Il fondo di solidarietà per vittime di usura si applica anche ai fallimenti.

Vittime di usura: sospesa la procedura fallimentare.

La legge 44/99, prevede la possibilità, per le vittime di richieste estorsive ed usura, di accedere ad un fondo di solidarietà.

L’art. 20 della predetta legge prevede, altresì, la sospensione per la durata di trecento giorni delle esecuzioni di provvedimenti di rilascio di immobili e dei termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate.
Il Giudice dell’esecuzione può disporre tale sospensione a seguito del parere favorevole del Prefetto competente per territorio e sentito il presidente del Tribunale.

Ora, il problema è spesso sorto in ordine alle procedure fallimentari, ovvero sull’applicazione in via analogica della legge.

Non sempre la giurisprudenza è stata favorevole.

Segnaliamo una recentissima sentenza della Corte di Appello di Brescia n. 736 dello scorso 20 settembre 2010.

Secondo la Corte, la legge numero 44 del 1999, è applicabile in via analogica anche alle cause fallimentari, nell’ambito delle quali potrà essere disposta la proroga di trecento giorni al fine di impedire temporaneamente la pronuncia della dichiarazione di fallimento (si richiamano all’uopo le recenti aperture della Suprema Corte, 22.01.2009 n. 1613 e del Tribunale di Ascoli Piceno 09.10.2008), e che in concreto può essere disposta solo una sospensione di termini di decadenza, prevista dall’art. 20 dal giudicante durante la procedura prefallimentare, venendo così ad essere temporaneamente impedita la dichiarazione di fallimento per “trecento giorni”

Compete, dunque, al giudice della procedura, e non già al Presidente del Tribunale, il puntuale contemperamento della ragioni dell’istante, vittima di odioso reato, con gli opposti diritti e interessi dei creditori.

La decisione – continua la Corte- ove ricorrano i presupposti va presa a prescindere dal parere del Prefetto, non vincolante a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 457 del 2005.

L’applicazione della norma, comunque, non è automatica ma rimessa alla valutazione discrezionale del giudice della procedura; inoltre, in ragione della natura eccezionale della disposizione, la sospensione non potrà essere prorogata.

da ilcaso.it:   SENTENZA 376/2010

4 Commenti

  1. Avv. Mary Corsi
  2. fabio
  3. Avv. Mary Corsi
  4. marino rossi

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