulla di lui x lei il suo papà è il mio attuale marito.. Crede ke io potrei vincerla questa causa?
    La ringrazio in anticipo
    Lucrezia da Bari

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    di andare da un avvocato e verificare se vi sono i presupposti per chiedere l’affidamento esclusivo.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    cara Angela, per quanto riguarda la casa dipende. Se il bimbo resta a vivere con Lei (cosa altamente probabile) il giudice può stabilire il diritto di abitazione con pagamento da parte di Suo marito, ovvero con un mantenimento, per Lei e per Suo figlio, che Le permetta di provvedere al canone di affitto. L’assegno viene determinato in base al reddito di ciascuno dei coniugi per permettere al coniuge più debole di mantenere la vita che aveva in costanza di matrimonio. Per i tempi stessa cosa, è una domanda a cui non posso rispondere, solitamente nell’atto di separazione si indica genericamente che il marito permarrà nella casa fin quando non reperisce altra abitazione. A ogni modo deve farsi assistere necessariamente da un legale che saprà essere più specifico in base al Suo caso.

  • Angela scrive:

    Salve,vorrei un’informazione,sono sposata ed abbiamo un bimbo di quasi 18 mesi. Io non lavoro e lui si,sta in regola e prende uno stipendio di 1200 euro al mese. Con noi abita la madre,anche lei con stipendio regolare,io vorrei separarmi,ma posso rimanere in questa casa che è in affitto? O devono rimanerci loro che hanno la possibilità di mantenerla? Quanto piu o meno,mi spetta di mantenimento per il bambino? Quanto tempo devo dargli per fargli trovare un’altra sistemazione? La ringrazio anticipatamente.

  • mauro scrive:

    Buongiorno Avv.
    io e mia moglie abbiamo l’affidamento condiviso di nostra figlia di 10 anni. La teniamo 6 gg io e 8 giorni lei consecutivi. Io provvedo al mantenimento mensile della bimba dell’altro figlio (ormai maggiorenne da 3 anni) e di lei, in più pago il mutuo della casa dove lei abita con i figli. Il problema è che lei non tiene mai nostra figlia quando tocca a lei e la lascia sempre ai nonni ormai ottantenni e a scuola non la segue e non la porta mai da nessuna parte nè alle lezioni extra scolastiche nè a fare qualche passeggiata, dice di non aver tempo ( anche se lavora 7 ore al giorno facendo turni, quindi ha sempre o pomeriggio o mattine libere). Cosa mi consiglia di fare?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    ad un avvocato per agire in giudizio e chiedere l’obbligo di corresponsione del mantenimento.

  • R scrive:

    salve,
    speigo brevemente la mia situazione.Due anni fa è venuta a mancare mia madre
    quindi siamo rimasti con mio padre.Siamo 3 figli tra cui un minore
    Mio padre da quando è morta mia madre, si sta rifacendo una vita con un’altra donna,non prendedosi cura di noi.Non ci da soldi per i viveri e in piu abbiamo avuto lo sfratto dalla proprietaria di casa in quanto non abbiamo pagato l’affitto per piu mesi, stamattina hanno ridotto il carico dell’elettricità e gli assegni che pprende dal comune per la nostra famiglia, li usa con la sua compana
    La maggior parte del tempo lo trascorre con lei, a casa ormai viene quando li pare.
    Cerco un’aiuto disperato, io e l’altro fratello maggiore siamo disoccupati e non possiamo andare avanti da soli,mio padreè molto violento verbalmente,non si puo affrontare un discorso in quanto fa la parte della vittima.
    A chi posso rivolgemrn?
    GRAZIE

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    caro Giuseppe, se si dimostra la volontà di curarsi e sottoporsi a terapie, direi che non ci dovrebbero essere limitazioni alle visite della bimba, al limite si protrebbero prevedere visite assistite. Ma è davvero difficile che si arrivi a togliere un padre alla propria figlia.

  • giuseppe scrive:

    buongiorno,sono un bipolare,curato bene,mi sto separando in modo difficile,ho una bimba di 3 anni.
    sono stato ricoverato due volte in reparto di riabilitazione psichiatrico,nell’arco dei 4 annni di mia figlia con rispettiva gravidanza xche’ portato ad una fase di forte esasperazione da parte della mia ex convivente .
    ora si andra’ davanti al tribunale dei minori per la nostra separazione e per l’affidamento della bambina xche’ con gli avvocati non siamo riusciuti a concludere niente causa il conflitto.
    cosa posso andare incontro io papa’dopo quello che ho e coda mi e’ successo,grazie

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    cara Cira, non solo pochi, purtroppo in casi simili ai suoi. L’unica cosa che può fare oltra alla denuncia penale, è verificare se soa marito ha dei beni intestati o percepisce reddito e procedere con l’esecuzione forzata.

  • CIRA scrive:

    SALVE AVV. IO VOLEVO UN CONSIGLIO IO SONO SEPARATA E IL MIO EX NN FASSA I RISPETTIVI ALIMENTI AL BAMBINO PUR AVENDO LA SENTENZA DEL GIUDICE IO GIA O FATTO UNA DENUNCIA MA ALLA FINE NN O RISOLTO NIENTE XKE LUI CONTINUA A NN DARE NULLA AL BAMBINO COME DEVO FARE LEI MI PUO CONSIGLIARE………. XKE IL MIO AVVOCATO STA SOLO FACENDO SCORRERE MESI SENZA RISOLVERE NIENTE MI DICE NN SI PREOCCUPI MA ALLA FINE LA SPUNTA SEMPRE LUI KE VEDE IL BAMBINO NEI GIORNI STABILITI E NN GLI PASSA 1CENTESIMO ASPETTO UNA SUA RISPOSTA

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    direi che può stare tranquilla. Ma questo dovrebbe dirlo il Suo avvocato, che certamente ha più cognizione di me della Sua situazione.

  • Anna scrive:

    Buonasera Gent.ma Avv. Corsi..
    sono gia’ assistita dallla migliore avvocatessa per i minorenni del veneto..è molto conosciuta anche a Venezia..fa parte anche del collegio del tribunale per i minorenni di Venezia..mi diceva che molto probabilmente lui si è stancato di fare la strada per un ora a settimana..ed a oggi 19 marzo non si è ancora fatto ne sentire ne trovare dagli assistenti..non risponde alle varie chiamate e nemmeno richiama..io comunque la bimba l ho sempre portata ai vari incontri,sia quelli con lui protetti sia al centro per il recupero di un eventuale abuso..mi sono sempre comportatacome mi hanno detto..sia come orari,sempre puntuale,sia come giorni,facendo anche perdere alla bimba un corso fatto con la materna che frequenta..la mia paura leggendo vari articoli su internet è quella che lui mi possa denunciare per sottrazione di minore..ma penso nn sia il mio caso..forse arrivati a questo punto è lui che rischia di perdere la potesta’?????il tribunale una volta ricevuto la relazione degli assistenti dove scrivono che lui è “sparito”cosa puo’ decretare?
    La ringrazio anticipatamente per le sue risposte..e attendo l ennesima..
    Lei mi e’ molto utile..

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Lei non rischia nulla.. se l’atteggiamento assenteista o pericoloso permane, potrebbe valutare l’opportunità di togliere la patria potestà.. Sarebbe il caso che si rivolgesse ad un legale specializzato.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    non è paradossale, ma tipico dei portatori di questa malattia non riconscerla.. ne so molto in materia, mi creda.. queste pesone vanno aiutate e la famiglia, purtroppo non ci riesce..serve una terapia costante e supporto medico specifico.. quanto alla separazione il Giudice valuterà con estrema attenzione le circostanze e Lei stessa valuterà se richiedere l’affidamento esclusivo.

  • roberta scrive:

    Salve, sono all’inizio di una separazione delicata. Mio marito soffre dal disturbo bi-polare, é alcolista, usa varie droghe come auto medicazione. Ha avuto diversi incidenti in macchina. é stato un matrimonio difficile e complicata nella quale mi sembra di aver perso quasi qualsiasi dritto umano per cercare di tenerlo calmo ed evitare violenze sia fisiche che psicologiche.
    Paradossalmente, lui nega tutto, nonstante la diagnosi e soggiorno in casa di cura. Dice che é tutto colpa mia. lui è medico, io casalinga.
    La nostra figlia ha 5 anni.
    Sarei seriamente preoccupata se grazie alla separazione lui avesse l’affidamento condiviso. Vorrei limitare l’affidamento in maniera da non mettere la figlia in situazioni che potrebbero risultare pericolose. é possibile?

  • Anna scrive:

    Buongiorno..sono la mamma dell bimba di 4 anni che vedeva il padre con gli incontri protetti..la situazione è cambiata..la bimba rifiuta in modo assoluto di vederlo..io comunque l ho sempre portata e al momento della visita l educatrice ,vedendo la bimba disperata,mi ha sempre detto di riportarla a casa..bene..gli incontri sono stati sospesi..è arrivato il decreto provvisorio dal tribunale per i minorenni..il profilo di lui è risultato al quanto “pericoloso”,ansioso,depresso,apatico verso i bisogni della figlia,ecc..lui è sparito di nuovo..nn risponde piu’ neanche agli assistenti sociali che gli devono spiegare il decreto..cosa rischio io e cosa rischia lui se continua a negarsi????
    grazie x le risposte..Anna.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    direi che è estremamente difficile far perdere la patria potestà.. è necessario che il genitore sia pericoloso per i propri figli e non mi pare il caso. Per vedere i suoi figli, dovrebbe chiedere il sostegno degli assistenti sociali, rivolgendosi al Tribunale dei minori.

  • elena scrive:

    Gentile D.ssa
    sono sepatata da due anni,con il mio ex marito e’ impossibe andare d’accordo x quanto riguarda i figli…io purtroppo ho perso il lavoro e mi sono ritrovata senza un stipedio e con l’avvocato abbiamo deciso che i piccoli rimanessero con papa’e cosi abbiamo fatto.Il problema e che io mi sono dovuta trasferire a 1300km Di distanza da loro e li vedo 10/15 giorni ogni sei mesi e purtroppo Di lavoro non ho ancora trovato niente e quindi di mantenimento non riesco a dargli niente….. e ieri come sempre abbiamo litigato x telefono solo perche gli ho chiesto se a fine scuola i piccoli potevano scendere da me x le vacanze e lui mi ha detto Di no,sapendo che sulla separazione io ho li permesso Di andarli a prendere ma non ce niente da fare me li nega sempre…. e lui ieri x finire la discussione li ha detto che mi fara perdere pure la potesta genitoriale. Volevo chiederle puo farlo?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    mi scusi ma forse non ho capito. Se Suo marito non ha alcun problema di salute, non vedo perché preoccuparsi.
    Qualora il punto fosse che abbia avuto rapporti anche dopo il matrimonio, o le abbia nascosto una grave patologia, certamente potrebbe chiedere la separazione. Ma quanto alla potestà genitoriale, se non sussistono gravissimi motivi per ritenere che il padre sia pericoloso per la scescita del bambino, riterei altamente improbabile che Lei lo possa chiedere. Le consiglio, comunque, di consultarsi con un legale e approfondire in quella sede la questione che nei termini da Lei riferiti non è sufficientemente comprensibile.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Caro Gaetano, da quel che mi descrive, pur non essendo un medico, è probabile che Sua moglie soffra di disurbo bipolare, che deve essere assolutamente seguito da uno specialista.
    Ora, se ha motivo di ritenere che Sua moglie non possa provvedere adeguatamente a vs. figlio, potrà rivolgersi ai servizi sociali, attraverso il Tribunale dei minori, affinché provvedano ad effettuare dei colloqui e verificare la situazione.
    In tal caso potrebbe chiedere l’affido temporaneo. Ma sarebbe il caso che si consultasse con un legale.

  • gaetano scrive:

    buongiorno,sono un padre separato,ci siamo sposati nel 2002.io avevo preso casa in affitto.ma quabdo abbiamo iniziato la nostra vita matrimoniale avevo notato strani comportamenti di mia moglie e cioe’ mi spiego meglio:aveva strani modi comportamentali che variavano a un assoluto silenzio a momenti di pazzia assoluta senza un motivo.poi indagando meglio ho visto che lei prendeva dei psicofarmaci in continuazione,e che mi aveva nascosto questa cosa per ben 4 anni.adesso vengo al fatto che mi preoccupa di piu’:abbiamo un bambino di 7 anni affetto da una malattia genetica purtroppo.alle volte quando ci sentiamo per telefono mentre parliamo pacificamente senza un motivo sento dal telefono che picchia mio figlio continuamente fino a farlo piangere.mi ricollego al fatto dei psicofarmaci,che assume la mia ex moglie non sara forma di pericolo per mio figlio e se si,in che maniera giuridica posso difendere mio figlio da questi attacchi di pazzia pura che a la mia ex moglie?in attesa di una risposta vi porgo i miei saluti.grazie

  • Monica scrive:

    Buongiorno, sono Monica in attesa di un bimbo che arriverà tra circa un mese. Mi sono sposata a giugno 2011 ed ho scoperto da qualche giorno che mio marito ha avuto in passato comportamenti sessuali a rischio di cui non ero a conoscenza a causa dei quali ha fatto a mia insaputa il test dell’HIV anche dopo il matrimonio. Ora però sono stata costretta a sottopormi ad altri tipi di acccertamenti perchè l’HIV non è l’unico problema che però sembra scongiurato.
    Trascorrerò l’ultimo mese di gravidanza con l’angoscia dei risultati, ci sono i presupposti per togliere al padre l’esercizio della potestà genitoriale? Se si, questo lo solleverebbe da tutti i doveri giuridici ed economici?
    Grazie

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    Finché i figli sono minori, vi è sempre un conrollo da parte degi assistenti sociali, anche se molto più dilatati nel tempo se le relazioni sono positive. Ma anche a voler ammettere che vi sia una sorta di chiusura della pratica, ciò non toglie che ci si può rivolgere sempre al Tribunale dei Minori in caso di nuove circostanze che necessitino un intervento.

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    deve sempre rivolgersi al Tribunale dei minori, anche attraverso gli istituti di asistenza sociale, per modificare le ordinanze di incontro o per togliere la patria potestà. Per il mancato pagamento del mantenimento, inoltre, può agire penalmente nei suoi confronti. Essendo la questione così delicata, ritengo necessario che Lei si affidi all’assistenza di un legale esperto.

  • Anna scrive:

    Buongiorno..sono mamma di una bimba di 4 anni..mi sono separata dal mio convivente e padre di mia figlia da ormai 3 anni..lui è stato condannato per stalking nei miei confronti sempre in presenza della bimba..ovviamente ha chiesto appello e sto aspettando la sentenza..cè stato un presunto abuso sessuale su di lei..è sparito per un anno e poi quando ha saputo che il tutto era stato archiviato per mancanza di prove materiali si è fatto vivo tramite il tribunale per i minorenni..non versa l assegno intero..si è autoridotto l importo..nn si è mai interessato come sta sua figlia..ora il tribunale ha decretato gli incontri protetti dove su 10 è stato presente 6 volte..premetto che lui è benestante..ha un lavoro in proprio..da 3 mesi nn versa iu’ nulla..ha una fedina penale alquanto sporca..
    domando..ci sono i presupposti per togliere anche in parte la podesta’????
    vivo nel terrore che lui possa fare del male ancora a me e alla piccola..e se dovesse succedere nn penso di poter superare quello che ho subito fino adesso..
    attendo una risposta..grazie Anna.

  • Rosa scrive:

    buona sera vorrei sapere una cosa sono stata convocata dai servizi sociali dopo tre anni per sapere da me se và tutto bene con mio figlio,se siamo in buoni rapporti con il mio ex marito e se io adesso stò bene,il mio ex a dato l’ok pure ,ma vorrei sapere una cosa il tribunale dei minori una volta che assistente sociale dice che tutto è ok,non procederà più,sarebbe a dire la pratica viene chiusa?oppure ci saranno accertamenti?ricordo che la mia era una separazione giudiziale con un tentato suicidio da parte mia e querele fatte dal mio ex marito,è poi si è trasformata in consensuale.Ripeto adesso siamo in buoni rapporti ,vorrei capire se la cosa si è bloccata con il tribunale dei minori o oppure ci saranno lo stesso provvedimenti?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    L’autrice di questo articolo le risponderà quanto prima.

  • simona scrive:

    non ho ricevuto risposte ai miei quesiti, funziona ancora questo servizio?

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    per EMANUELE:
    beh, direi di no se nessuno opera delle segnalazioni agli assistenti sociali, e, soprattutto, se Lei segue un percorso terapeutico mirato che le consiglio vivamente di non abbandonare mai.

  • Emanuele scrive:

    Salve sono invalido civile 100% per disabilita’ psichica, che mi hanno dato dopo un po di ricoveri in psichiatria.

    Ora io e mia moglie stiamo per avere un figlio e vorrei sapere se questa cosa può darmi problemi con la mia potestà genitoriale che non voglio assolutamente compromettere per alcun motivo.

    Grazie dell’attenzione

  • Avv. Mary Corsi scrive:

    per PIETRO:
    non faccia gesti estremi e ragioni con calma. Si rivolga al Tribunale dei minori e agli assistenti sociali, e vedrà che ci sarà un modo per poter vedere suo figlio.

  • pietro scrive:

    la mia exs mi sta facendo guerra,ho tentato il suicidio non sento mio figlio lo vedo tramite gli incontri protetti li ho rifiutati sono stanco mi ha distrutto la vita,
    cerca solo soldi tutto a suo favore mi aiuti la prego.

  • simona scrive:

    non riesco a districarmi nel mondo aggrovigliato della giustizia a me personalmente incomprensibile per le troppe complicanze , ho una figlia di 16 anni nata da una convivenza finita quindici anni fa’, dopo iniziali battaglie legali con il mio ex convivente la bambina venne affidata al padre a causa della mia fase psicologica devastata all’epoca alla mancanza da parte mia di una stabilità abitativa ed economica, nel periodo attuale io e mia figlia abbiamo fortunatamente ripreso un dialogo e una frequentazione , situazione ricercata da mia figlia della quale il padre è informato, ma che porta ad avere ritorsioni sulla minore poste in essere dal padre , dalla nonna paterna e dalla zia (sorella del padre), a questo fanno seguito minacce che cercherò’ di esprimere riportando le testuali parole delle persone indicate: “se sbagli gradino, quella è la porta, per quanto ci riguarda devi prendere le tue decisioni, vattene con tua madre siete due merde bugiarde , se continui cosi’ finisci in collegio, state attente che c’e un decreto mediante il quale tua madre non puo’ avvicinarsi a te fino alla tua maggiore età se le metto in atto tua madre verra denunciata e similari, ora mi chiedo considerando che la volontà di mia figlia è semplicemente quella di frequentarmi, conoscermi senza essere oggetto di queste ripercussioni e minacce , come posso e dove posso informarmi su quella che è la nostra situazione ed eventualmente come posso regolarizzarla al fine di rendere vane le minacce e vivere in serenità questo nuovo inizio, grazie per l’aiuto
    simona

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gent.mo Sig. Marcello, la situazione mi appare un pò confusa e necessita di ulteriori approfondimenti. Di certo un legale di fiducia saprà seguire meglio il suo caso e prospettare una soluzione. In bocca al lupo.

  • Marcello Zucchini scrive:

    Gentile D.ssa Leonici,
    è corretto che un giudice rifiuti di prendere una decisione, pur essendo sollecitato dai servizi sociali e dai consulenti e continui a permettermi di vedere mio figlio solo in una stanzetta, con tutto il trauma che ne consegue per il bambino? Sono un padre separato a cui la ex-moglie ha fatto mille denuncie di tutti i tipi, subito il tribunale le ha accolte senza verificarle e ha limitato la mia frequentazione con il piccolo che allora aveva 2 anni e ora ne ha 6. Ormai vivo con un altra compagna e con sua figlia, ma non posso stare con mio figlio! Ho fatto una prima CTU in cui lo psicologo, non riuscendo a verificare nulla né in un senso né nell’altro, aveva pensato a una serie di step di un anno di avvicinamento tra me e mio figlio. Il giudice per la separazione a Ferrara l’ha rifiutato e ha detto: “Tropop tempo. Separatevi e lo facciamo per il divorzio”. Ho obbedito e iniziato subito il divorzio, essendo già trascorso i termini. Ma questa volta il giudice ha iniziato a dire che NON VOLEVA RESPONSABILITA’. Dopo la prima comunicazione dei servizi sociali che chiedevano di fare qualcosa, HA RIFIUTATO che si chiedessero nuovi aggiornamenti. Mi ha fatto pagare una nuova CTU e lo psicologo mi telefona dicendo: “Mi dispiace ho dovuto peggiorare la mia relazione per lei perché il giudice si è ARRABBIATO per ciò che volevo dire”. Mi sento truffato da chi dovrebbe tutelarci. Sono veramente infuriato. Mi dispiace, ma la mia sensazione che come al solito se si va contro le donne, dicendo che è tutta una montatura di mia moglie, il giudice rischia la berlina e la carriera. Togliendo il figlio a un padre, non rischia niente perché ormai è una cosa normale. Non so cosa fare. Lo psicologo mi ha detto che lui non si mette contro chi gli dà da lavorare! Se non ci crede le posso dare nomi maggiori dettagli.

  • massimo scrive:

    gentillissima d.ssa LENOCI.
    LE ESPONGONGO IL MIO PROBLEMA:
    vivo con la mia compagna da sette anni ,abbiamo un bimbo di sei ,le cose tra noi nn vanno piu bene ed in in quando ai suoi continiu rifiuti … offese sulla mia persona alla mia famiglia mi sono staccato da lei ,confessandogli che non la voglio più ,e che per il bene del bambino potevamo restare insieme .lei ha accettato.ma in realtà non mi sta facendo vivere più (chiamandomi sul lavoro continuamente,non mi da respiro dicendomi che non mi lascerà in pace lei mi continuerà a chiamare ogni minuto,riferendo cattiverie al bambino ,),mi vieta di uscire con mio figlio solo (dice il bambino e mio non va da nessuna parte senza di me ),io non cè la faccio più avevo pensato di andare a vivere in un altra casa vicino .(non sò se sono riuscito ad esporre bene o nel migliore dei modi il mio problema.).le chiedo:può vietarmi di uscire con mio figlio solo?
    cosa vado in contro se mi allontano da casa per un pò?
    (lei e il bambino non hanno residenza con me pur vivendo con me ).
    la ringrazio .

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissimo Michael, Lei può giustificarsi presso il Giudice e non corre assolutamente alcun rischio. Cordiali saluti

  • michael scrive:

    D.ssa Lenoci,buona sera.
    Le espongo il mio problema:
    sono separato da piu di 6 anni da mia moglie,abbiamo avuto due figli di 10 e 8 anni che di comune accordo sono rimasti con la madre.Pago gli alimenti per i miei figli regolarmente.Da qualche anno per motivi professionali vivo all estero e non ho attualmente la possibilita di rientrare in Italia.La mia ex moglie mi ha telefonato ieri dicendomi che deve uscire dal territorio nazionale con i nostri figli per qualche giorno di vacanze e mi ha chiesto di andare al consolato italiano che dista 250 KM dal mio domicilio per firmare le carte d identita’o un autorizzazione.Attualmente e sopratutto con cosi poco anticipo non sono in grado di farlo.mi ha risposto che per questa mia mancanza avrebbe chiesto al giudice dei minori di farmi togliere la patria potesta’.Premetto che non ho mai avuto problemi con la giustizia e tanto meno d alcool o droghe.
    Mi farebbe piacere cosa ne pensa .
    La ringrazio in attesa di un suo consiglio.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Carissima Francesca, le segnalazioni anonime non dovrebbero avere rilevanza ai fini di un provvedimento, però se si ripetono potrebbero compromettere la Sua situazione. Il giudice, però, farà tutti gli accertamenti e valuterà anche se è il caso di ascoltare il minore. Cordiali saluti.

  • Francesca scrive:

    Sono Brasiliana sposata da 2 anni con italiano laureando in medicina e che lavora come arbitro di pallavolo.! appena arrivata in italia nn avendo avuto nessuno che mi assumesse al lavoro ho fatto la escort. dopo la nascita di mio figlio ho smesso e ho iniziato a fare lavoretti saltuari anche in discoteche brasiliane anche se a volte ancora ( rarissimamente ) mi capita di uscire con vecchi clienti ormai ” amici “. da quando sono sposata vivo con mio marito e mio figlio in un appartamento : mia suocera e la nonna di mio marito ci pagano affitto e ci aiutano in tutto. Nostro figlio è super amato , curato , ha tutto e di più sia materialmente che moralmente. Lo trattiamo come un principe davvero. POchi giorni fa ci è arrivata una lettera del comune dicendo che l’Autorità Giudiziaria ha chiesto un indagine su di me per parlare di mio figlio dicendo che hanno ricevuto una segnalazione anonima. Io credo che un uomo che per parecchio tempo mi ha assillato per essere la sua fidanzata ed essendo stato rifiutato abbia voluto fare questa cattiveria nei miei confronti con una denuncia anonima. Nessuno delle persone che sia io che mio marito sopratutto conosciamo potrebbero dire che nostro figlio non è trattato se non come un vero RE. Mi devo preoccupare per questa situazione.? O è solo una procedura standard il volermi incontrare per parlare e dopo aver visto che mio figlio sta benissimo in tutto e per tutto ( possono testimoniare questo centinuaia di persone parenti, amici , conoscenti ) finirà tutto li.? Spero di una sua risposta , sono tanto preoccupata anche se con la coscienza a posto perchè ne io en mio marito facciamo mancare nulla a nostro figlio.Grazie a presto.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    PER ELENA: Gentilissima Elena, è possibile far revocare dal giudice la potestà sul figlio in presenza di comportamenti lesivi dell’interesse del minore da parte del padre che lo ha riconosciuto, ma che resta sermpre il padre. Cordiali saluti

  • Elena scrive:

    Buongiorno.
    Sono Elena, ho un figlio di 6 anni riconosciuto da padre bilogico, non eravamo spostai ma conviventi. Da tre anni vivo sola con il bimbo, il padre del bimbo non l’ha mai cercato o visto e non mi ha passato nessun alimento.
    Come ex convivente, come faccio a togliere la patria podesta’ al papa’ bilogico?
    La persona ha anche problemi, non lavora ecc…mio figlio neanche lo cerca.
    La ringrazio.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Sara, il Giudice deve conoscere la situazione creatasi e bisogna ricorrere e inoltrare l’opposizione. Le auguro di riuscire nel Suo intento. Cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Simona, certo che Lei può lasciare la casa con Suo figlio. Può inoltre chiedere da sola la separazione se il marito prende tempo, così da poter andar via senza problemi. In bocca al lupo

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Simona, non vi sono motivi espressamente elencati dalla legge ma il Giudice valuta i comportamenti e lo status vitae della madre. Cordiali saluti

  • simona scrive:

    Quali sono i motivi legalmente riconsciuti che su richiesta del padre possono portare a togliere un figlio alla madre?
    cordiali saluti

  • simona scrive:

    buongiorno,ho un problema serio mi chiamo simona sono sposata con un figlio di 4 anni e viviamo in casa di mia mamma ho detto a mio marito che l’ho lasciato e che voglio fare la separazione lui sta’ perdendo tempo per la documentazione necesaria e ho pure mia mamma contro e non gli dice di andare via di casa, volevo sapere se andando sola io dall’avvocato con solo la mia firma posso andare via di casa con mio figlio visto che la situazione è insostenibile logicamente il padre puo’ vedere il figlio quando vuole o mi dia qualche consiglio sul dafarsi, la ringrazio

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Le auguro di risolvere la situazione nel migliore dei modi, senza mai perdere di vista le reali esigenze della bambina. Cordiali saluti.

  • sara scrive:

    salve ho un figlio di 4 anni sono stata con il mio ex per quasi 2 anni emezzo con tira e molla. il mio ex e un ex delinquesnte fino a un anno fa e poi e diventato un testimone di geova mio figlio lo porta con se in sala ma io non sono daccordo e mi sono rivolta da un’avvocato.Siamo separati legalmente abbiamo l’affidamento congiunto ma vive con me. ultimamente ci siamo fatti vari denunce perche continua astressarmi la vita soprattutto perchè adesso ho un compagno da 1 anno e mezzo e il bimbo lo chiama papino ma sa estinguere chi e il suo vero papà ma il mio ex dalla rabbia cerca di mettermi i bastoni tra le ruote. Sono straniera e quando voglio andare al mio paese non voleva con una seria di battaglie tramite avvocati ha ceduto tutto in questo anno.Io ho deciso di denunciarlo per il mancato mantenimento.ad agosto sono partita per il mio paese e lo detto con la sua famigli sinceramente sono stata in genua e lo presa per scontato di mandare un messaggio per escritto che sarei partita un mese come scritto sulla mia separazione e lui mi ha fatto la denuncia….Ci hanno mandato la lettera il tribunale con possibilità di ricorso.Cosa rischiamo possiamo perdere l’affidamento del bimbo.Non sono una tossica e non faccio la prostituta e sono cittadina italiana da 25 anni.Distinti saluti

  • salvatore scrive:

    grazie D.ssa Cristiana Lenoci vedro di provedere a norma di legge mi dispiace per la madre ma visto considerato che lo gia avvisata e per l ennesima volta non si comporta da madre io ho paura per mia figlia e o aperto gli occhi anche perche la bimba non la cerca mai non ci vuole andare e quando la madre telefona la bimba non vuole parlargli al tel e sono io che obbligo la bimba a andarci e a parlare con la madre anche se so che non e giusto obbligare i propri figli ma io ho veramente paura di quella donna e io voglio il meglio di mia figlia e se vedere la madre significa fargli male preferisco che sta con me e mi impegnero a non fargli mancare niente sopratutto affetto

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Dario, previa comunicazione all’altro coniuge (che non può opporsi, salvi giustificati motivi) Lei può portare Suo figlio dove desidera andare. Cordiali saluti.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Salve, Cinzia. E’ il Suo compagno che deve chiedere il riconoscimento della paternità. Può comunque richiedere il mantenimento, anche se in precedenza ha rinunciato. Cordiali saluti.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Salvatore, data la situazione potrebbe il padre chiedere l’affidamento esclusivo e che la madre,considerati i suoi comportamenti, veda la figlia in presenza del padre. Cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Maria, esiste l’obbligo di comunicare all’atro genitore gli spostamenti del figlio anche se è affidato ad entrambi. Faccia presente al Giudice questa situazione al più presto. Cordiali saluti

  • Cinzia scrive:

    Buona sera, ho 2 figli di 11 e 12 anni nn mi sono mai sposata e ormai da 9 anni il loro padre si e’ trasferito all’estero cmq io ho l’affidamento esclusivo ma lui tranne un paio di volte li ha presi per le vacanze che si sono rivelate traumatiche… Io visto che non si fa sentire e se ne frega vorrei levargli la patria podestà per potergli dare il mio cognome o quello del mio compagno da cui ho avuto una figlia e che loro chiamano da anni papa’. Con l’affidamento escusivo ho rinunciato al mantenimento anche perché non aveva reddito ma so che da circa 1 anno ha aperto un ristorante a Vienna, posso chiederli oppure avendo rinunciato non posso più avere pretese e per quanto riguarda gli anni precedenti all’affidamento esclusivo posso ottenere ciò che nn ha mai dato? Grazie

  • dario scrive:

    buongiorno dott.ssa Lenoci.

    io ho una situaziene un po particolare ,vivo con la mia compagna da 10 anni (lei non ha residenza con me)con un bimbo di 8 anni .negli ultimi anni i nosti rapporti non vanno più molto bene.
    quello che vorrei sapere è:se un giorno volessi andare a trovare dei parenti (SORELLA E FRATELLO)che si trovano lontani e a causa di lavoro loro non possono venire,e lei non vuole ,posso comunque prendere mio figlio e andarci?
    o devo muovermi diversamente?cosa devo fare per poter andare a trovare con mio figlio gli altri mie figli e parenti?se lei si oppone?
    grazie Dario.

  • salvatore scrive:

    Gentilissima dott.ssa Lenoci,
    sono separato legalmente e o una bimba di 4 anni che da due anni vive con me per il seguente motivo che il giudice a dato l affidamento congiunto pero la bimba vive presso la casa del padre dando giorni alla madre cioe 1 giorno a settimana. io mi sto occupando tutte le spese della bimba pero la madre viene a prenderla ogni 15 giorni a volte anche ogni 3 settimane e la tiene 1 giorno ma il mio problema principale che lei non la porta a casa sua ma va a dormire a casa con un amico come dice lei e io litigo spesso perche voglio che la bimba gia la vede poco quando sta con lei di comportarsi in una certa maniera poi quando e sola lei e libera di andare con chi vuole prima di questo amico la storia si e ripetuta con un altro adesso vorrei un consiglio posso chiedere l affidamento esclusivo ho addirittura togliere la patria potesta oltretutto lei appena che ci siamo lasciata lo denunciata per sequestro di minore visto che a allontanato mia figlia per 5 mesi da me e sono riuscita a vederla dopo che il giudice a messo la sentenza grazie a presto

  • maria scrive:

    Gentilissima dott.ssa Lenoci,
    Sono separata legalmente da mio marito e abbiamo uno figlio di 7 anni, affidato ad entrambi.
    La separazione è stata giudiziale,è appena conclusa con la’ddebbito a mio marito.
    Da quando è conclusa tale separazione, mio ex marito e sua madre spesso partono con mio figlio(anche 300 400 km lontani da casa mia) senza dirmi niente, Sono tenuti ad avvertirmi dove e quando partono con mio figlio?
    Sono in pensiero perchè non so mai in quale città si trova mio figlio…

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Andrea, credo che questa domanda esuli da un parere squisitamente giuridico. Spetta a Lei, infatti, accettare un simile compromesso che secondo me, a lungo andare, riaccenderà problemi e controversie. Cordiali saluti.

  • andrea scrive:

    D.SSA Lenoci .buongiorno
    la ringrazio .
    scusi se approfitto ,volevo chiederle ancora una cosa.
    due giorni fa mi a comunicato che sarebbe tornata a casa ,e che al suo ritorno dobbiamo vivere in camere separate ,e vivere senza oblighi ,insomma ognuno libero di fare ciò che vuole.mia madre si e stupita visto i suoi precedenti,pensa che lei lo stia facendo x danneggiami in qualche modo.la mia domanda è:può in qualche modo danneggiarmi legalmente?
    Grazie ,buon weekend

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissimo Andrea, anche se non siete sposati, Lei può chiedere al Giudice dei minorenni di intervenire sul caso, stabilendo tempi e luoghi in cui Lei possa vedere la bambina anche se la Sua compagna ha deciso di andare via di casa. In bocca al lupo e cordiali saluti.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Emily, il Suo ex compagno è tenuto al mantenimento del figlio, in quanto lo ha riconosciuto legalmente. Se Lei ritiene che il suo ex compagno possieda un reddito da poter aggredire, faccia inoltrare il ricorso al giudice da un avvocato per ottenere il mantenimento che, ripeto, spetta al bambino, non a Lei (in quanto non siete sposati). La patria potestà non esiste più, oggi si parla di potestà genitoriale che appartiene ad entrambi i genitori, e non si perde assolutamente in maniera automatica. Deve essere il giudice a decidere. Cordiali saluti

  • Emily scrive:

    Grazie d.ssa per la sua risposta. Ma quindi il mio ex compagno e’ tenuto a mantenere anche me nonostante non siamo mai stati sposati? e anche se lui e’ straniero e vive all’estero? Dovrei rivolgermi ad un avvocato per inoltrare le istanze al giudice? Un’ ultima cosa, non e’ vero quindi che , come mi hanno detto,se trascorsi 3 anni senza che ci si occupi economicamente e non del proprio figlio, il padre perde automaticamente la patria podesta’? Grazie davvero tanto per le sue risposte!

  • andrea scrive:

    buona sera d.ssa Lenoci.
    volevo chedere un vostro parere .io e la mia compagna viviamo insieme da circa sei anni di cui circa quatro nn abbiamo più raporti a causa sua . il problema e che abbiamo una bimba di sei anni ed io faccio di tutto x vivere tutti insieme ma lei purtroppo e legata morbosamente alla sua famigli che vivono in un altra città .io nonostante il mio lavoro faccio di tutto x accontentarla .ma dal principio di questo mese sapendo che veniva mio figlio grande di 30 anni con la ragazza (dal primo matrimonio) a cominciato a dare di matta dicendo che lei doveva assolutamete portare via la bambina da casa (NOI VIVIAMO VICINO AL MARE NEL SALENTO)X portarla in campagna dai suoi .infatti oggi a preso la bimba anche contro la propria volontà e la allontanata da me dal fratello …dicendo che aveva delle prove di tradimento(nn vere montate da lei).io le chiedo come posso venirne a capo ,io vorrei che mia figlia stia con me .può aiutarmi?.
    la ringrazio sin da ora.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissimo Stefano, se la donna che Lei sta frequentando è ancora sposata e non sta neppure avviando la separazione, suo marito ha tutte le ragioni. Cordiali saluti

  • stefano scrive:

    buon giorno mi chiamo stefano, la mia è una situazione strana sto’ frequentando da 2 mesi una ragazza sposata con un bimbo di 2 anni e il marito non vuole e stà cercando di portargli via il bimbo perchè non vuole che viva con un’altro uomo lo puo’ fare? grazie

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Si.gra Alessia, stia pure tranquilla. Le Sue condizioni economiche sono tali per cui è davvero impossibile che il Giudice possa decidere di sottrarLe la bambina, considerato anche il comportamento del Suo ex-compagno! L’invalidità di cui soffre è talmente esigua che non incide affatto sull’affidamento della bambina. Cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Emily, è possibile inoltrare richiesta al Giudice per ottenere l’affidamento sclusivo del bambino, dato il comportamento del Suo ex compagno. Per quanto riguarda il cambiamento di cognome, è difficile poichè comunque il padre lo ha riconosciuto, però può provarci, inoltrando un’istanza al Giudice con le motivazioni che Lei adduce a sostegno. Le ricordo, inoltre, che la mancata assistenza è un reato, ed il Suo compagno è tenuto a mantenere Lei e il bambino. Cordiali saluti

  • Alessia Romani scrive:

    sono sempre io invalidita e basta senza inferiore! grazie

  • Alessia Romani scrive:

    INVALIDITA E BASTA SENZA INFERIORE

  • Emily scrive:

    Salve, ho un figlio di quasi 3 anni avuto dal mio ex compagno non italiano.Lui lo ha riconosciuto dandogli il suo cognome ma non ha mai contribuito ne’ partecipato alla sua vita. Non lo vede da un anno e mezzo in quanto vive da 3 anni nel suo paese di origine. Vorrei sapere se posso chiedere l’annullamento della patria potesta’ e se e’ possibile cambiare il cognome al mio bambino visto che non ha alcun contatto ne’ con il “padre” ne’con la famiglia di lui. Grazie per la sua attenzione.

  • Alessia Romani scrive:

    Buonasera D.ssa Lenoci volevo chiederle una cosa, ho una bimba di un anno e mezzo avuta dal mio ex compagno che quando sono rimasta incinta se n è andato con un’ altra e poi è tornato e la sottoscritta lo ha perdonato poi dopo che è nata la piccola mi ha rilasciato di nuovo e praticamente questa storia è durata fino a qualche mese fa a gennaio scorso siamo andati davanti al tribunale perche lui voleva vedere ”da solo” la figlia e io saro’ pure stata mamma egoista ma non mi fidavo visto le ultime cose… il giudice ha deciso che la puo vedere 2 giorni a settimana e dal compimento del 2 anno una notte ogni 15 giorni piu un giorno a settimana. ora io abito da sola dove fino a poco tempo fa c era anche lui ma come si dice il lupo perde il pelo ma non il vizio, comunque volevo sapere visto che ora non stiamo piu in buoni rapporti x scelta sua volevo sapere se lui puo’ di nuovo andare dal giudice magari provando a togliermi la bambina? io ho un lavoro a tempo indeterminato e una casa.solo che ho un invalidita’ inferiore di circa 60% dovuta a un intervento. La ringrazio Cordiali Saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Rosy, ci sono buonissime probabilità che il giudice affidi la bimba a Lei. Cordiali saluti

  • rosy scrive:

    buonasera avvocato io convivo e da tre mesi ho una bambina, purtoppo le cose non vanno e quindi vorrei sapere legalmente qst tesoro che sara’ affidato a me o al padre spero a me xke lui e’ un maschilista autoritario.grazie cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Maria, è sempre il giudice a decidere sulla potestà, naturalmente su richiesta dell’altro genitore e sulla base di circostanze fondate che vanno provate. Per esempio, esiste un fascicolo riguardante Suo figlio presso i servizi sociali del Comune in cui risiede? Il caso familiare di Suo figlio è seguito da qualcuno? Cordiali saluti

  • Maria scrive:

    Mio figlio di 21 anni si trova in carcere, aspetando processo per spaccio. Ha un figlio di 5 anni. Il padre puo perdere la patria potesta’ , a richiesta della madre. grazie

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Sig.ra Maria, potrebbe chiedere di cambiare cognome, disconoscendo la potestà dei Suoi genitori a causa della vita che conducono. Ma moralmente mi sento il dovere di ricordarLe che sono e resteranno sempre i Suoi genitori… Cordiali saluti

  • Maria scrive:

    Gentilissima D.ssa Cristina Lenoci, mi chiamo Maria, ho 35 anni, convivo da quasi sei anni con Tommy e da questa unione è nata Anna che ha quasi tre anni.
    La nostra è una bellissima famiglia, non posso dire altrettanto della famiglia da cui provengo. I miei genitori naturali non si sono presi cura di nessuno dei loro figli in comune, tantomeno di quelli nati da relazioni post-ed exstra coniugali…Parliamo di abbandoni di minori,terribili sofferenze e violenze psichiche,percosse… Per favore mi indichi una strada per essere io in qualità di figlia maggiorenne a chiedere non solo di cambiare cognome ma anche di togliere la patria potestà ai miei genitori naturali i quali tutt’ora conducono una vita indecente e incorreggibile di tipo parassitario, affinchè un domani, non avendo pensato al loro futuro da anziani non gravino ulteriormente sulla mia vita personale e di conseguenza su quella di mia figlia ( es.:se dovessi mancare prima io, una casa di cura si rifarebbe su mia figlia affinchè contribbuisca al pagamnto della retta per le cure). La ringrazio per l’attenzione. Buon lavoro.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissimo Riccardo, il caso è più di tipo morale, che giuridico. Volendoci attenere strettamente a quello che dice la legge, spetta al figlio legittimo e non alla convivente occuparsi delle spese funerarie. Cordiali saluti

  • riccardo biondi scrive:

    ho 50 anni i miei genitori si sono separati quando avevo 12 anni e mio padre ha perso la patria podesta .Nel corso di questi anni non ho mai avuto rapporti con mio padre che nel frattempo è andato avivere con un’altra donna da cui non ha avuto figli.mio padre non si è mai occupato del mio mantenimento nemmeno della mia educazione io non c’ero .ora sta per morire ,come figlio mi devo occupare io del suo funerale o la donna con cui ha vissuto per piu di 30 anni.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Cara Genny, vorrei solo farLe una domanda per capire: come mai lei è in aspettativa dal lavoro? Il problema è che il giudici non le affiderà mai la bambina fino a quando non dimostrarà di avere una casa ed un reddito da offrirLe. Purtroppo la legge si basa su parametri oggettivi, e la Sua situaizone mi sembra molto precaria per poter badare anche ad una bambina. Cerchi di tornare al più presto al lavoro e chieda al Giudice di rivedere l’affidamento. In bocca al lupo per tutto.

  • genny scrive:

    Salve, sono una madre di 37anni con una bimba di 8. Dopo la lettera di separazione il mio ex marito ha messo in mezzo il trib dei minori per la sua guerra personale contro me (premetto beveva tt i fine settimana che poi gli ultimi tempi con manifestazioni violente davanti alla bimba, anche orali). Dopo tre udienze, il giudice alto atesino di lingua madre tedesca ha tolto la patria potesta’ a tutti e due:lui per alcol e non in grado di essere padre, io perche’ girovaga ed includendo perche’ la bimba non ha la lingua tedesca presso la scuola in cui va(premetto che ero domicialiata presso una famiglia di amici e poi andando a vivere a 5km da questi in un appartamento per maggior privacy per la bimba). Tutto questo dandola ai servizi sociali alto atesini ma con collocazione presso la nonna paterna di 73 anni (di parte) che nemmen ha la 5 elementare e nonno che beve i fine settimana e che gioca al bar. Io son in aspettativa non retribuita e i miei genitori pensan a tutto per me e la bimba nel frattempo che mi dia trasferimento lavorativo la ditta presso la quale lavoro. Anche se tornassi su comporterebbe di nuovo litigi assurdi da parte del mio ex marito, la bimba cmq non vivrebbe con me, ma solo piu’ giorni nel soggiorno…..Vorrei sapere se ho speranza con ricorso e in caso…. fin ad arrivare in cassazione di riavere mia figlia che e’ legatissima a me da sempre, dato che non son drogata, alcolista e dichiarando che ho finora sempre provveduto al mantenimento della bimba, dato che sia mio ex marito che i nonni mai se ne son occupati. Possibile portar via la bimba alla madre solo perche’ di lingua italiana ora in aspettativa? La prego di aiutarmi perche’ ho timore che si ripercuota sulla psicologia della bimba tt questo

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissimo Mauro, se le cose stanno esattamente come Lei ha riferito, ed anche uno dei bimbi ha confermato di aver visto questi atti osceni, il giudice deve assolutamente affidare a Lei i figli. Faccia pressione al giudice affinchè decida, lo faccia attraverso il Suo legale. Cordiali saluti

  • mauro scrive:

    Salve, sono separato da un anno e mezzo ed ho 2 figli di 7 e 4 anni il cui affido è condiviso con la mia ex moglie. Dopo la separazione la mia ex moglie frequenta “amici” ospitandoli a casa sua e con i quali fa sesso anche in presenza dei 2 bambini. Il tutto mi è stato raccontato, nei particolari, dai miei figli i quali traumatizzati da quanto accaduto si rifiutavano di stare con la mamma.In seguito al primo episodio ho denunciato la mia ex moglie la quale nonostante ciò continua in questo suo atteggiamento.
    Il bambino di 7 anni è stato anche ascoltato dal giudice del tribunale dei minori ed ha confermato quanto ha visto.
    Preciso che questa storia va avanti già da un anno esatto, io le chiedo per questi gravi motivi la mia ex moglie può perdere l’affidamento dei bambini?
    Grazie e cordiali saluti.

  • mara prato scrive:

    Buonasera sono separata da tre anni ed ho due figli minorenni. il mio ex marito ha una cifra di mantenimento per i figli,stabilita dal giudice, di 600€ mensili. al max riesce a dare 450€ e in alcuni mesi niente. Vorrei sapere quali strumenti ho a disposizione per far valere quanto stabilito dalla sentenza di separazione. Aggiungo inoltre che il mio ex marito attualmente non ha un lavoro regolare ma lavora a nero- Cordiali saluti.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Ilaria, Suo marito sta commettendo un illecito penale, in quanto è tenuto a corrispondere l’assegno di mantenimento. Perciò, oltre in sede civile, Lei può ricorrere in sede penale affinchè Suo marito rispetti quello che la legge stabilisce al riguardo. Il giudice, sulla base di questo riprovevole comportamento di Suo marito, può decidere di revocare la potestà. La qual cosa non è possibile fare tramite testamento. Cordiali saluti.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Salve, cara Alessandra. Il figlio disabile ha comunque diritto all’eredità, anche se in concreto viene gestita dal tutore. Cordiali saluti

  • ALESSANDRA-MILANO scrive:

    Buona sera, se un padre perde la “patria potestà” su un figlio disabile, la madre è morta 2 anni fa (il figlio a 44 anni è seguito da un tutore). Alla morte anche del padre il figlio a dititto all’eredita.

  • ilaria scrive:

    Buongiorno dottoressa Lenoci, 3anni fa mi sono separata legalmente da mio marito e lui non ha mai contribuito a versare l’assegno di mantenimento per nostro figlio che ora ha 5anni ed è da oltre 1anno che non si fa più nè vedere nè sentire. Volevo sapere se questo suo comportamento negligente basti per poter chiedere l’annullamento della patria potesta e se nel caso in cui io dovessi redigere un testamento dove vieto al padre di prendersi mio figlio in caso di morte questo venga rispettato. La ringrazio per la sua attenzione.

  • SANDRA scrive:

    D.ssa Lenoci .grazie.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Sandra, la mamma non può portare via la figlia al papà che se l’ha riconosciuta ha gli stessi diritti e doveri della madre. Cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Salve, Andrea. La residenza della figlioletta è la stessa di uno dei genitori che l’ha riconosciuta. Non capisco quindi le difficolta’ della mamma convivente.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Carissima Francesca, io Le consiglio di rivolgersi ad una comunità di recupero che possa aiutare Lei e suo marito in un percorso serio di disintossicazione dalle sostanze. Purtroppo Lei da sola può fare ben poco per aiutare il suo compagno, nè tantomeno questo atto che intende fargli sottoscrivere può avere valore legale. Visto che il Suo compagno è intenzionato a farsi aiutare, La invito a prendere decisioni più drastiche riguardo al problema. In bocca al lupo per tutto.

  • francesca scrive:

    ho una bimba di 1 anno e mezzo con il mio compagno, non siamo sposati, ha avuto problemi con l’alcol e con la cocaina, abbiamo partecipato ad incontri AA. e sembra che ora non beva piu’ , ma ha iniziato nuovamente a fare uso di cocaina almeno una volta a settimana, come posso fare per tutelare mia figlia, anche se per il momento non hai mai fatto cose cattive contro di noi, ci lascia spesso e volentieri sole dove stiamo stiamo, e purtroppo non posso lasciare i soldi in casa perchè lui li prende per andarsi a comprare quello schifo, posso con una scrittura senza dover arrivare a denunciarlo tutelare mia figlia? voglio ancora aiutarlo e lui ora mi ha detto che si vuole far aiutare e firmare anche questo atto dove dichiara che non puo’ stare solo con la piccola ma sempre e solo in mia presenza, puo’ bastare cio’ o devo fare altro. La prego dottoressa mi aiuti non so cosa fare voglio che il papà continui ad esserci anzi lo vorrei piu’ presente perchè ora non lo è ma la paura che possa succedere qualcosa a mia figlia non mi fa vivere tranquillamente grazie francesca

  • andrea scrive:

    - nn sono sposato convivo da circa sette anni e abbiamo una bimba di sei, lei nn vuole portare la residenza come posso fare x ottenere almeno quella di mia figlia? -

  • SANDRA scrive:

    Salve.un mio amico convive con la sua compagna da 6 anni ,anno bimba che compierà tra nn molto 6 anni .lei nn ha mai voluto portare la residenza con la bimba nella casa in cui vive,attendevano il divorzio di lui e da quando lo ha ottenuto nn ha voluto più parlare di matrimonio.ora lei in una discussione a detto a lui che lo ha fatto di proposito x far si che lui perdesse la patria podestà sulla figlia.lui teme che lei porti via la bimba .le chiedo può questa donna portare via la bimba dal suo papà? .grazie

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Elix, per poterLe rispondere in maniera esaustiva ho bisogno di sapere la motivazione per cui sua mamma ha ottenuto l’annullamento della patria potestà del Suo padre naturale, e se da parte del compagno di Sua madre c’è stato un riconoscimento legale come sua figlia, oppure no. Se c’è stato, nulla ha da pretendere dal Suo padre naturale, mentre in caso contrario potrebbe ottenere una forma di mantenimento dal padre naturale. Cordiali saluti

  • elix scrive:

    ciao,sono elix 29anni,espongo il mio quesito.all’età di 3 anni mia madre ottiene l’annullamento della patria podesta del mio padre naturale,cosi che io possa prender il cognome di quello che io chiamo e ritengo oggi padre(compagno di mia madre)..ma a distanza di anni,posso chiedere il risarcimento danni psicologigi al padre naturale che mai mi ha aiutata,mai passato un centesimo?avrei diritto ad una forma di risarcimento?

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissimo Sig. Cesare, in realtà Sua moglie per trasferirsi legalmente in Belgio avrebbe bisogno del Suo consenso o, in mancanza, del giudice cui rivolgersi. Se scappa, Sua moglie commette un illecito sia penale che civile, quindi è soggetta a risracire il danno nei Suoi confronti. Cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Caro Giancarlo, ci sono tutti i presupposti per avere l’affidamento esclusivo, ma l’ultima parola, come Lei ben sa, spetta al giudice. Cordiali saluti

  • giancarlo scrive:

    me lo augura dott lenoci?….quindi x lei può darsi anche che non me lo da l affidamento esclusivo?….cordiali saluti…

  • Cesare scrive:

    buon giorno, la mia situazione è un po’ complessa. Moglie del Marocco, sposata da 6 anni con cittadinanza italiana da cui ho avuto due figli. Lei non lavora, il mantenimento della famiglia spetta a me.
    Se mia moglie decide di abbandonare il tetto coniugale ed andare a vivere in Belgio (dove vive suo fratello), portandosi via i figli, può chiedere la cittadinanza Belga e tenersi i figli?, Come faccio a salvaguardare i miei figli ed impedirle di portarmeli via.
    Siamo regolarmente sposati e non c’è nessuna pratica legale in atto, è solo che mia moglie soffre di crisi depressive (che purtroppo non vuole curare) e minaccia di andarsene.
    Legalmente sono tutelato per chiedere l’affidamento totale dei nostri figli.?
    Grazie per i consigli

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Salve, Giancarlo. Il giudice può disporre l’affidamento esclusivo del bambino a Lei, glielo auguro… Cordiali saluti

  • giancarlo scrive:

    BUONASERA DOTTORESSA LENOCI….SCUSI IL RITARDO DELLA MIA RISPOSTA…IO SONO GIANCARLO,IL PADRE DI QUEL BAMBINO DI DUE ANNI E MEZZO CHE VIVE CON ME E CHE LA MADRE ABBANDONò A 6 MESI ED è SPARITA….IO CON QUESTA DONNA NON MI SON MAI SPOSATO…ORMAI SONO DUE ANNI CHE NON SI FA VIVA…POSSO OTTENERE L AFFIDAMENTO ESCLUSIVO DEL BAMBINO?….GRAZIE CORDIALI SALUTI…

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Salve. In sede di separazione potrebbe essere sentita la figlia dodicenne, e se il giudice lo ritiene opportuno può disporre l’affidamento al padre. Cordiali saluti

  • stefania scrive:

    gentile dottoressa…mi rivolgo a lei poiche’ pur essendo seguita da un legale esperto in diritto di famiglia,le continue pressioni psicologiche che subisco dal mio ex compagno ,spronato e affiancato dai miei ex suoceri,mi portano a continui e nuovi dubbi sui quali non sempre il mio legale e’ in grado di rispondere prontamente,sia perche’ spesso si rivelano infondati,sia perche’ non essendo la sua unica assistita tarda nello sciogliermeli,generando in me timori e continue ansie!
    ho una bimba di 6 anni,da 3 sono separata dal mio compagno,con il quale non mi sono mai unita in matrimonio.abbiamo convissuto presso la mia abitazione(intestata a mia sorella con la quale convivo,poiche’ disabile e bisognosa d’assistenza)per i primi tre anni, dopodiche’ la definitiva separazione.il padre ha riconosciuto la figlia alla nascita ed ella risulta nata e residente nella mia citta’ e nella “mia”abitazione…metto tra virgolette perche’ tengo a specificare che pur essendo intestata a mia sorella,l’abitazione e’ ritenuta da entrambe a tutti gli effetti anche mia.da due anni il mio ex lavora in un paese extraeuropeo pertanto vede la bambina circa due volte durante l’inverno,massimo tre,adducendo come giustificazione il fatto che per questioni di lavoro non puo’ essere piu’ presente.i nonni vengono invece almeno tre volte durante l’inverno trattenendosi minimo una settimana ,dormendo da noi.
    in virtu’ della sua assenza invernale,pretende 45 giorni estivi che la bambina dovrebbe trascorrere lontano da me,concedendomi solo 15 giorni di visita.il problema e’ che anche d’estate questa persona lavora, anche se in Italia, e quindi oltre ad affidare la bambina ai suoi genitori per tutto il giorno ,capita spesso che la bimba trascorra anche la notte presso la loro casa.l’anno scorso ho accettato per accondiscere e per quieto vivere una formula molta simile a quella soprascritta,piu’ che altro per far contenti i miei ex suoceri.e’ stato un disastro:la bambina e’ tornata a settembre totalmente cambiata,era prepotente,astiosa nei miei e nei confronti di mia sorella e mia madre,diceva di odiarmi,di averla abbandonata,fui chiamata perfino dalle maestre della scuola materna per segnalarmi i comportamenti “diversi” dal solito di mia figlia… che normalmente e’ una bimba dolcissima,educata,sensibile e molto affettuosa.visti i precedenti ho rimesso in discussione questi 45 giorni con il padre…se sapessi che li trascorre con lui,non avrei niente da dire,il problema e’ che cio’ non avviene e lui in modo molto immaturo tende a trovare assurdo che io chieda a un giudice di regolare la frequentazione estiva della bambina presso di lui ,solo se lui e’ in grado di garantire la sua presenza quantomeno la notte,presso la sua abitazione,dove mia figlia ha la sua stanzetta e il suo letto,il suo piccolo mondo!i miei suoceri hanno interpretato questa mia azione come qualcosa contro di loro,mi dicono di sentirsi esclusi,ripeto, tutta la giornata mia figlia sta’ con loro!!!hanno tirato su un polverone perche’ la vogliono da loro anche la notte…io ho depositato il ricorso e per quest’estate non mando mia figlia dal padre a meno che non possa accompagnarla ma lui cosi non accetta: o io me ne vado o preferisce niente…ovviamente non gli impedisco di venire lui da lei anzi lo ospito sempre presso la mia abitazione.i miei ex suoceri minacciano di dire cose in tribunale poco piacevoli su di me , di farmi portare via la bambina.ora, io non bevo,non mi drogo,ho un lavoro da libera professionista e mi occupo di mia figlia pienamente,tanto d’aver rinunciato a qualsiasi tipo di vita sociale o relazione…vivo per lei!possibile che un giudice possa mettermi in discussione sulla base di cattiverie espresse dal mio ex compagno e i miei ex suoceri…se si, prima di giungere a una tragica conclusione come quella di affidare la bambina ai nonni paterni,mi auguro si facciano delle verifiche basate sulla vita presente??preciso che il mio ricorso conteneva i classici estremi di un affidamento congiunto consensuale,voleva solo responsabilizzare di piu’ il padre e tutelare mia figlia dallo stare giorno e notte in presenza dei nonni paterni,senza vedere me o il padre,nonni,mia suocera in particolare, che tendono a mettermi in cattiva luce agli occhi di mia figlia,di qui le problematiche che ne sono conseguite lo scorso anno.
    la ringrazio anticipatamente,distinti saluti.

  • rossella scrive:

    gentile dottoressa…mi rivolgo a lei per avere una risposta. un mio amico è in fase di separazione perchè la moglie si è innamorata di un’altro,sono due mesi che la frequentazione va avanti,hanno una bambina di 12 anni che è molto arrabbiata con la madre perchè quando esce con il nuovo amico se la porta via…
    il mio amico sentendo ciò dalla figlia si è arrabbiato perchè nn vuole che la ex si porti via la figlia contro la sua volontà…ma nn vuole essere cattivo perchè lei lo ha già minacciato di rovinarlo in ogni senso…lei attualmente nn ha un lavoro fisso,solo lavoro in nero,ma io a questo punto mi rivolgo a lei intanto per chiedere un consiglio su come il mio amico può muoversi al riguardo,,e poi io mi chiedo,ma com’è possibile che la legge tutela di più la donna se in questo caso è la donna-madre-che stà destabilizzando a livello psicologico la figlia?? attendo una sua gentile risposta,cordiali saluti,Rossella P.s. nn sono ancora separati,lei conduce già una vita immorale nonostante sia ancora sposata..

  • Fofa scrive:

    Gent.ma Dott.ssa, Le scrivo perchè sono sinceramente in enorme difficoltà e non so davvero cosa fare. Sto cercando aiuti e soluzioni su Internet ma non ho trovato niente di interessante tranne questa possibilità di rivolgermi personalmente a Lei e sperare possa darmi un consiglio.
    Faccio una premessa. Mia sorella è un ex tossicodipendente, è stata arrestata due volte, ha superato il problema, soprattutto grazie all’aiuto dei miei genitori e alla sua forza, perchè ha fatto tutto da sola, è stata forte…ed è diventata madre. La droga è solo un lontano ricordo. Lei è una madre meravigliosa, il figlio di quasi 3 anni la adora e sono tutti soddisfatti, almeno per quanto riguarda la salute. Tutto superato.
    Certo, mia sorella non sta proprio bene, non fisicamente ma mentalmente…non può lavorare, è andata a vivere sotto casa dei suoceri perchè non hanno abbastanza soldi per pagare l’affitto, a malapena parla con la famiglia del compagno perchè non sono proprio personcine carine, ecco…insomma, una vita dura. Molto stressata, poche soluzioni, in gabbia. Ma riesce a non far risentire il primo figlio della situazione. E questo è tanto!
    Ora…ha partorito il secondo figlio 4 giorni fa. E’ stato un parto molto lungo e difficile, sia lei che il bimbo hanno sofferto e li hanno trattenuti in ospedale per accertamenti. Questa mattina mia sorella mi ha detto che sono state riscontrate tracce di morfina nel bimbo. Una tragedia. Per mia sorella, che vorrebbe solo morire, che dice che ha fumato qualche volta “per sopravvivere a questa vita distruttiva”. Per me, che non la giustifico perchè ero convinta che fosse solo un lontano incubo, che sono nera con lei, vorrei ucciderla io, ma è mia sorella e devo solo aiutarla ora. Per i miei genitori, che non sanno ancora nulla e che io ho paura che abbiano un colpo…cioè, ho una paura folle per la loro salute!
    L’assistente sociale dice che non le faranno riportare il figlio a casa, anche se lei è pronta a fare di tutto, analisi settimanali, cure, terapie, qualsiasi cosa per dimostrare che ce la può fare, basta che non le tolgano il figlio, o peggio, i figli!!!!!!! Io sono a pezzi, sono preoccupatissima, ho paura che lei faccia qualche follia, ho paura per i miei, ho paura di tutto…
    Chiedo questo a Lei che sicuramente ne sa più di noi tutti…Se l’affidamento lo chiedesse il compagno (non sono sposati), che è pulito, ci sarebbe la possibilità che non le allontanino i figli? Quale altra soluzione potrebbe esserci a questa situazione così pesante?
    La ringrazio in anticipo per la risposta e per il tempo dedicato.
    … … …

  • angela scrive:

    gent dottsa sono separata da un anno ,ho 3 figli ,21 18 3 anni,mio marito ha abbandonato la fam x una rag rumena di 18 anni da cui ha avuto un figlio,xun anno ha contribuito poco al mantenimento ,ma dal gg dell udienza di sep,dove il presidente stabiliva 6oo euro,x mantenimento dei figli e metà mutuo,da tale gg nn ha piu dato niente,ne si è preso cura dei figli ,avrebbe il diritto di prendere il bambino x un gg intero ogni 15 gg ma si rifiuta x poi pretenderlo quando gli fa comodo ogni 2 mesi x un ora al massimo,ora le chiedo posso chiedere che le venga tolta la patri potestà?posso rifiutarmi di dargli il bambino fuori da che è stato stabilito,benchè nn è suo interesse averlo x un gg mi posso opporre poichè nn mi fido che stia con lui e quella ragazza dallle dubbie moralità ,precedenti penali x droga e vive tuttora in comunità esce solo al sabato e domenicala ringrazio x le risp,distinti saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Salve, Marina. In realtà non esiste alcun obbligo di vedere il fratello da parte degli altri due.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Salve. Io ritengo che sia possibile chiedere l’affidamento unico della bimba a Lei, ma il padre mantiene comunque il diritto di vederla. Può denunciare al Giudice i comportamenti descritti per limitare le visite o denunciarlo per stalking, visto che ci sono tutti i presupposti per farlo. Cordiali saluti

  • acehille scrive:

    gentilissima dott.ssa mi chiamo achille da napoli ,mia moglglie con disturbi psicologici (psicosi maniacale accertata ,dal centro igiene mentale di apparteneza)rifiuta di sottoporsi a cure e non prende farmaci ,e per giunta i suoi familiari la assecondono asserendo che e solo stress e non altro .potrei essere d’accordo se non fosse stato accertato e documenteto il suo stato mantale ,ma non e cosi ,tale patologia la porta ad andare via da casa(presso i suoi ) per mesi lasciando tre bimbi , mi occupo di loro e delle loro esigenze ,il giudice e gli assistenti sociali le dissero che se non avrebbe pensato a curarsi le avrebbero tolto la patria potesta’ genitoriale .oggi 5 giugno 2011 lei e di nuovo dai suoi non curandosi dei bimbi e RINUNCIANDO A LORO (lo dice al telefono quando la chiamo per farla tornare ,)trovo un muro di gmoma quando tento di farla curare sono esausto e stanco di questa storia ,COME POSSO FARE PER LIBERARMI DI QUESTA DONA E FAR VIVERE MEGLIO I BIMBI ?? la pprego mi risponda . la saluto cordialmente

  • alexandra scrive:

    Gent.ma dott.sa Lenoci la una prego di aiutarmi, ho avuto una bambina della mia precedente relazione e nata nell 2003, prima della sua nascita ci siamo trasferiti al mio paese di origine nei caraibi, per quanto qui eravamo rimasti intrambi senza lavoro, al primo anno della bimba mi sono vista obbligata a comperare un biglieto al mio compagno e farlo rientrare in italia per quanto era diventato agressivo, psicologicamente mi aveva plaggiato fino al punto in qui avevo tentato contro la mia vita piu volte, ma una volta soto cura i medici mi hanno fatto capire che dovevo farmi forza ed uscire da quella situazione, per cio gli ho trovato una temporanea sistemazione presso casa di mio cugino chi l’ha acolto volentieri, ma questo in cambio a distruto la sua famiglia creando una relazione con la compagna di mio cugino, conseguenze…(denunce,tribunale, ospedale, ect ) il fatto sta che mia figlia ha 8 anni e nn sa nenmeno chi sia suo padre, nn l’ha mai mantenuta, mai cercata, io vivo in italia con lei gìa da 6 anni col terrore che lui mi trovi e me la porti via, ora pero si he fatto vivo reclama i (diriti) di padre,,,ma qualli ? vuole vedere la bambina e farli conoscere la sua famiglia (la qualle io avevo cercato di contatare piu volte, ricevendo in cambio riffiuto e disprezzo )io nn ho mai fatto mancare niente a mia figlia, ho ricostruito una famiglia serena dove lei riconosce come padre a mio futuro marito (fra due mesi ) ed ora mi chiedo che posso fare per continuare a proteggere mia figlia, lui dice di essere apenna uscito dalla gallera, lo conosco molto bene e so che nn farebe del male a la bambina ma se potesse avere anche solo una possibilita me la portarebe via, posso togliergli la patria potesta? so che cio nn bastarebbe per sentirmi tanto sicura, ma se dovese fare qualcosa, tipo venire sotto casa, questo mi darebe il dirito di allontanarlo. posso con il mio prossimo matrimonio far legitimare mia figlia da mio futuro marito ? io nn voglio gli alimenti nn mi interesa avere soldi da lui, voglio solo che ci lasci in pace e nn ci facia piu del male, nn voglio scombuzollare la vita di mia figlia. lei sa che suo padre nn e il mio compagno ma lo riconosce come papa voluto e chiestoci da lei, sa che suo padre nn si he mai fatto vivo ha fatto le domande ed io gli ho rismosto sempre senza buggie. mi aiuti la prego lui mi ha trovata su facebook e mi sta tempestando di messaggi, facendomi capire che sa dove trovarmi.
    atendo con ansia una sua urgente risposta.
    ringrazio della attenzione.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Daniela, Le ho inviato ieri una risposta personale per e-mail. Mi conferma di averla ricevuta? Grazie e cordiali saluti

  • Marina scrive:

    il tribunale può obbligare due figli minorenni di 8 e 11 anni a frequentare il fratello di quasi 18 anni adottato dal padre insieme la precedente moglie che è deceduta da 16 anni circa.Il ragazzo spesso dorme fuori casa,frequenta locali gay,fidanzato omosessuale,pirsing,fuma si alza alle 14.00 del pomeriggio,veste molto stravagante,non va a scuola,frequenta persone segnalate ai servizi sociali che fanno la sua stessa vita.La madre dei due bambini può rifiutarsi di farli incontrare anche in un centro di mediazione?

  • ofelia scrive:

    Gent.ma Dott.ssa Cristiana Lenoci, le chiedo cortesemente un parere sulla seguente situazione: sono coniugata( entrambi percettori di buon reddito) con 4 figli, la maggiore ha 17 anni studente, ora in attesa di un bimbo, è al 5° mese quando partorirà sarà ancora minorenne, il suo ragazzo ha 20 anni non studia e non lavora, anzi vive di “espedienti” e di brevi saltuari lavori che perde per la sua poca affidabilità e serietà. Vive a carico della sua famiglia in precarietà economica. Il ragazzo vuole, anzi pretende, che lei vada a convivere a casa della sua famiglia e riconoscere il bambino appena nasce. Io e mio marito non siamo d’accordo e ns. figlia (minorenne) vuole continuare a stare a casa ns. e vorrebbe che il nascituro fosse affidato alle ns. cure.
    Come possiamo tutelare ns. figlia ed il bambino se il ragazzo lo riconosce?
    Io lavoro come dipendente a tempo indeterminato ho 49 anni, potrei chiedere e come, l’affido del bambino anche senza il consenso del padre e della sua famiglia?

    Quali diritti e doveri sono attibuiti a chi riconosce il nascituro dando il propio cognome?

    Se il riconoscimento venisse fatto solo da ns. figlia, dando solo il suo cognome al bambino, in questo caso, potrebbe ns. figlia ancorchè minorenne, decidere in “autonomia” di darci in affido il bimbo.

    Siamo molto confusi e preoccupati, la storia con questo ragazzo è conflittuale e altalenante, inizialmente ha esternato il dubbio della sua paternità, insultando spesso e volentieri ns. figlia..stanno insieme da solo 5 mesi e mezzo e bisticciano in continuazione, adesso pretende, anche se non ci sono basi e presupposti per mettere su Famiglia, di riconoscere il bambino.
    Nel ringraziarLa anticipatamente, per la sua cortese ed eventuale risposta, la saluto cordilamente.

  • elena scrive:

    buon giorno, ho una figlia di quasi 12 anni e da due anni ho una pratica aperta con il tribunale dei minori in quanto il padre di mia figlia ha presentato atto facendo credere che non gli permettevo di vedere la figlia, invece non era cosi, se non l’episodio si è verificato un paio di volte che non fossimo reperibili durante i suoi giorni di visita. Inoltre per due anni non ha pagato il mantenimento nonostante fosse ricco. Questo fatto mi ha messo veramente in difficoltà a pagare l’affitto e quant’altro.
    Comunque è da tre settimane che sono a Copenaghen per provare un lavoro molto ben remunerato che cambierebbe il nostro stile di vita che abbiamo in Italia.
    Ora chiedo questo, ci sono problemi per la bambina? Tenendo conto che il padre non è un soggetto facile da contattare, nemmeno per comunicare quindi.
    Il giudice inoltre ha sentito la bambina e naturalmente Lei ha detto che è felice di vivere con me.

  • gabriella scrive:

    carrissima dottoressa sono una mamma separata con affidamento esclusivo il padre di mio figlio non mi da nulla per mantenerlo pero’ tramite il trunale dei minori e stato stabilito che lui puo vedre suo figlio solo in un luogo protetto ma mio figlio si rifiuta.ora io vorrei chiedele una cosa e possibile obbligare un ragazzo di 11 anni ha vedere il padre? grazie

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Giancarlo, è possibile ottenere l’affidamento esclusivo del figlio con un provvedimento del giudice. Ma Lei è separato legalmente? Cordiali saluti.

  • giancarlo scrive:

    salve dottoressa lenoci….le scrivo poche ma semplici parole,io sono un padre di un bimbo di 2 anni e mezzo che vive con me,alla tenera età di 6 mesi mio figlio viene abbandonato dalla mia ex convivente,e lei sparisce,non si fà più viva ormai da due anni…mai telefonate x sapere come stava il bimbo… e mai è venuto a vedere come stava…mai..mai… ma anzi lei si è sposata nel frattempo ed ha avuto un figlio che ora ha sei mesi,vorrei capire se posso ottenere l affidamento usclusivo del bambino,visto che me ne occupo io sia moralmente che finanziariamente,ma x me è una gioia xkè lui è la mia vita…e lui vive con me e la mia famiglia in un ambiente sereno…nell’ aspettare una sua risposta…le porgo i miei più cordiali saluti….

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Sonia, nessuna delle circostanze da Lei citate è legale, in questo caso bisogna tutelare i minori tramite il ricorso alla legge. E la patria potestà non potrebbe MAI essere sottratta ai titolari senza una comunicazione ufficiale. Cordiali saluti.

  • stefania scrive:

    il disinteresse (non chiama e non risponde a mail o telefonate o sms)oltre che il disattentere alle necessità economiche dei figli disposte dal giudice in sede di divorzio può far decadere la potestà genitoriale del padre?

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Rita, potrebbe denunciare il suo compagno per stalking. Si rivolga alle autorità di polizia, per uscire da questa situazione che le rende difficile la vita. Cordiali saluti

  • rita scrive:

    convivevo da sei anni con il mio compagno …lavoravo nella sua attivita a nero…e contemporaneamente stavamo provando ad avere un figlio..nel momento in cui rimango incinta..lui entra in crisi e mi lascia in stato di gravidanza senza nemmeno aiutarmi a livello economico..periodicamente si faceva vivo dicendo che mi amava voleva stare con me e per un paio di volte mi son fatta convincere e tornavo a casa con lui..ma appena rientravo a casa iniziava a non parlarmi a dirmi che non voleva questo bambino, che non voleva riconoscerlo e che non mi amava piu…allora io nonostante la mia situazione delicata e la mia emotività distrutta tornavo a casa dei miei aspettando la nascita del mio bambino.il mese prima della sua nascita ritorna alla ribalta dicendo che voleva riconoscere il bimbo…ed io gliene do la possibilita…sta di fatto che cristian è nato porta il suo cognome e lui non è piu venuto a vederlo ne tanto meno ha contribuito mai al mantenimento del piccolo a cui hanno fatto fronte totalmente i miei…ha solo cercato di mandarmi al manicomio a me continuando a telefonare mandare messaggi tutti i giorni in maniera costante e ripetitiva…ora vorrei partire vivo min un posto in cui non ci sono molte opportunita lavorative…lui potrebbe crearmi problemi…??? sento la necessita di allontanarmi da qui non riesco piu a sopportare questa situazione tra l altro vivo in una cittadina molto piccola e anche uscire da casa per me diventa problematico in quanto potrei incontrarlo dietro l angolo..mi sento soffocata da tutta questa situazione e devo trovare una soluzione sono troppo stanca dopo una gravidanza vissuta cosi e un post partum del genere le energie che mi sono rimaste sono proprio poche.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Sig.ra Rosa, la prima udienza di cui Lei parla è quella di merito o quella svoltasi davanti al Presidente? Può essere che i tempi siano così lunghi, data la mole di cause civili presente nei tribunali. Per quanto riguarda il suo quesito, tranquillizzi pure il suo compagni, perchè non si può impedire che lui veda i figli, anche se adesso ha una nuova storia. Certo occorre usare un pò di buon senso per evitare che i figli, soprattutto se ancora piccoli, abbiano dei traumi a causa della separazione. Cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Carissima Paola, mi serve sapere che tipo di separazione ha avviato nei confronti di Suo marito. Se si tratta di separazione giudiziale, sappi che è possibile addebitarla a Suo marito per colpa, a causa dell’uso di stupefacenti. Se invece è una separazione consensuale non vi è addebito e Lei dovrebbe restare nella casa coniugale con Suo figlio senza alcun problema. Cordiali saluti.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Alessia, può scrivermi in privato a questo indirizzo: lencris@libero.it

  • Alessia scrive:

    Gentilissima Dottoressa,
    è possibile avere un consiglio ma in privato ?
    Grazie per l’attenzione
    Saluti

  • Paola scrive:

    Gentilissima Dottoressa
    mi chiamo Paola, ho 32 anni e un figlio di 7. Mio marito faceva e ha fatto fino a poche settimane fa uso di cocaina. Da quando ne fa uso è diventato violento, assente in qualsiasi circonstanza, sospettoso nei miei confronti pensando che io avessi un altro. Ora siamo in fase di separazione, ma la famiglia mi sta calunniando accusandomi di cose non vere, come per esempio facendo credere a mio marito di avermi visto con un altro. Credo che facciano tutto questo per non ammettere le colpe del figlio, ho perché hanno paura che io possa togliergli la patria potestà. Come posso agire per tutelarmi da loro e dalle infamie che dicono?

    Grazie.

  • Rosa scrive:

    Gentilissima Dottoressa,
    ho bisogno di chiederLe qualche informazione. E’ posibile che la prima udienza di separazione venga fissata due anni dopo la presentazione della domanda (giudiziale) in tribunale?
    Inoltre una domanda che sta distruggendo la mia storia (sono la nuova compagna).L’avvocato gli ha detto che se viviamo insieme prima di qualsiasi intervento del giudice, lui non potrà più vedere i suoi figli… a me sembra strano quanto assurdo…Sappia che lui continua a vedere i figli e presta loro assistenza economica, senza una cifra fissa ma puntualmente e sempre in base alle loro esigenze.E’ possibile che gli possano impedire di vederli??
    Grazie mille della Sua disponibilità

  • sonia scrive:

    Egr. Dssa. alcune semplici e dirette domande: la potestà genitoriale può essere tolta sulla base di dichiarazioni di parenti senza per altro aver interpellato altro persone vicine ai genitori ma sopratutto vicinissime ai minori quali insegnanti, educatrici di sostegno nonchè psicoterapeuti Inoltre possibile sia stata tolta la potestà SENZA comunicazione alcuna ai genitori? Ed in ogni caso come è possibile appellarsi a questo provvedimento?! Le sto parlando di un caso che non riguarda personalmente me e i miei figli ma che risulta essere complicato e presenta moltissime anomalie di prassi…
    Ringraziandola anticipatamente porgo cordiali saluti

  • margherita scrive:

    cara dott.volevo kiederle una cosa. HO due bambini di 10 ed 8 anni nn mi sono mai sposata con il padre,nn stiamo piu’ insieme da 6anni ,e’ adesso da quasi un ann e mezzo vivo altrove con i miei figli,e’ per qiuete vivere ho fatto scrivere una carta dal suo avvocato dove diceva ke una volta al mese io devo portargli giu’ da lui i bambini ed un mese lui deve salire per vederseli,ke quando lavora deve passare il mantenimento ai figli e ‘ ke da giugno ad luglio lui deve tenersi i bambini.ma questa persona per dieci anni nn ha mai adempito a tt cio’ se nn ke li vedeva 2 volte a settimana per un tot di 4ore nn ha mai dato nulla e’ mai ha adempito ai suoi kompiti,e’ nn vuole nemmeno tenere i bambini quando gl tokka quindi ora vorrei sapere da lei cortesemente se potrei fargli togliere la patria potesta’.grazie distinti saluti

  • bianconcini giuliano scrive:

    sono un ragazzo separato con un decretodel tribunale per i minorenni di firenze che dichiara.affida il minore ad entrambi i genitori con collocamento presso la madre.quando la madre si rechera’a lavorare ed il padre non potra’ tenere il figlio perche’ anch’egli impegnato con l’attivita’lavorativa la madre informera’ il padre in merito al luogo ed alle persone che accudiranno il minore. ma la madre non sta’ facendo niente di tutto questo e in piu’ lascia il minore da solo in casa per tutto il giorno fino a tarda sera. vorrei sapere che cosa posso fare per risolvere questa situazione. in attesa di una sua risposta cordiali saluti.

  • Simone scrive:

    Gent.ma D.ssa Lenoci, in riferimento alla padestà genitoriale, desidero sottoporLe il seguente quesito, legato all’attuale situazione che vivo:
    Io e mia moglie abbiamo un figlio di 3 anni. Mia moglie ha avuto un altro figlio da una precedente relazione, che è stato affidato a lei a seguito di sentenza del Tribunale dei Minori. Nel cosro degli ultimi mesi la situazione conflittuale tra lei ed il padre del bambino rischia di portare alla perdita della podestà genitoriale di entrambi i genitori.

    In tal caso, cosa succede per l’altro figlio che abbiamo avuto assieme, ovvero la perdita di podestà genitoriale per un figlio andrà ad incidere anche sul nostro?
    Grazie in anticipo per la risposta

  • maurizio scrive:

    la madre non mi fa vedere mio figlio, me la messo contro, ma anche lui non mi vuole vedere a 11 anni, posso togliermi la patria potesta?

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gent.ma Anna, puo’ chiedere al giudice di ottenere un provvedimento ingiuntivo per le somme non versate e che vengano ridiscusse le condizioni della separazione. Cordiali saluti

  • anna scrive:

    salve d.ssa lenoci sono una ragazza di 25 anni ed ho un bimbo di 5 anni sono in fase di separazione dal 2007 (cioe ancora non ho ottenuto la separazione) il mio ex non ha mai voluto interessarsi ha suo figlio ne moralmente ne economicamente fino a quando il 7 aprile il giudice non gli ha imposto per l’ennesima volta il provvedimento provvissorio ora lui viene a prendere il bambino 2 volte a settimana per 3 ore e mezza ma me lo riporta digiuno addirittura senza bere e qualche piccolo giochino che gli compra lo obbliga a lasciarlo a casa sua tra l’altro mio figlio mi ha raccontato che lo ha portato addirittua sul motorino in tutto questo anora non si interessa economicamente del figlio nonostante sia stato detto che deve versargli 400 euro mensili io mi chiedo dopo 4 anni che un padre si e totalmente disinteressato si puo tornare imponendosi come figura paterna e non comportarsi come tale senz’alcun amore e responsabilita la prego non so che fare mio figlio e l’unica cosa che ho!

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Cara Jessica, come già il Suo legale le avrà detto, nel Suo caso ci sono tutti gli elementi per negare al suo ex-marito di vedere i figli. Per quanto riguarda la Sua paura (legittima) di esere importunata da lui, può tutelarsi attraverso una diffida ad avvicinarsi da parte dei Carabinieri.

  • jessika scrive:

    BUONA SERA D.SSA LENOCI,MI RIVOLGO A LEI NONOSTANTE SIA GIà ASSISTITA DAL MIO LEGALE,PER AVERE DEI CONSIGLI SU QUANTO RIGUARDA LA MIA SEPARAZIONE E AFFIDO DEI FIGLI.NEL NOVEMBRE DEL 2006 MI SONO SPOSATA CON UN RAGAZZO TUNISINO,DOPO IL MATRIMONIO LE COSE TRA NOI SONO CAMBIATE,LUI è DIVENTATO VIOLENTO NEI MIEI CONFRONTI SIA VERBALMENTE CHE FISICAMENTE,FACENDOMI DEL MALE PSICOFISICO.AD APRILE 2007 DECIDO DI TORNARE A CASA DA MIA MADRE CON L’INTERVENTO DELLA POLIZIA,PERCHè ERO STUFA DI AVERE IL TERRORE DI MORIRE AMMAZZATA DI BOTTE,E NON POTEVO SOPPORTARE I SUOI ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI DI NOSTRA FIGLIA AL TEMPO AVEVA SOLO 2 MESI.A DISTANZA DI MESI ABBIAMO CERCATO DI RICONCILIARCI PERCHè SEMBRAVA PENTITO E CAMBIATO,MA QUESTA CALMA APPARENTE è DURATA POCO,IN QUEL MOMENTO SONO RIMASTA INCINTA DEL SECONDO GENITO.DOPO SVARIATE DENUNCE E L’ULTIMO EPISODIO DI VIOLENZA,DOVE è STATO ACCUSATO DI TENTATA VIOLENZA SESSUALE,SEQUESTRO DI PERSONA,E PERCOSSE è STATO ARRESTATO A MAGGIO 2009,SCONTATI 6 MESI DI GALERA LE HANNO DATO OBBLIGO DI DIMORA E STALKING.IERI ERO A PASSEGGIO CON I MIEI FIGLI AL MERCATO E ME LO SONO TROVATO DAVANTI,DOVE MI DICEVA CHE A BREVE GLI ENTI SOCIALI MI CONTATTERANNO PERCHè LUI VUOLE I SUOI FIGLI NEI FINE SETTIMANA.ORA IO MI CHIEDO COME UN PADRE COME LUI CHE IN 4 ANNI NON HA MAI DATO ALCUN AIUTO NE ECONOMICO NE ALIMENTARE,ESSENDO A CONOSCENZA CHE LUI FA USO DI ALCOOL E DROGA,IN PIù VIOLENTO COME POSSO IO STARE TRANQUILLA?SE PER CASO LI PORTA AL SUO PAESE COME CI SONO GIà STATI CASI SIMILI COSA POSSO FARE IN MERITO?IO SO PER CERTO CHE A LUI DEI FIGLI INTERESSA BEN POCO,AL TEMPO ERANO SERVITI SOLO PER OTTENERE LA CITTADINANZA.ORA IMPROVVISAMENTE VUOLE DIVENTARE PADRE?IO NON VOGLIO NEGARGLI IL SUO RUOLO DI GENITORE MA HO PAURA HO CONOSCIUTO IL SOGGETTO,ANCHE IN QUESTURA è BEN CONOSCIUTO.DOPO TUTTO IL MALE SUBITO LO STALKING è DURATO SOLO 4 MESI,STANDO NELLA MIA STESSA CITTà A BREVE RIPRENDERà LE SUE VECCHIE AMICIZIE PASSANDO LE SERATE A BERE,E PRESTO SARò ANCORA OBBLIGATA A COMBATTERE CON UN’ALCOLIZZATO CHE VERRà AD IMPORTUNARMI A QUALSIASI ORA DEL GIORNO E DELLA NOTTE,CON LA SCUSA DI VEDERE I BAMBINI.SE LE SERVISSERO ALTRI PARTICOLARI,SONO A DISPOSIZIONE.MI SCUSI SE NOTA CONFUSIONE NEL TESTO,MA HO PAURA NON SO PIù A CHI RIVOLGERMI SONO ESAUSTA.RINGRAZIANDOLA IN ANTICIPO LE PORGO I MIEI PIù CORDIALI SALUTI.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentile Emanuela, il Suo caso è comune a molte separazioni traumatiche tra coniugi. Quello che mi preoccupa di più è lo stato agitato e ansioso del bimbo, che sembra essere stato spaventato da qualcosa che ha visto o sentito. Io le consiglierei di rivolgersi ad un mediatore familiare (presso un consultorio familiare) che aiuti lei e suo marito a discutere senza coinvolgere il piccolo, che potrebbe subire gravi traumi da tutto questo. Cordiali saluti.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Caro Luca, così su due piedi mi riesce difficile darle una risposta esauriente. La condanna per violenza sessuale è abbastanza grave, potrebbe essere una causa di annullamento dell’affidamento condiviso. Ma le ripeto, ho pochissimi elementi per potermi pronunciare con esattezza.

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Cara Sissy, il caso che sottoponi alla mia attenzione è molto delicato e richiede il parere di chi ha seguito te e la tua famiglia nel percorso di superamento della dipendenza dalla droga. Personalmente ti consiglio di non opporti alle decisioni che verranno prese nei tuoi confronti e del tuo compagno. Se si ritiene che la comunità sia una soluzione opportuna per risolvere definitivamente il grave problema che compromette una normale vita familiare e la crescita sana del tuo bimbo, accetta senza resistenze. Il tuo piccolo verrà affidato alle cure migliori, che mi auguro possano essere quelle di tua mamma (purchè non abbia un’età e condizioni di salute che non glielo consentano). Anche stando in comunità, potrai comunque seguire tuo figlio e al tuo ritorno a casa sarai una mamma perfetta. Auguroni!

  • luca scrive:

    sera avv. cristiana lenoci. vorrei chiedere un informazione.. sono un padre sordomuto divorziato.. ho l affidamento condiviso dei due figlie 11/6.. sono condanatto in 1 grado da mia ex per violenza sessuale parola e parola tra ex mia moglie. fra’ poco inizia l appello posso perdere la potesta genitoriale dei figli.. visto i risultati e contorisultati dai piscologi di mie figli che sono attaccati al padre … aspetto tua risposta ..grazie avv. cristiana lenoci..

  • emanuela scrive:

    Salve,sono separata dal 2 marzo e da allora il mio ex marito ha visto suo figlio solo una volta per sua volontà,ha continuato ad offendermi umiliarmi via sms e via cellulare,ora vuole vedere suo figlio e sta aspettando sotto al portone,gli dico di salire per vedere con i suoi occhi che nostro figlio di 4 anni non vuole andare con lui. Appena gli dico che viene papà si nasconde e si rifiuta urlando no e dicendo che non vuole andare. Il mio ex marito mi ricatta dicendo che chiama i carabinieri e mi fa la giudiziale, gli ho risposto di chiamare i carabinieri così vedono con i loro occhi. Io non so piu’ che fare,non posso obbligare mio figlio se non vuole! Ed il mio ex non vuole salire in casa,piu’ di così. Grazie. Emanuela

  • silvia di donato scrive:

    gentilissimo avvocato mi chiamo silvia ho partorito 2 mesi e 15 giorni fa sotto terapia metadonica..mi hanno cosi sospeso la potestà genitoriale..mio figlio è stato collocato in un istituto..pochi giorni fa siamo stati in udienza e premetto che il giudice aveva ricevuto su me e il mio compagno e su mia madre che ne richiede l affido,relazioni ultra positive,,sia dal servizio sociale investito ad indagare sia dalla struttura dove ogni settimana andiamo a vedere il bambino,sia dai rispettivi sert dove io e il mio compagno siamo seguiti,si il mio compagno lavora a tempo indeterminato e ha un certificato del sert che attesta che è pulito da 3 mesi e va constantemente al sert solo per sottoporsi a esame delle urine..il mio certificato del sert diceva invece che io mi trovo alla conclusione della terapia e che frequentando spesso quest ultimo per colloqui con lo psicologo sono in grado di risolvere il problema definitivamente..all udienza la giudice si era impuntata di farmi entrare in una struttura con mio figlio nonostante la relazione del medico che dichiara che per il mio attuale stato positivo verso la guarigione sia una proposta eccessivamente drastica..mia madre è un medico e nessuno di noi tre ha precedenti penali..il giudice si impuntava che io fossi immatura data la mia giovane età di 24 anni..e premeva a tutti i costi di farmi decidere per una struttura residenziale..alla domanda:se in camera di consiglio non ci fosse altra alternativa tu accetteresti anche la comunità,?io ho risposto:se fosse l ultima spiaggia,certo che si!ma mia madre il mio compagno ed io siamo basiti..perchè se il medico afferma che non ne ho bisogno perchè deve mandarmi per forza li.?in modo che quando uscirò mio figlio non conoscera nemmeno il padre e i nonni..ma può decidere di mandarmi per forza li anke se il medico nn lo rikiede? e potrebbe farmi il torto di farlo restare in istituto,se io mi rifiutassi?anche se in realtà c”è mia madre che a conclusione delle indagini risulta essere in grado di occuparsene sia moralmente che materialmente?premetto che lei ha detto:la mia è una proposta,io non sono un medico e non posso stabilirlo,devo sempre attenermi al parere di un esperto in questo caso il dottore del sert,che dichiara il contrario..la nostra immensa paura è che se nn vuole ridarlo a noi genitori,lasci il piccolo in istituto piuttosto che affidarlo momentaneamente a mia madre.. è possibile ho tantissima paura..grazie per l ascolto

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Si tranquillizzi, cara Elga, la potestà genitoriale viene sottratta solo per gravi motivi, quando si dimostra che il genitore non esercita il suo dovere genitoriale nel modo corretto per il minore. Quello che Lei ha citato non è di sicuro una causa che giustifica la sottrazione della potestà genitoriale. Cordiali saluti.

  • elga scrive:

    si puo perdere la patria podestà ….perchè ungenitore è poco presente con la scuola per motivi di spostamento’?

  • Sabrina scrive:

    Gentilissima Avvocato,
    volevo sapere:nel caso la patria potesta’ venisse tolta al padre, questi manterrebbe comunque l’obbligo del sostentamento mensile fino alla maggiore eta’dei figli? E qualora vi fossero degli arretrati reclamati ma mai corrisposti, questi vanno a decadere o devono comunque essere risarciti? (mensilita’saltate)

    Grazie Sabrina

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gent.ma Daniela, non esiste più la “patria potestà”, ma la potestà dei due genitori. La madre può quindi riconoscere da sola il figlio anche se il padre non lo fa.

  • Daniela scrive:

    Gentilissima Dott.sa Cristiana, Le volevo chiedere gentilmente, se Lei mi poteva dare delle delucidazioni in merito alla Patria Podestà.
    Mia sorella è in gravidanza, lei non è ancora sposata, e ci hanno detto che se non si sposa prima di partorire e il suo compagno riconosce il bambino, lei non ha gli stessi diritti come il papà; Cioè, mi spiego meglio, se mia sorella dovesse lasciarsi con il suo compagno perderebbe l’affidamento del bambino in quanto è stato riconosciuto dal padre o se dovesse accadare qualcosa al compagno i genitori di lui potrebbero richiedere l’affidamento in quanto unici parenti riconosciuti perchè il padre ha riconosciuto il bambino.
    La ringrazio anticipatamente per la Sua risposta.
    Scusi il giuoco delle parole.

  • emilia scrive:

    buongiorno d.ssa cristiana lenoci
    sono la mamma di un bimbo di 13 mesi.con il mio ex mi sono lasciata quando ero incinta di 5 mesi perche sono venuta a sapere che era un imbroglione.andava in giro a imbrogliare la gente e a me faceva credere che e una persona brava,onesta e grande lavoratore.quando e nato mio figlio gli e l’ho fatto riconoscere sperando che e cambiato col arrivo del bimbo però invece lui e peggiorato.sia io che suo fratello e la moglie che hanno due figli minnori siamo stati minacciati telefonicamente dalla gente con cui lui ha dei debiti.persone “cattive” diciamo.
    il mio ex invece di migliorare col arrivo del nostro figlio e peggiorato.sono venuta in poseso a delle prove che lui si occupa di una cosa che e mlto punita dalla legge.lui con 13 mesi dellanascità del nostro figlio solo nei ultimi 5 mesi ha iniziato a contribuire al mantenimento per un totale di 1.200euro in 13 mesi.insieme al mio avv gli abbiamo mandato delle raccomandate che lui nn ha mai ritirate per chiedergli di contribuire economicamente alla crescità del figlio.lui dalla vita del nostro figlio e sparito per un mese quando ilbimbo aveva tre mesi,e per altri due mesi quando mio figlio aveva dieci mesi.tempo in cui e sparito non ha mai scritto un sms o fatto na telefonata per chiedere come sta nostro figlio.ora sono venuta aconoscenza del fatto che lui va in giro occupandosi di cose non pulite e ho anche una registrazione in cui lui stesso parla di quei “affari”…ho paura di aprirli piu la porta e insieme al mio avv abbiamo scritto una lettera al suo di avvocato (lui due mesi fa mi ha scritto una lettera dal avv in cui chiede di tenere nostro figlio con se una giornata a sett),in cui diciamo che per diversi motivi io non gli faccio piu vedere nostro figlio perche siamo venuti a conoscenza a delle cose che nn lo reputano un padre affidabile responsabile etc etc.
    otto mesi fa delle persone con cui lui aveva debiti,persone poco raccomandate lo hanno menato e gli hanno portato via la macchina.io l’ho registrato al mio ex mentre ammeteva che e stato menato da quelle persone “cattive”,l ho registrato anche mentre ammeteva che e sparito quando mio figlio aveva tre mesi,anche quando aveva dieci mesi e sparito per altre due mesi.l ho registratoanche mentre ammete che per nostro figlio non ha fatto nulla,e ho anche quella registrazione in cui lui parla di come fare soldi sporchi insieme a un suo amico.con tutte queste prove pensa che posso toglierli la potestà?so che mio figlio ha diritto ad avere un padre e vorrei tanto che lo avesse,però con un padre come lui che va sempre peggiorando facendossi nemici e mischiandosi in affari sporchi mettendo in pericolo la vita di mio figlio ho paura.pensa che tutte le registraioni che ho mi aiuteranno a toglierli la potestà?ho omesso di dirle che ho anche dei fogli che attestano che lui e debitore con il stato per assegni scoperti e cambiali in valore di 180.000euro.
    io per ora sono disoccupata.abito con affito e ho mia sorella e i padrini di mio figlio che mi danno una mano a crescere mio figlio.
    il fatto che io non ho un lavoro puo essere un motivo per cui il tribunale minnorile mi tolga il figlio?
    la ringrazio in anticipo di vero cuore della sua risposta
    emilia

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gemtilissima Patrizia, Lei potrebbe denunciare suo marito per violazione dell’ordine del Giudice e per violazione degli obblighi di assistenza. Cordiali saluti

  • patrizia scrive:

    buona sera avv CRISTIANA LENOCI si sto separando giudizialmente con mio marito il presidente il 21 settembre ha deciso che i due miei figli di 9 e 12 anni vengono affidati a me ma con il congiunto e deve passare 750 euro al mese per i figli e invece lui ha mandato 400 euro il mese di settembre e ottobre e d allora non ha mandato nulla io ho chiesto al presidente di andare a lavorare fuori dove c’e’ piu’ possibilita’ di lavoro e l avvocato del mio ex marito dice che essi nn vuole preciso che il mio ex marito vive in olanda da 2008 e convive con una donna da subito vorrei avere due risposte se posso andare a lavorare fuori portandomi i miei figli con me e se si puo’ togliere la patria potesta
    in attesa di un suo riscontro le porgo i miei piu’ cordiali saluti

  • D.ssa Cristiana Lenoci scrive:

    Gentilissima Sig.ra Lina, avrei bisogno di alcuni elementi per risponderLe. Lei e suo marito siete separati? E’ stato stabilito con sentenza che suo marito ha perso la patria potestà sui figli? E’ il giudice che decide se e quando privare un padre della patria potestà. Se invece la patria potestà non è stata cancellata da una sentenza, suo marito può continuare ad esercitarla, senza però travalicare alcuni limiti. In cosa consistono queste “marcature strette” e inseguimenti nei confronti dei figli?

  • lina scrive:

    vorrei sapare un padre che perde la podestà per non aver compiuto i suoi doveri assistenziali ed economici, pretendere di punto in bianco di conoscerli dopo 15 anni? puo’ marcare strtto sui minori e seguirli ovunque? puo’ minacciarmi con una lettera su facebook?

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